BABETTEBROWN.IT: RACCONTI DEL CUORE PER IL TERREMOTO

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Si sta allungando la lista di racconti donati dalle autrici e gli autori del blog www.babettebrown.it  per il terremoto di Accumoli e Amatrice dello scorso Agosto.

Inizio a inserire qualche link (li trovate tutti alla pagina Progetto Donazione del blog) per permettere a chi naviga in rete di leggerli. Sono tutti molto belli: alcuni tristi, altri intensi, moltissimi divertenti per mitigare il dolore e la sofferenza che questo terribile evento ha portato e trasmesso. Alla fine della pubblicazione online, saranno realizzati 2 ebook i cui proventi andranno alle vittime del terremoto.

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VORREI AVERTI ADESSO: LE PRIME RECENSIONI

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E arrivano le prime recensioni su Amazon.
Grazie a chi mi ha letta e si è preso un attimo per dire cosa ne ha pensato di questa lettura.
Vi ricordo che VORREI AVERTI ADESSO è online su tutti gli store ed è GRATIS.

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Grazie infinite a Marco, Sara, Gis e Caterina, ovunque voi siate.

 

GIRO DI BOA: COSA HO FATTO FINO A OGGI?

Settembre per me è un po’ il giro di boa di un intero anno, il vero Capo D’Anno, il mese in cui si archivia, dopo l’estate appena trascorsa, il vecchio e ci si appresta ad apparecchiare il nuovo. Lo scorso settembre scrivevo questo, tirando le somme di quanto effettuato in un anno di lavoro e sperimentazione.
Oggi, a un anno di distanza, voglio fare lo stesso.

Sono sempre in Amarganta.

Polvere di neve

Polvere di neve

Leggo, seleziono manoscritti fantasy, under15 e stranieri. Traduco.
– Alla fine del 2015 è uscito Polvere di Neve di Indra Vaughn.
– E l’antologia Oltre l’arcobaleno, antologia Lgbt a scopo benefico, che ha curato513wjv1fasl-_ou29_ac_ul320_sr208320_ Francesco Mastinu ma che ho sostenuto e per la quale ho aiutato con l’editing.
– E’ uscito il secondo episodio del Ciclo delle Anime, Anime affamate di Annemarie De Carlo. Lgbt sui generis. Non saprei davvero come definirlo se non dicendo: leggete i due episodi. Vi sorprenderanno.
– E Aiko, school babe, di Leyla Hi con illustrazioni di Andrea Modugno. Un erotico forte, molto intenso.
– E Oliver Lifeless, di Alessandro Fieschi e illustrato da Monica Nicolosi un romanzo fantasy Under15, molto molto carino. Consigliatissimo.

imagesPer Amarganta entro la fine dell’anno devo tradurre: The Winter Spirit di Indra Vaughn.
– Sto valutando un progetto per bambini Under15 fantasy/mistery
– Sto seguendo l’acquisizione di 2 romanzi scritti da 2 autori americani di grande spessore. Finché non si firma il contratto non ne parlo, ma sono in ansia perché li adoro, uno di questi è uno dei miei autori preferiti in assoluto!
– Sto seguendo l’acquisizione di 3 romanzi scritti da una bravissima autrice britannica. Siamo ancora in fase di negoziazione ma spero di poter dire è fatta a breve. Dita4d918103-eac7-4dde-a102-c5267e7b193f incrociatissime.
– Ho acquisito un bellissimo libro per bambini scritto da un’autrice brasiliana e illustrato da una bravissima amica sempre brasiliana.
– Sto definendo l’acquisizione da parte di una Casa Editrice Brasiliana dei diritti di Grande e Piccolo.
– In ballo ci sarebbe anche un saggio importante e un autore molto grosso da 2940153166346_p0_v1_s192x300reclutare.

Ho tradotto per Babelcube:
Il buio in una stanza di Claudia Talois un romance molto particolare ambientato in Brasile.
Chartreuse di T.E. Ridener

Sto traducendo un saggio esoterico e sto negoziando con T.E. Ridener per la traduzione del sequel di Chartreuse.

– Ho pubblicato VORREI AVERTI ADESSO, mininovella in self-publishing gratuita.Gays
– E’ uscita l’antologia multisaggio Il Fantastico nella Letteratura per ragazzi di Runa Editrice con il mio saggio “Cassandra Clare e l’esalogia di Shadowhunters”.

Fantastico - copDEFHo intervistato un bel po’ di autori e operatori dell’editoria e ho letto e recensito un numero spropositato di romanzi di ogni genere letterario.

Sono stata a Torino.

Mi sembra di non aver fatto poi un gran che.
devo darmi da fare di più

CardAmneris

COSE BELLE CHE FANNO PIACERE.

E che, in un modo o nell’altro, voglio conservare.
Almeno finché non cancelleranno questo blog.

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Grazie a voi, Laura e Loredana.

CASE EDITRICI vs. SELF-PUBLISHING #Episode n.2

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Vi ricorderete il post di un anno fa SELF-PUBLISHING VS. CASE EDITRICI: CONSIDERAZIONI DI UNA NEOFITA nel quale esponevo alcuni dubbi circa la effettiva convenienza da parte di uno scrittore – aspirante o emergente che fosse – a tentare la via dell’auto-pubblicazione. Le considerazioni che facevo erano un po’ i dubbi che tutti i neofiti di questo mondo si pongono. La Casa Editrice, dicevo, in fondo non è altro che una sorta di copertina di lana, ti avvolge, ti protegge, ti offre servizi che altrimenti sei costretto a pagarti di tasca tua, ti sostiene e si occupa di te e del tuo libro.

Ho pubblicato DUEL, il mio primo auto-prodotto, quasi per dimostrare che auto-pubblicarsi non conviene. Ma a Duel si è poi aggiunto MISTERIOSO E’ IL CUORE, e oggi il racconto lungo VORREI AVERTI ADESSO, appena pubblicato gratuitamente in tutti gli store. E il perseverare credo la dica lunga su come e cosa pensi io oggi dell’auto-pubblicazione.

Non solo. Ho letto molti self-published pubblicati da altr* collegh* in questo anno. Alcuni, lo ammetto, di pessima fattura. Refusi, errori grammaticali, incongruenze nella trama, azioni deboli e spesso con dinamiche irrealistiche a non finire.

Ma, nel marasma della fuffa editoriale autoprodotta ho estratto veri  propri gioielli.

Alcuni di autori che conoscevo già e che seguivo da tempo, come Stefano Santasiere (subito reclutato da Newton & Compton che lo ha strappato dalle maglie comode e audaci dell’autoproduzione per aggiungerlo alla sua scuderia) e Lucrezia Scali (Te lo dico sottovoce, un romance insolito, non banale, diverso per ambientazione e caratterizzazione dei personaggi), per non parlare delle mie recentissime letture: Karen Waves ed Emiliana De Vico (le cui recensioni ai loro romanzi potrete leggere su http://www.babettebrown.it in questi giorni) e Marion Seals per citarne solo alcuni.

Romanzi belli. Arguti. Insoliti.

Personaggi non banali (BASTA con i Principi Azzurri, BASTA con i Multimiliardari che scopano forte, soprattutto BASTA con i palestrati senza un etto di ciccia e altrettanto cervello!) dal carattere forte, duro ma impegnati socialmente, con messaggi da dare attraverso l’esempio (come per il personaggio leader del romanzo di Emiliana de Vico Non lasciarmi mai indietro) o uomini dalle ambizioni semplici, che aspirano a vivere nella natura e per mezzo di essa e di amare una donna scorbutica ma dal gheriglio tenero nascosto all’interno di una corazza solida costruita attorno al cuore (come per Whon-ho, il maschio “Alpha” di Le Cesoie di Busan di Karen Waves).

Poliziotti, assistenti sociali, agricoltori, bagnini, baristi, spazzacamini. Chi l’ha detto che l’eroe deve essere ricco, bello e dannato?

La narrativa del Self-publishing sta attuando una piccola rivoluzione: se le Big stanno mantenendo le loro precarie vendite in equilibrio con argomenti ormai obsoleti e stereotipati, pubblicando a iosa decine e decine di romanzi fotocopia, nell’autoproduzione c’è fermento, c’è passione e soprattutto c’è voglia di sperimentare.

E’ un po’ come quando uscirono i blog nei primi anni 2000: molta fuffa, molta scrittura banale e condivisione di “giornate tipo” insulse e senza mordente. Ma in mezzo a quei diari online senza spina dorsale quanta sperimentazione, quanta originalità e soprattutto, quanto genio ancora da scoprire? Non a caso molti dei primi blogger di ieri, oggi sono affermati opinionisti, giornalisti, scrittori e conduttori televisivi. I blog di allora sono ormai defunti, le sperimentazioni si sono trasferite altrove ma il fermento rimane. Ed è nell’autoproduzione letteraria.

E io voglio stare dove c’è fermento.
Perciò a un anno dalla mia prima esperienza dico: Self-publishing sì, sapendo scegliere.

BUON COMPLEANNO PENNYWISE!

it_coverIl 16 settembre di trent’anni (1986) fa usciva in libreria negli USA IT, il romanzo horror di Stephen King,  diventato poi cult della narrativa e non semplicemente di genere horror contemporanea. Più di 1000 pagine di scrittura “cremosa e densa”, come amo sempre definire io lo stile narrativo del “RE” dell’editoria moderna. Perché sebbene non ami il genere horror (non amo in particolare la separazione in genere letterario da parte degli editori riguardo gli argomenti trattati nei romanzi, cosa che trovo sempre più limitante) questo romanzo in particolare, rispetto a tutti gli altri che di King successivamente ho letto e non necessariamente appartenenti a questo genere,(si pensi a La Torre Nera,  serie di romanzi di genere fantastico, un mix tra western, horror e fantasy, o a Il miglio verde, che non può inquadrarsi in nessun genere letterario se non il mainstream), rappresenta per me la pietra miliare, o se vogliamo il giro di boa vero e proprio riguardo alla mia personale scrittura.

Ormai quasi 15 anni fa partecipavo attivamente alle discussioni in atto su un forum di scrittori e scritture (WMI), e mi ritrovai a chiedere agli esperti, che sapevo gravitavano in quello spazio virtuale, se raccontare una storia a pezzi, andando avanti e indietro nel tempo, fosse una cosa fattibile.

Mi rispose l’editor responsabile allora del gruppo dicendomi:
si chiama tecnica del flash backSe vuoi imparare e capire come si utilizza e quando, leggi It di Stephen King.”
Comprai il libro, per curiosità – questa cosa mi aveva intrigato – e per documentarmi su quella che pensavo fosse una strana esigenza mia e una scelta molto azzardata per qualcuno che, come me, non aveva mai scritto ancora un romanzo fino alla fine.
Divorai il libro in una settimana scoprendo allora un Grande della narrativa contemporanea, uno Scrittore con la S maiuscola, un Maestro e un Genio di stile e immaginazione.
E poi scrissi Sirena all’orizzonte.

Sirena all'orizzonte

Sirena all’orizzonte

Ma una volta ottenuto l’insegnamento e la spiegazione che cercavo, la sensazione di appartenenza che quel libro mi aveva lasciato non mi abbandonò neppure passato qualche anno. E cercando ispirazione o anche solo un “gancio” per costruire la comunicazione tra due personaggi che stavo imbastendo e che poi sarebbero diventati Sarah e Thomas in “Mira dritto al cuore“, IT Il Libro, si presentò quasi automaticamente nella mia mente:

«Ehi, ci sono prima io!» esclamò sgarbatamente qualcuno dietro il porta libri girevole. Era sempre lui, il ragazzo biondo del miniclub. Thomas.
«Scusami, non ti avevo visto…» risposi, cercando di evitare lo scontro.
«Se cerchi quelli in italiano, sono dall’altra parte» indicandomi un’altra libreria rotante, più vicino alla cassa.
«Non ne voglio uno in italiano. Lo voglio proprio in inglese. Io lo parlo e lo leggo… perfettamente…!» mentii. A scuola riuscivo a strappare appena la sufficienza. Ecco perché volevo andare in America, per imparare a parlarlo bene. Era indispensabile se volevo diventare interprete!
«Oh, how nice!» rispose con un perfetto accento britannico. «So, you absolutely must read this!», devi assolutamente leggere questo. Ero riuscita a comprendere cosa volesse dirmi, e sospirai per il sollievo. Ma di rispondergli a tono, neppure a parlarne! Mi porgeva nel frattempo un libro voluminosissimo, di almeno mille pagine. Aveva la copertina nera e un pagliaccio dalla bocca rosso acceso che sembrava sbucarvi fuori. Le sue mani erano gocciolanti di sangue e aveva un ghigno malefico. Il titolo era brevissimo: “IT”. Pronome personale alla terza persona singolare, neutro. “Esso”. “La cosa”. O qualcosa del genere…
«Ma è enorme!»
«E allora? Ti spaventa leggere?»
«No, anzi, ma…»
«Ma leggere in inglese un libro così è forse un po’ troppo difficile vero? In effetti non c’è ancora la versione tradotta initaliano…»
«Non mi spaventano i libri grossi. Conosco questo libro, è appena uscito… ne parlano tutti! È che… non mi piacciono
gli…» guardai la copertina nera e non seppi trattenere una smorfia di disgusto «gli horror, ecco. Non è un libro horror questo?»
«Uhm, sì, in effetti lo è. Allora no, non fa per te. Il Re non è autore per tutti in effetti!»
«Come sarebbe a dire?»
«Stephen King scrive cose troppo… too deep, se capisci cosa voglio dire. Profonde. Non va bene per una ragazzina che ama gli harmony!» e nel dire la parola “harmony” aspirò la acca davanti e pronunciò la erre insistendo sul suono in modo molto affascinante. Dovetti riconoscere che aveva una pronuncia inglese davvero sexy.
«Io non leggo harmony!» e ricalcando la parola appena pronunciata tentai di imitarlo; in un gesto di stizza presi dallo scaffale il libro nero. «Se dici che faccio bene a leggerlo, lo leggerò!»
«No, dai, non volevo!»
Non ci fu nulla da fare, pagai e uscii di volata.

Mira dritto al cuore
Amneris Di Cesare
Runa Editrice
2014

 

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Mira dritto al cuore

Insomma, King, il “RE” della scrittura mondiale e il suo IT non sono stati solo una fonte di insegnamento ma anche di ispirazione e in tutt’altro ambito di quello del genere horror. Pertanto, incondizionatamente e con estrema riconoscenza, Buon Compleanno e grazie IT!

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Tiziana Cantone si è suicidata: content* adesso? Brav*!

Non ci sono parole.
Condivido queste che sono esattamente ciò che direi io, se riuscissi a dire qualcosa.

Al di là del Buco

werqerTiziana Cantone si è suicidata. Aveva tentato e alla notizia del tentativo c’era la solita gente di merda a dire che “se l’è cercata”, tutt* a giustificare il quintale di fango con il quale l’avevano seppellita. C’è chi le ha rubato attimi privati, in cui faceva sesso, e fare sesso non è reato, fa schifo invece rubare attimi privati e metterli online per fare slut-shaming condito di perfidia, odio misogino allo stato puro. Tiziana era stata bullizzata per tutto il web, si è nascosta quanto ha potuto, smesso di lavorare, di uscire, depressa, voleva cambiare cognome, e per ciascuno di questi segnali, di queste richieste di aiuto, c’è chi aveva risposto con ulteriore fango, perché è così che fanno i bulli e le bulle. Pensano di aver ragione nel massacrare la vita, la reputazione, di una ragazza, di una persona.

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VORREI INCONTRARTI TRA CENT’ANNI: VENT’ANNI DI MERAVIGLIA.

CardAmneris

Vorrei averti adesso, racconto ispirato dall’ascolto di Vorrei incontrarti tra cent’anni, di Ron.

Il 24 febbraio 1996 si apriva uno dei Sanremo più polemici e controversi della storia del Festival e della Canzone Italiana. Due furono i conflitti che lo riguardarono:

1. La vittoria di Vorrei incontrarti fra cent’anni, cantata da Ron e Tosca, scritta da Rosalino Cellamare (aka Ron) rispetto a La terra dei cachi, di Elio e le storie tese, che, secondo la sala stampa, avrebbe ottenuto il massimo delle votazioni ma il cui risultato Pippo Baudo in persona avrebbe modificato personalmente con l’introduzione di schede sospette e non regolamentari (fonte Wikipedia) e della cui vertenza si occupò la magistratura. A Striscia alla notizia, nel corso della puntata di Sabato, trasmissione che precedeva di poche ore la finale del Festival e la proclamazione del vincitore, Enzo Jachetti fece una battuta all’apparenza innocua: “farò un film con Rosa Fumetto, Lino Banfi e Vince Tempera”. In realtà si trattava di una sorta di acrostico: prendendo solo i nomi di battesimo degli artisti citati, Rosa-Lino-Vince, si rivelava anticipatamente colui che sarebbe risultato vincitore del Festival quell’anno. Rosalino Cellamare è il nome vero di Ron.

2. La querelle sull’eventuale “plagio” da parte di Ron ai danni di Shakespeare, reo di aver utilizzato alcune strofe di alcuni sonetti del Sommo Vate di Stratford on Avon nel testo della canzone che poi avrebbe vinto il festival.

Plagio vero e proprio non si tratterebbe, in quanto i diritti sui testi di Shakespeare – della cui effettiva esistenza alcuni persino mettono in dubbio – sono scaduti abbondantemente ma in tanti ritengono che Ron avrebbe fatto bene a rivelare anticipatamente la fonte di ispirazione per la scrittura del testo della sua canzone, cosa che avrebbe, a mio avviso aggiunto valore al brano. Altri ritengono che anche l’intro musicale della canzone Vorrei incontrarti fra cent’anni sia identica a quella di More than words degli Extreme, uscita sei anni prima, nel 1990.

In ogni caso, Vorrei incontrarti tra cent’anni è una canzone senza tempo. Quest’anno ha compiuto vent’anni ma non li dimostra affatto. Poesia, lirismo, sentimento, delicatezza e pathos. Un piccolo gioiellino, un capolavoro che Rosalino Cellamare in arte Ron ha regalato al pubblico italiano, facendoci conoscere, tra le altre cose, la talentuosissima Tosca. Grazie Ron!

INTERVISTA A PAOLO GULISANO SU WWW.BABETTEBROWN.IT

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Paolo Gulisano, scrittore e giornalista, è uno dei più apprezzati cultori e critici italiani di letteratura fantasy e, in particolare, dell’opera dello scrittore britannico J.R.R. Tolkien. Amneris Di Cesare è riuscita a intervistarlo.

Prima domanda di rito: perché scrivere? Come è nata questa “necessità” e quando? Scrivere è per me una necessità, un elemento costitutivo della mia identità personale. Fin dalle scuole elementari mi divertivo a scrivere racconti, a inventare personaggi. Erano per lo più racconti avventurosi, frutto delle mie letture infantili che avevano avuto una notevole importanza nella formazione del mio immaginario: i romanzi di Jules Verne e di Jack London, e le antiche leggende di cavalieri. Leggevo anche fumetti, come Topolino, che nutrivano ulteriormente la mia fantasia. Ma oltre che essere un lettore avido, amavo fantasticare e mettere sulla carta i miei sogni. Direi quindi che la necessità di scrivere si è manifestata decisamente molto presto!

Come scrivi? Penna e carta, moleskine sempre dietro e   appunti   al   volo,   oppure   rigorosamente   tutto   a video, computer portatile, ipad, iphone? Ho molta nostalgia della penna e della carta.  Scrivo naturalmente a video, su PC fisso, circondato però da carta: i libri che consulto, e anche gli appunti che sono sempre rigorosamente cartacei! I miei libri nascono sempre su taccuini dove metto appunti e spunti, dove “schematizzo” anche il lavoro da fare.  Da questo punto di vista non sono ancora troppo tecnologicizzato.

C’è   un   momento   particolare   della   giornata   in   cui prediligi scrivere i tuoi romanzi? Dipende. Dovendo fare per vivere un lavoro che mi impegna dalle 8 alle 17 dal lunedì al venerdì, scrivo quando è possibile. Per cui la fascia oraria più utilizzata è la sera. Tuttavia sfrutto anche i sabati e le domeniche, e in questo caso scrivo dal mattino alla sera. D’altra parte, quando mi prende l’ispirazione, non c’è orario e durata del lavoro che tenga!

<<<<l’intervista continua qui>>>>

VORREI AVERTI ADESSO SU AMAZON E SU TUTTI GLI STORE

A breve. Oggi è uscito su Amazon, su iTunes e a brevissimo giro – diamo a Streetlib il tempo – sarà online anche sugli altri store.

VORREI AVERTI ADESSO.
Finalista e Menzione di Merito al Premio Racconto nel Cassetto, Villaricca Napoli nel 2009.

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La quarta:

Gabriele ed Eleonora si incontrano sui banchi di scuola. È amicizia al primo incontro. Lui, scanzonato e solare, lei timida e schiva, diventano inseparabili. Indivisibili. “Gabrieleonora, tutto attaccato” li prende in giro chi li conosce bene. E il passo dall’amicizia all’amore è breve, quasi un fatto scontato. Complice la passione per la musica e una piccola band amatoriale che fondano insieme ad alcuni amici e a un misterioso tastierista, dal carattere presuntuoso e scorbutico, e che pare non avere troppo in simpatia proprio Eleonora. Amore, amicizia, gioventù. Colpi di testa. Una telefonata che fa crollare tutto in un istante. E il sottofondo di una canzone eterna che resterà per sempre a ricordare gli attimi di un amore forte, resistente anche al passare del tempo.

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Qualche riga dell’incipit:

Vorrei incontrarti fra cent’anni…
tu pensa al mondo fra cent’anni ritroverò i tuoi occhi neri…
tra milioni di occhi neri…
saran belli più di ieri…

Aspetto in macchina mio figlio. Va a lezione di chitarra, si è fissato che vuole diventare un grande musicista rock. O un cantante bravo come Nek, che per lui è un idolo. Sorrido pensando a come i gusti cambino, con il passar del tempo. Soprattutto quelli musicali. Penso a cosa direbbe mio figlio della canzone di Ron e Tosca, che stanno suonando alla radio proprio adesso, per esempio (Ma mamma! È una lagna pazzesca!):
Vorrei incontrarti tra cent’anni.
Eh, già… tu pensa al mondo tra cent’anni, come sarebbe. O come è stato.

— Ritroverò i tuoi occhi neri, tra milioni di occhi neri.
— Anch’io vorrei incontrarti fra cent’anni.
— Non mi riconosceresti.
— Tra un milione di altre, saprei subito che sei tu.
— Oh, mi dimenticherai in fretta invece!
— Impossibile, io ti amo, ed è per sempre.
— Faresti finta di non vedermi, lo so.
— Perché dici questo?

Impossibile, diceva lui. E invece…
Strade diverse, si dice così no? Mi sono detta per anni. Strade diverse. E’ stato davvero così?

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Stay tuned!