DONNE

Solo donne, comunque donne. Donne bambine, donne adulte, donne povere, donne ricche, donne laureate, donne con solo la terza media o quinta elementare. Donne colte, donne ignoranti. Donne.  Milioni e milioni e milioni di donne, che camminano, che leggono, che sfogliano un giornale dal parrucchiere, che comprano un etto e mezzo di prosciutto – sì grazie senza grasso! – e pagano alla cassa, o sono alla cassa e incassano il totale dello scontrino appena battuto “ancora cinque centesimi, grazie!”, e aspettano con l’auto in doppia fila, che escano i figli da scuola, e poi si arrabbiano perché la verifica dei verbi è andata un’altra volta male, “e meno male che oggi è venerdì così domattina dormo un po’ di più”, ma tanto domani che è festa le pesti si sveglieranno alle sei, quando durante la settimana alle otto meno dieci ancora li devi buttar giù dal letto; Milioni e milioni e milioni di donne, che piangono all’una di notte, quando tutto tace e tutti dormono, guardando un film d’amore, magari uno stupidissimo “Two weeks notice”, recitato pure male da una Sandra Bullok qualsiasi e un Hugh Grant che nemmeno piace come attore… perché commuove il bacio finale, quello che fa credere che l’amore romantico per qualcuno è, da qualche parte nel mondo, ancora una realtà, e vorrebbero tanto rivivere un pomeriggio, un pomeriggio soltanto, sedute su quel muretto a discutere di Dio e di verginità con quel ragazzo che diceva loro che il mondo è solo un’illusione…

Milioni e milioni di donne che corrono, spingono, salgono in macchina e scendono dalla metropolitana, o corrono dietro al solito autobus che non si ferma mai a quella maledettissima fermata, perché “la calza si era smagliata e son dovuta tornare indietro a cambiarla”, e che rispondono al telefono sorridenti e cordiali, anche se dentro hanno il vuoto e la morte nel cuore, e sorridono dietro al bancone di milioni di reception “Come va? Tutto bene? Un minuto solo che glielo passo, prego” e che sbuffano perché la tipa pluri-laureata neoassunta già si dà arie da capufficio e se la tira ai massimi, mentre tu sei ancora lì, a pigiar sui tasti dell’areodinamico lap-top aziendale e non puoi far altro che sbatterli forte quei tasti, chissà se qualcuno ti ascolta, e sente la tua rabbia e il tuo sconforto.

Milioni e milioni di donne che aspettano un cenno di affetto o un sorriso, o una presa in giro magari – anche quella è attenzione, anche quella è conferma che esisti, che sei viva – e subiscono l’ennesimo schiaffo, l’ennesima violenta scenata, impotenti, silenziose “che se rispondo, magari chissà che succede”.

Milioni e milioni di donne che amano, cucinano, puliscono, soffrono, sognano, spazzano per terra, baciano, abbracciano, stringono, stirano, guidano, corrono, lavorano, mangiano, bevono, saltellano, guardano, sorridono, piangono, lamentano, progettano, pensano, cullano, cantano ninne nanne, vegliano, rispondono, subiscono, ma soprattutto…tengono duro

Queste sono le donne che conosco, che incontro, che vedo tutte le mattine correre dietro agli zainetti dei figli, o incappucciate rincorrere l’autobus per non arrivare tardi al lavoro. Donne che hanno dentro un universo che quasi nessuno fino ad oggi, nella contemporaneità della vita attuale, ha saputo descrivere e portare alla ribalta. Sono le donne del terzo millennio. Donne comuni, ma donne che fanno il mondo di oggi, senza sbalzi, senza impennate, soprattutto, senza urla e schiamazzi. Donne che lottano nella quotidianità. Per difendere la propria dignità. Donne con la D maiuscola.

Buona festa delle donne, Donne!

(adc – Ipanema)

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Informazioni su amnerisdicesare

italiana nata a Sao Paulo del Brasile, vive a Bologna. Sposata a un medico calabrese, mamma e moglie a tempo pieno, collabora come free-lance per riviste femminili. Dal 2005 gestisce il F.I.A.E. – Forum Indipendente Autori Emergenti http://fiaeforum.freeforumzone.leonardo.it, insieme gruppo e laboratorio di editing autogestito per scrittori emergenti. Ha pubblicato il saggio “Mamma non mamma: la sfida di essere madri nel mondo di Harry Potter” nell’antologia benefica Potterologia: dieci as-saggi dell’universo di J.K. Rowling (CameloZampa Editore 2011); un suo racconto, intitolato “Zanna” è presente nell’antologia di racconti animalisti “Code di Stampa” (La Gru Edizioni 2011); ha pubblicato nel 2012 il suo romanzo d’esordio, Nient’altro che amare (Edizioni CentoAutori), vincitore del Premio Letterario Mondoscrittura, e nel 2013 ha partecipato al progetto di scolastica coordinato da Manuela Salvi “Prossima fermata… Italia!” (Onda Editore) scrivendo il capitolo dedicato alla regione Calabria. Ha curato l’antologia benefica “Dodicidio” per il progetto POP di La Gru Edizioni scrivendo il capitolo “Febbraio” (2013) e ha vinto il “Concorso Cercasi Jane” indetto dalla Domino Edizioni con la quale il 1 settembre 2013 è uscito il suo romanzo “Sirena all’orizzonte” secondo classificato al Premio Letterario Magiche rose 2014 di Fiuggi. A giugno 2014 invece è uscito Mira dritto al cuore per i tipi della Runa Editrice, mentre un secondo saggio sulle figure materne nella saga di Harry Potter dal titolo “Mamma non mamma: le madri minori nel mondo di Harry Potter” uscirà a gennaio sempre con Runa Editrice. Collabora con il portale di informazione online Rete-News.it (www.rete-news.it) scrivendo articoli di cronaca, costume e musica e con la rivista letteraria digitale e online Inkroci (www.inkroci.it ) in qualità di traduttrice.

6 thoughts on “DONNE

  1. “Donne comuni, ma donne che fanno il mondo di oggi, senza sbalzi, senza impennate, soprattutto, senza urla e schiamazzi. Donne che lottano nella quotidianità. Per difendere la propria dignità. Donne con la D maiuscola.”

    Lo sottolineo perché ce ne sono anche il contrario della tua stupenda affermazione. Un giorno ti racconterò di una di costoro, una che sbalza e impenna.

    ciao 🙂

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  2. mi accoccolo qui buona buona, in attesa che tu inizi a raccontare. TUTTE LE STORIE DI DONNE mi interessano. Sempre.
    Specialmente quelle che sbalzano e impennano! 🙂
    ciao renatina,
    I.

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  3. Dato che ti interessano tutte le storie di donne ti segnalo Manicomio Primavera di Clara Sereni (ed. Giunti, 1993). Io l’ho trovato in biblioteca, procuratelo se puoi, è da leggere.

    Renata 🙂

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