MARCO PROIETTI MANCINI INTERVISTATO PER BABETTEBROWN.IT

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11. Nello scrivere un romanzo, “navighi a vista” come insegna Roberto Cotroneo, oppure usi la “scrittura architettonica”, metodica consigliata da Davide Bregola? “Navigo a pancia”, manco a vista. Ci ho provato a scrivere architettonicamente, a fare le scalette e le strutture. Le deturpo, le sconvolgo, servono solo a farmi perdere tempo e a farmi arrabbiare.

12. Quando scrivi, lo fai con costanza, tutti i giorni, come faceva A. Trollope, oppure ti lasci trascinare dall’incostanza dell’ispirazione? Mi faccio trascinare dall’incostanza della mia assoluta, totale, dominante pigrizia. A volte non basta neanche l’ispirazione, perché quando arriva le dico “Ispirazio’, adesso non rompere che sto con un amico, non lo vedi?”

Poi arriva la scadenza da rispettare, oppure la pulsione da mal di pancia scrittorio e allora lei (Ispirazio’) non si tira mai indietro. Più affettuosa di una mamma. Più fedele di un’amante. Arriva e mi asseconda, magari per scrivere per tre notti di seguito, con giornate in ufficio in cui sembro uno zombie.

13. Tutti dicono che per “scrivere” bisogna prima “leggere”: sei un lettore assiduo? Leggi tanto? Quanti libri all’anno? Boh? Sono un lettore compulsivo (e questa del “leggere” nel “come organizzi il tuo tempo non me l’avevi domandata!). Leggo circa cinquanta libri all’anno, la maggior parte durante le vacanze estive, quando arrivo a una media di uno al giorno, ma leggendone due o tre in contemporanea. Tra cui, sempre, un grande classico, una biografia o un saggio storico.

Una cosa che ho smesso di fare è “leggere professionalmente” per fare recensioni. Mi sentivo meno libero.

14.                 Quale è il genere letterario che prediligi? È lo stesso genere che scrivi o è differente? E se sì, perché? Nessuna preferenza, mai. Mai. Qualsiasi genere, qualsiasi tipo. Anche la letteratura per ragazzi, senza mai nessuna preclusione. Esistono solo due generi. “Il libri che mi piacciono” e li leggo. “I libri che non mi piacciono” e li lascio. Una volta cercavo di finire anche i libri che non mi piacevano, ma la vita è fatta di tempo e priorità, preferisco andare oltre.

<<<QUI L’INTERVISTA COMPLETA>>>

12° INTERVISTA PER IL FIAE: TECLA DOZIO

Ribloggo. Intervista a cura di F.I.A.E. e Tuttiscrittori.it del 10 marzo 2009
Mi spiace tanto, Tecla.
Resterai comunque sempre un esempio e un’ispirazione.

F.I.A.E. - FORUM INDIPENDENTE AUTORI EMERGENTI

A cura di FIAE e di TUTTISCRITTORI.IT

180001_1888058484459_4061087_nTecla Dozio, milanese, è una studiosa di letteratura di genere, editor e direttore editoriale di case editrici, libraia. Nel 1992 diventa titolare della Libreria del giallo La Sherlockiana di Milano, dove ha già lavorato per due anni, rappresentando un punto d’incontro per gli amanti del genere giallo e noir, tanto da contribuire a fondare la Scuola dei duri, cenacolo di autori di gialli della scuola milanese, tra cui, ad esempio, Andrea G. Pinketts. Ha collaborato con numerose case editrici, scoprendo scrittori esordienti; nella sua libreria ha presentato autori famosissimi provenienti da ogni parte del mondo. In prima fila nell’organizzazione di numerosi premi letterari tra cui il più importante nel panorama giallistico italiano, il Premio Scerbanenco, che si tiene ogni anno nell’ambito del Noirfest di Courmayeur e premia il miglior giallo italiano edito nell’anno. Attualmente è direttrice editoriale della casa editrice Todaro di Lugano…

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PRESENTAZIONE IN ANTEPRIMA “IL FANTASTICO NELLA LETTERATURA PER RAGAZZI”

Sta prendendo forma.
Sta diventando realtà.
L’antologia multi-saggio sulla letteratura fantastico-fantasy contemporanea per ragazzi.
Emozione grande.

potteraduno2016

‪#‎ANTEPRIMA‬ |
Domani sab 6 feb alle ore 15:00
al Potteraduno a Novegro,
Avv M Lenti introdurrà, assieme a Chiara Segre, Martina Frammartino e Pia Ferrara,
“Il Fantastico nella letteratura per ragazzi – Luci e ombre di 10 serie di successo”,
un’antologia sulla letteratura fantasy per ragazzi in uscita questa primavera.
Modera Emanuele Manco
www.fantasymagazine.it

“Il Fantastico nella letteratura per ragazzi – Luci e ombre di 10 serie di successo”
Piano dell’Opera:
Silvana de Mari – “Harry Potter” di J.K.Rowling
Paolo Gulisano – “Le cronache di Narnia” di Clive S. Lewis
Marina Lenti – “L’ultimo elfo” di Silvana De Mari
Chiara Segre – “Hunger games” di Suzanne Collins
Maria Cristina Calabrese – “Cronache del mondo emerso” di Licia Troisi
Martina Frammartino – “Percy Jackson e gli dei dell’Olimpo” di Rick Riordan
Laura ZG Costantini – “Twilight” di Stephenie Meyer
Pia Ferrara – “Bartimeus” di Jonathan Stroud
Amneris Di Cesare – “Shadowhunters” di Cassandra Clare
Cristina Lattaro – “Divergent” di Veronica Roth

ROBERTA VOLPI, EDITOR, INTERVISTA SU BABETTE BROWN.IT

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Esiste una forma di lettura “critica” che si differenzia da una lettura “di evasione”? E se sì, quali sono le differenze, secondo te? La differenza per me è molto semplice: se sei un editor la tua sarà sempre una lettura critica e difficilmente riuscirai a evadere o a lasciare silente la parte di te abituata a valutare e verificare. Questo però, dal mio punto di vista, è un fattore aggiunto che mi permette di apprezzare le opere valide e non un fardello, e si rivela utile anche per lo scouting.

Tu come leggi criticamente? Ci sono tecniche che applichi alla lettura? Non posso dire di applicare una tecnica perché, se lo fai, applichi in modo esteso le tue conoscenze durante la lettura, poni le tue esigenze al cospetto della trama, e se indietro torna solo una sensazione positiva e avvolgente hai la consapevolezza di aver letto qualcosa di ben fatto sotto i vari punti di vista. Se devo rispondere da una prospettiva strettamente professionale, credo che le domande successive puntino il dito proprio su quello, e sarò più chiara.

Come si diventa editor? Hai fatto corsi per diventare editor? Non ho fatto corsi per imparare il mestiere e farne un impiego ufficiale, ma ho seguito un percorso naturale che a un certo punto ha preteso di essere il prescelto. L’essere editor non è per me solo una professione accolta in un determinato momento della vita: credo di esserci arrivata con il tempo e mentre maturavo me stessa e le mie competenze già in tempi scolastici, in una sorta di sfida per forse eccessiva passione verso la lingua. Scrivo da sempre e ho man mano affinato le conoscenze sui fondamenti della grammatica e delle radici della nostra lingua, con uno sguardo sempre più incuriosito verso la linguistica, l’etimologia e la narratologia. Nel corso del tempo ho letto e sperimentato la lingua attraverso pubblicazioni di autori diversi fino a mettere a confronto quello che, secondo me, era anche un po’ un’interpretazione della parola scritta. Ma come quando si fa una ricerca e se ne fa poi propria argomentazione, ho trovato le verità che cercavo e ho compreso la differenza tra la regola e l’interpretazione, e lì ho potuto far sì che la mia passione diventasse una professione di consulenza a tutti gli effetti. Si è trattato di un percorso evolutivo personale e professionale, ufficializzandosi poi diversi anni fa da un punto di vista anche fiscale; un percorso che considero essere stato illuminante e illuminato, da menti importanti, da intellettuali che hanno reso alla nostra lingua non solo pubblicazioni interessanti ed esigenti ma necessari […]

<<<<L’intervista continua qui>>>>

DUELO, VERSIONE PORTOGHESE DI DUEL

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Aquela noite, Stefania não estava de bom humor quando, para contentar a sua amiga Manuela, participara de uma festa onde não conhecia ninguém. Com certeza, nãoestava pronta para se apaixonar de novo. Mas quando Davide, o festejado, entra na sua vida, sem pedir permissão na noite da canção Duel, de Propaganda, Stefania não saberá como reagir. Porque isso que sente por Tony, o homem culto que lhe presenteou com o livro “O morro dos ventos uivantes”, e que a deixou sem uma verdadeira razão, é ainda tão prepotente com ela por não querer aceitar para voltar a página e acolher um novo sentimento, diferente, porém mais profundo. O amor entre Stefania e Davide será uma batalha que combaterão até o final, destruindo-se reciprocamente, porque, às vezes, o Amor é um duelo, sempre em equilíbrio entre paixão e ciúme, confiança e incredulidade. E Stefania se deparará a dever escolher se a traçar o seu destino será a trilha sonora de um verão de emoções ou a trama de um livro que foi marcado o início de uma paixão ainda não de toda extinta. E tomara, quem sabe, ao virar a esquina a espera um final inédito e uma nova canção.

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As palavras do refrão evocavam, no entanto, um amor contrariado, um duelo entre amantes que se enfrentavam e se uniam embora o desejo deles de se divertir, até o final, até ao trágico episódio de paixão e sangue. (Duelo – Amneris Di Cesare – tradutora: Sandra Santos)

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Amneris Di Cesare, mãe e esposa em tempo integral, filha de pais italianos, nasceu em São Paulo, Brasil, e com onze meses de vida mudou-se para a Itália, ama escrever, ler e traduzir livros, principalmente romances com histórias de amor complicadas e sofridas. Publicou três romances, Nient’altro che amare (Edizioni Cento Autori, 2012), Mira dritto al cuore (Runa Editrice, 2014) e Sirena all’orizzonte (Amarganta, 2015) com editoras italianas. Participou e venceu vários concursos literários e ama escrever ensaios sobre sagas de fantasia contemporânea. Duel, publicado em julho de 2015, é a sua primeira experiência em self-publishing que lhe está dando grandes satisfações.

Duelo, de Amneris Di Cesare
versione portoghese a cura di Sandra Santos
realizzazione grafica a cura di Le Muse Grafica

YES, I WATTPAD TOO!

Sì, oggi ho aperto Wattpad. Questo è il mio profilo:

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https://www.wattpad.com/user/AmnerisDiCesare e potete iniziare a leggere la mia Diana, enjoy!

DUELO: LA VERSIONE TRADOTTA IN PORTOGHESE DI DUEL A BREVE NEGLI STORE

precover

E così, anche DUEL, il mio primo self, autoprodotto e di discreto successo prende la via dei paesi di lingua portoghese. Ho trovato su Babelcube una traduttrice di altissimo livello, Sandra Santos, che ha saputo dare al mio testo – e la mia conoscenza della lingua mi ha permesso di constatarlo e confermarlo – l’esatto tono, ritmo e musicalità che ho cercato di inserire nell’originale in lingua italiana.
Ancora pochi dettagli per provvedere alla pubblicazione del libro.
Ma nel frattempo la copertina, di Le Muse Grafica camuffata… a breve riveleremo la nuova e intensa copertina per il mercato brasiliano
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LIA WINCHESTER – GRAFICO WEB INTERVISTATA PER BABETTEBROWN.IT

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Cosa funziona e cosa no, secondo te, in una cover per libri? Dipende da quello che ha in mente l’autore, dall’anima del libro. Non mi piacciono le “teste volanti”, quello no. Per il resto credo che vada molto a gusto. Ho notato che più sono semplici più piacciono, in realtà.

E in una locandina? In una locandina punterei sul font, sui colori dello sfondo e cercherei di non far sembrare l’immagine in primo piano incollata, ma non ne ho mai fatte. Quindi per adesso è solo un parere estemporaneo.

L’avvento dei social network, Facebook specialmente, ha favorito o complicato le cose per voi grafici? Per me l’ha favorito. Anni fa feci un colloquio in un’azienda (sempre come grafico), quando ancora  internet era agli inizi e non c’erano ancora i social network. Tutto l’iter fu più complicato, avevano chiamato molta gente che aveva un curriculum simile. Invece ora i datori di lavoro e i clienti danno un’occhiata al tuo portfolio online o alla tua pagina Facebook e già si rendono conto se possono essere interessati.

Cover libro di carta, cover libro digitale: c’è differenza e se sì quale? Differenze ce ne sono molte, prima di tutto nel formato. Bisogna tenere conto delle dimensioni dei margini nel libro stampato (il rimbocco), e anche del numero di pagine del romanzo (per la costola). Bisogna capire bene se ci saranno le alette, la fresatura, quanto sarà spesso il bordo e così via. Un processo diverso.

<<<<l’intervista continua qui>>>>

Cercasi illustratrice/illustratore

Amici illustratori di Facebook, Twitter e dintorni: leggete e pensateci.
;)

Sull’apartheid sessuale e il presunto diritto eterosessuale di fare concessioni.

Meglio non avrei saputo dirlo.

La Stanza dei Libri di Arwen

Anche quest’anno si avvicina il Family Day al grido di “orgoglio Family” e “difendiamo i nostri figli”. Sì perchè siamo nel pieno della bufera per il ddl Cirinnà e la possibilità, sempre più concreta, che alle unioni omosessuali venga (finalmente) riconosciuto lo status di “famiglia” fa paura, quindi urge far sentire la propria indignata voce, il proprio grido d’allarme. Perché chi una famiglia già ce l’ha, inspiegabilmente, si sente minacciato.

E allora è venuta voglia anche a me, di far sentire la mia piccola voce.

Per cominciare mi dà già i brividi il fatto che una parte di popolazione, in possesso di certi diritti, ragioni e si chieda se “concederli” anche a un’altra parte. È una cosa che sa tanto di apartheid. Mi chiedo cosa dia il diritto a noi eterosessuali di concedere o negare diritti a chi ha un orientamento sessuale diverso dal nostro. Tutte le elucubrazioni di ordine…

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