LIBRESCHI, DEGUSTAZIONI LETTERARIE AL COSTARENA – LE FOTO

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E comunque, per parlare di com’è andata ieri sera…
Bella atmosfera, calda, amichevole e rilassata.
Grande anfitrione Claudio Driolche ha subito messo a suo agio chi non si conosceva. La simpatia della “guest star” Morozzi e la dolcezza di Teresa Fava hanno fatto il resto.
Belli i testi letti, tutti.
Avrei voluto comprare tutti i libri e mannaggia alla crisi che ci costringe a fare la cresta anche sulle storie che ci trasportano in altri mondi.
Complimenti ad Alen Grana per il suo libro sui Pirati e ZAP & IDA per il poliziesco comico, davvero godibile.
Un grazie ENORME, IMMENSO, INCOMMENSURABILE a Teresa Fava che ha dato voce alla mia Sarah con una tale capacità realistica che quasi quasi ho creduto fosse lì, davanti a me a parlare e a raccontarmi di nuovo le sue avventure amorose e la sua vita.

Un ringraziamento specialissimo, invece, va alla mia cara amica Lorena Lusetti, presente con il suo secondo romanzo “Terra alla terra” di Damster Edizioni, e che con gentilezza inusitata ha coinvolto il marito in riprese fotografiche e video della serata, che a breve saranno disponibili online.
Grazie, grazie, grazie LORENA!!!

Grazie a LIBRESCHI e a Canto 31 per l’opportunità di una serata diversa dalle solite.

p.s.: e la prossima volta, se proprio dovete fotografarmi, onde evitare il crack dell’obiettivo, prendetemi da molto, molto, molto lontano

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MANGA-PAUSA?

10593172_931616213519139_2314333025502317731_nIo però devo capire.
Perché.
Perché ‘sta cosa mi prende a passati oltre i 50.
Cioè, non sono solo le storie.
Ma sono, soprattutto, i disegni.
E più ne osservo, più ne vorrei osservare.
Più ne leggo, più ne vorrei leggere.
Ditemi che capita a tutte, una volta arrivate al “giro di boa”,
di avere di queste passioni, di questi innamoramenti subitanei e duraturi.
Ditemi che una delle controindicazioni della menopausa è, oltre all’ingrassamento, il calo della vista, l’insonnia, l’irritabilità, la perdita di calcio nelle ossa anche l’amore improvviso per i fumetti e soprattutto i manga.
Ditemelo.
Vi prego.

AMORE SOPITO MA NON DIMENTICATO…

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L’ho amato con tutta la passione e il trasporto che un’adolescente può dimostrare. Le storie, i dialoghi, le pause e persino i silenzi di Corto Maltese e del suo creatore Hugo Pratt.
Soprattutto amo in maniera viscerale questo tratto brusco, alle volte sporco e sgarbato, questo modo di disegnare veloce all’apparenza ma in realtà accurato nelle sfumature.
Ancora, scopro, nel guardare distrattamente i post sulla home di questo Facebook tanto vituperato ma da me molto apprezzato, che quell’amore sepolto sotto la cenere degli anni pulsa e cova intatto e inalterato.
Grazie Maria Grazia Costa per avermi ricordato questo amore assopito ma non dimenticato…

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MIRA DRITTO AL CUORE – 11 SETTEMBRE 2014 AL COSTARENA DI BOLOGNA

Non avete ancora avuto modo di acquistare il mio libro Mira dritto al cuore e vorreste tanto poterlo fare?
Avete già il libro ma vorreste la mia firma con dedica?
Siete tentati di comprarlo ma non siete convinti e vorreste poterne ascoltarequalche brano prima di convincervene?
Una simpatica occasione, che abbina il libro alla degustazione di un ottimo vino.
E un’apericena in compagnia di altri autori e altri libri e altri vini.

Zap & Ida presentano infatti Passi
Lorena Lusetti presenta Terra alla terra
Alen Grana presenta I signori delle balene


Il tutto organizzato da Canto 31 in collaborazione con Trame Libreria Bookshop

Giovedì, 11 settembre 2014
ore 19:30
Centro CostArena
Via Azzogardino 48
LIBRESCHI, DEGUSTAZIONI LETTERARIE

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Fateci un pensiero, e veniteci ad ascoltare!!!

DEVO DIRLE CHE TORNO

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— Quei tovaglioli li devi piegare meglio, Giovà! Guarda tutte le file di fronte alla finestra. Son tutti piegati malissimo. Rifalli.
Giovanni Santillo, cameriere all’Hotel ****, cinque stelle. Un albergo di lusso, con grande affluenza, comodo, elegante, proprio di fronte alla stazione dei treni. Lavorare qui è un bel traguardo. Ha da poco questo lavoro. E’ arrivato a Bologna da un mese, con una valigia piena di speranze e un sogno: sistemarsi e metter su famiglia. Può farlo solo lavorando duramente al nord. Conosce, glielo hanno raccontato gli amici partiti prima di lui, la fatica di introdursi nella società chiusa e un po’ razzista del nord Italia, ma Bologna non è nord, non è centro, non è sud. Bologna è Bologna. Ce la farà. Sta già riuscendoci. Anche se il direttore di sala, Malaguti, fa il duro, lui lo ha già capito, è uno di quelli che sotto sotto è buono come il pane. Annuisce quindi, serio e determinato e si avvicina alla vetrina che dà sul porticato. C’è un gran via vai di gente, molta più di tutti gli altri giorni. Sono le dieci e un quarto, e siamo ai primi d’agosto. Tutti stanno partendo per le ferie. Beati loro! Pensa, guardandoli e piegando i tovaglioli con studiata maestria. Prima far combaciare gli angoli, poi piegarli su se stessi. Poi rivoltarli e infine aprire la base affinché tutto il tovagliolo resti in piedi. Marisa a quest’ora sarà già al mare. Forse in barca con quello. Magari gli avrà già detto di sì. Chissà. Intanto, mica potevo darle speranze. Non ho un soldo da parte, non avevo futuro laggiù. Non potevo chiederle di aspettarmi. Chissà quando mi sarò sistemato, se ancora sarà libera … Ma ragazze belle come Marisa non restano sole a lungo. Giovanni l’ha corteggiata, l’ha amata. Ma quando ha capito che si trattava di una cosa seria, le ha parlato.
— Vado al nord. Per trovare lavoro, per fare i soldi e metter su casa
Lei inaspettatamente ha risposto in modo aspettato:
— Per quanto tempo? Io non intendo aspettarti. Ho fretta di sistemarmi. C’è Gennarino, il figlio del farmacista che mi fa la corte da una vita. O mi sposi subito, o mi sposo con lui. Gennarì è ricco e c’ha pure il motoscafo. Con lui farei la gran signora. Ma io amo solo te, Giovà. Sposami, e portami a Bologna con te.

Ma Giovanni Santillo è un orgoglioso. Che avrebbe fatto Marisa qui con lui? L’unica sistemazione che ha trovato è una brandina in camera con altri tre compari, in un appartamento ricavato da una cantina. Umidità e sporcizia dappertutto. E promiscuità. Non se ne parla neanche. Forse tra un anno, se lo assumeranno, con uno stipendio fisso e i contributi, la malattia, le ferie pagate. Allora potrebbe prendere in considerazione di farsi una casetta piccolina adatta ad ospitarli tutti e due. Scuote la testa Giovanni Santillo. Un sogno che non si avvererà mai. A vent’anni le donne hanno fretta di sistemarsi. Aspettare significherebbe perdere lo smalto della giovinezza, e rischiare di restar zitelle. Marisa non lo aspetterà. Lo sa, lo sente.

Alza gli occhi verso il portico, mentre piega i tovaglioli. C’è tanta folla. Gente che sta andando al mare. Tanti, sicuramente staranno andando al sud, magari proprio là, dove abitano i suoi, e da dove lui è scappato in cerca di un futuro. Che cosa strana è la vita. Lui, che il mare ce l’ha tatuato negli occhi da quando è nato, ora è qui, che guarda gli altri correre verso quel sole, quel riverbero accecante, quell’odore di salsedine e alghe morte di cui sente così tanto la mancanza. Li invidia. Vorrebbe esser tra quella gente, valigie colorate e sandali ai piedi. Vorrebbe non dover piegare tovaglioli e servire paillard ai ferri, ma sdraiarsi sulla sabbia calda e baciare le labbra soffici della sua Marisa.

Non ha tempo di capire cosa succede, Giovanni Santillo. Il cristallo spesso della vetrina si sbriciola in mille schegge luccicanti, esplodendo su se stesso, abbattendosi su di lui come un secchio di grandine gelida. Il boato assordante gli entrerà nella testa solo qualche istante dopo. Lo ricorderà per tutta la vita, ma successivo alla pioggia di vetro che lo aggredisce in quel momento. E quindi il fumo, la polvere dei calcinacci che dalla stazione arriva immediatamente e invade la sala dell’Hotel ****. Si alza lentamente, Giovanni. E pur coperto di sangue, esce sulla strada dal varco formato dalla vetrina distrutta. La gente urla, scappa da ogni parte. Non saprà mai come ha fatto a trovarsi nel piazzale della stazione, tra i conducenti degli autobus che scesi raccolgono pietre per lanciarle lontano, scavano tra i calcinacci, trasportano persone ferite e corpi dilaniati. Non saprà mai spiegare Giovanni, in quale momento ha deciso di aiutare a scavare, di trasportare feriti sugli autobus o chiudere gli occhi a turisti ormai partiti per il viaggio più lungo. Ricorderà solo un pensiero: Devo dirle che torno. Al diavolo il futuro, la vita è qui, ora. Scivola via velocissima, e bisogna afferrarla prima che sfumi come polvere acida e odor di carne bruciata.
Marisa, aspettami.

Bologna, 2 agosto 1980
In omaggio a chi non ha più fatto ritorno.

Racconto
1° Classificato
Premio IL TREBBO
Riolunato 2008
Sezione Narrativa Adulti

Amneris Di Cesare – Mira Dritto al cuore[RECENSIONE]

amnerisdicesare:

Ribloggo la splendida recensione di Francesco Mastinu al mio libro, Mira dritto al cuore.

Originally posted on Personaggi in cerca di Editore:

Titolo: Mira dritto al cuore
Autore: Amneris Di Cesare
Editore: Runa Editrice
ISBN: 9788897674368
Pagine: 350
Prezzo: 15,00

Mira dritto al cuore

Trama: Proprio in quella stessa estate dove i suoi piani sono andati totalmente allo sfascio, la giovane Sarah, durante la vacanza di famiglia in Sicilia, conosce Rudy e Thomas, due animatori del resort dove alloggia, coi quale sviluppa un attaccamento che lei stessa non è pronta ad affrontare. Dai prodromo di quell’amore estivo lei, nel corso degli anni a venire, non riuscirà mai a emanciparsi, arrivando sino all’età adulta, a fasi alterne, in lotta per affermare i suoi desideri, e con essi maturare la scelta d’amore: Rudy, Thomas o se stessa?
Ma l’amore, come sempre, è in agguato, e tale rimarrà sino alla fine di questa storia.

Contenuti: partendo da quello che a chiunque apparirebbe un triangolo amoroso classico, con tanto di tremori, dissapori e spremute di cuore dolci e…

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Il perfetto utilizzatore di Facebook (e probabilmente anche di twitter & co.)

amnerisdicesare:

Da ribloggare e incorniciare!!!

Originally posted on La Zitella Felice:

Come ben sapete amo utilizzare i social network, nonostante ne veda i limiti e le difficoltà. Li trovo una miniera di informazioni, anche per tastare il polso alla “razza da computer”, alla quale mio malgrado sicuramente appartengo. Comunque, dicevo, l’utilizzo dei social network ha molti pro e un numero sempre maggiore di contro. Mi chiedevo quale sia l’uso migliore di uno strumento come facebook, dato che:

– Se posti status rivolti al sociale – o, peggio! – appelli affinché sia posta fine ad una determinata situazione che ritieni ingiusta (il genocidio a Gaza, tanto per fare un esempio), arriva subito quello più intelligente che ti dice che non serve a niente. (ma davvero!? Grazie eh, per avermelo insegnato, ché per me era difficile arrivarci).

– Se posti articoli o foto riguardanti un argomento che ti sta a cuore, ma che non è condiviso universalmente (per me si tratta di femminismo…

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