GIOCO LETTERARIO

Lo sguardo dell’uomo era intenso e penetrante. E per una come lei, che non amava essere guardata era molto imbarazzante. Ma quel suo modo di osservare non era insistente, non era sfacciato. Cercava di arrivare al nucleo del suo essere, e lei già intuiva che stava riuscendoci senza trovare molta resistenza. Avrebbe voluto distogliere lo sguardo per prima, sicuramente per sfuggirgli, avrebbe dovuto alzarsi e andarsene via di li. Ma quello scrutare le piaceva. Sapeva che le piaceva. Finalmente qualcuno che provava a guardarla dentro, invece che fermarsi a soppesare le sue doti esteriori. Finalmente uno sguardo profondo e intimo, una curiosità gentile nei confronti del suo essere  e non del suo apparire. Era un gioco pericoloso, quello che gli stava lasciando fare. Ma in fondo, che male c’era? Lei era così distante, anonima. E aveva sempre amato giocare con il fuoco.


Di fronte, l’uno all’altra come una partita di scacchi alla mossa decisiva. "Banalità di lettura la nostra" pensò lei, scoprendosi ad osservare la scena come se non vi fosse coinvolta. Cos’era che li aveva allontanati? Il suo desiderio di maternità? O la paura di responsabilità che entrambi non volevano prendersi per primi?
"A te la mossa" avrebbe voluto dire lui, ma sapeva, che questa volta, la stoccata decisiva sarebbe stata di suo diritto. "Non voglio favoritismi" parve pensare lei e si stupì in quel momento nello scoprire che i loro pensieri erano come frasi scorrevoli sulle loro fronti. Lei sapeva ciò che lui pensava, ed era consapevole che anche lui poteva disporre di altrettanto vantaggio.

 — Lascio la partita, hai vinto.

— Hai perso, dunque. Ti arrendi?

— Ormai non m’importa — rispose lei, rassegnata.

E lentamente con un rumore sordo, la pedina cadde sul pavimento svegliandoli dal loro torpore.

 

Piangere non serviva a nulla. Aveva voluto che fosse così, e così era stato. Lo aveva sempre saputo, fin dall’inizio. E ora cosa pretendeva? Che tutto fosse cancellato, come una passata di spugna sulle macchie scomposte che adesso solcavano la sua bella pelle? Aveva permesso che ciò accadesse. Lo aveva quasi desiderato.

Ammettilo che lo volevi, ammettilo che ti è piaciuto! Una voce le gridava nella testa, squassandola.
No, non lo volevo. Volevo ben altro. Volevo rispetto, tenerezza e trasporto. Volevo silenzio e musica allo stesso tempo. Volevo voluttà e candore. Non queste macchie di sangue e dolore. Non queste lacrime che non so far uscire dai miei occhi, perché piangere è sfogo di dolore, e invece questa rabbia io adesso voglio che duri a lungo. No, non volevo che lui sporcasse il mio cuore, lo uccidesse nuovamente, come altri hanno fatto prima. Volevo un amore. E ho avuto di nuovo, la disillusione. Strisciò carponi sul pavimento, incapace ad affrontare tanto dolore e farsi forza. Con fatica greve si appoggiò con la schiena alla parete. Piangendo, la testa tra le gambe, solitaria rispose a se stessa.


Da ore, ormai, giaceva immobile sul letto osservando il soffitto. Era così, che andava sempre a finire. Era così che ogni volta si sentiva. Anche adesso, che su quel muro di fronte a lei, sopra di lei, vedeva scorrere le immagini di quell’amore agonizzante. Lasciò cadere, sul pavimento, il ritratto di quell’incontro, il momento di due corpi che cercandosi sentivano il contatto elettrico e inebriante, perché guardare ancora le vecchie immagini la uccideva prima del tempo. E lei voleva vivere. Vivere per continuare ad ascoltare quel dolore sordo che sentiva paralizzarla tutta, e macerarsi in quel soffrire perduto e forsennato. Soffrire. Adesso che lui aveva scritto la parola fine sul pavimento della loro storia, voleva soltanto questo. E scomparire in quella sofferenza

E’ proprio una "cosa così"… ma non ho tempo di fare altro. Questo è un micro racconto, scritto nei miei primissimi giorni di blog, ormai sei/sette anni fa, e dietro ispirazione del lavoro bellissimo di un amico virtuale che da sempre stimo moltissimo e che tanto con i suoi collages e opere d’arte ha ispirato i miei scritti: Alfiererosso.

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Informazioni su amnerisdicesare

italiana nata a Sao Paulo del Brasile, vive a Bologna. Sposata a un medico calabrese, mamma e moglie a tempo pieno, collabora come free-lance per riviste femminili. Dal 2005 gestisce il F.I.A.E. – Forum Indipendente Autori Emergenti http://fiaeforum.freeforumzone.leonardo.it, insieme gruppo e laboratorio di editing autogestito per scrittori emergenti. Ha pubblicato il saggio “Mamma non mamma: la sfida di essere madri nel mondo di Harry Potter” nell’antologia benefica Potterologia: dieci as-saggi dell’universo di J.K. Rowling (CameloZampa Editore 2011); un suo racconto, intitolato “Zanna” è presente nell’antologia di racconti animalisti “Code di Stampa” (La Gru Edizioni 2011); ha pubblicato nel 2012 il suo romanzo d’esordio, Nient’altro che amare (Edizioni CentoAutori), vincitore del Premio Letterario Mondoscrittura, e nel 2013 ha partecipato al progetto di scolastica coordinato da Manuela Salvi “Prossima fermata… Italia!” (Onda Editore) scrivendo il capitolo dedicato alla regione Calabria. Ha curato l’antologia benefica “Dodicidio” per il progetto POP di La Gru Edizioni scrivendo il capitolo “Febbraio” (2013) e ha vinto il “Concorso Cercasi Jane” indetto dalla Domino Edizioni con la quale il 1 settembre 2013 è uscito il suo romanzo “Sirena all’orizzonte” secondo classificato al Premio Letterario Magiche rose 2014 di Fiuggi. A giugno 2014 invece è uscito Mira dritto al cuore per i tipi della Runa Editrice, mentre un secondo saggio sulle figure materne nella saga di Harry Potter dal titolo “Mamma non mamma: le madri minori nel mondo di Harry Potter” uscirà a gennaio sempre con Runa Editrice. Collabora con il portale di informazione online Rete-News.it (www.rete-news.it) scrivendo articoli di cronaca, costume e musica e con la rivista letteraria digitale e online Inkroci (www.inkroci.it ) in qualità di traduttrice.

24 thoughts on “GIOCO LETTERARIO

  1. rileggo solo ora, di ritorno trafelata a casa e subito al pc… noto una dislessia di fondo che non ho tempo di correggere. Chiedo perdono a tutti!!!
    Grazie mille per i commenti!
    I.

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  2. Non mi pare un testo orrendo, come temevi, Ipa. 4 frammenti che possono combinarsi insieme e che descrivono la fenomenologia della fine del rapporto amoroso. Alcuni passaggi mi sono parsi “veri”: “Non queste lacrime che non so far uscire dai miei occhi, perché piangere è sfogo di dolore, e invece questa rabbia io adesso voglio che duri a lungo.” Tutti visti dal punto di osservazione femminile, ma è naturale che sia così. ciao. Writer.

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  3. Ciao mi chiamo Roberta, ho partecipato al gioco di Writer. Questo racconto lo trovo molto bello. Sofferto, ma bello. Mi appartiene e lo faccio mio, poichè in parte ho vissuto, purtroppo, quel che tu hai scritto.
    Un abbraccio

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  4. Colpita dal terzo frammento:

    “Piangere non serviva a nulla. Aveva voluto che fosse così, e così era stato. Lo aveva sempre saputo, fin dall’inizio. E ora cosa pretendeva? Che tutto fosse cancellato, come una passata di spugna sulle macchie scomposte che adesso solcavano la sua bella pelle? Aveva permesso che ciò accadesse. Lo aveva quasi desiderato.

    Ammettilo che lo volevi, ammettilo che ti è piaciuto! Una voce le gridava nella testa, squassandola.
    No, non lo volevo. Volevo ben altro. Volevo rispetto, tenerezza e trasporto”

    Mi hai rubato le parole per dirlo di una volta che … non volevo nemmeno ricordare! Scrivi bene. Gli altri microracconti mi coinvolgono meno, ma si leggono d’un fiato

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  5. grazie eilly! Allora vuol dire che avevo “qualcosa dentro” già allora che raggiungeva i lettori. Io sono troppo propensa ad autocondannarmi sempre e in questo caso, molto più severamente che mai…

    Grazie mille per avermi letta! Abbraccione,
    I.

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  6. Già, cos’è che ti allontana da un amore? Forse attese e progetti diversi solo che all’inizio non si sa mai bene quali siano le aspettative dell’uno e dell’altra…
    A me questo racconto è piaciuto veramente, ma veramente tanto!

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  7. E’ molto triste scoprire di essersi sbagliata nella valutazione di un rapporto, a maggior ragione se è l’ennesimo abbaglio…Bel racconto, complimenti.Carpe

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  8. Un collage di microracconti che fanno un racconto…di per se già questa idea merita un plauso, a mio parere. Alcune frasi poi sono intensissime, pare di viverle. Mi è piaciuto molto. Per fortuna i giochi di W. sono come i sassolini di Pollicino e ci consentono di non perdere la strada per i blog di valore. Un sorriso. Basta_una_scintilla

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  9. Chi non ha mai amato non ha vissuto momenti come quelli che descrivi: intensi, dolorosi, coinvolgenti, ma veri. Brava come sempre. Un abbraccio. Nella

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  10. INVITO DI PARTECIPAZIONE E PREGHIERA DI DIFFUSIONE:

    PREMIO LETTERARIO NAZIONALE
    “Città di Trieste”

    Sezioni:

    NARRATIVA – presentazione di un’opera completa inedita (romanzo)
    TEATRO – presentazione di un monologo teatrale, scrittura comica, etc.
    CINEMA – presentazione di un soggetto cinematografico inedito

    ASSEGNAZIONE DEL CITTA’ DI TRIESTE RICONOSCIMENTO ALLA CARRIERA

    SERATA PREMIAZIONE 12 SETTEMBRE 2008 AL CASTELLO DI DUINO

    TUTTE LE INFORMAZIONI E IL REGOLAMENTO SU: http://WWW.ILPORTALEDITRIESTE.IT

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  11. quando viviamo queste grandi emozioni..sappiamo spesso già in partenza….che soffriremo..ma le scariche di adrenalina di quei momenti..sono impagabili..poi..poi basta far volare il gabbiano che è dentro di noi… e ricordare… che alla fine è stato bello….
    baci amica mia.. sempre belli i tuoi racconti…xallei

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  12. Solo chi ha provato questi momenti di “fisicità” sa quanto sia impossibile resistere e qunto poi ci lascino sconquassati nell’anima. Penso che tu abbia descritto molto bene il tutto.

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  13. Il dolore e la sofferenza, l’impotenza e la disillusione. Lottare non serve quando un amore finisce, la resa ha il sapore amaro delle lacrime ma anche della rinascita. O della morte. Niente male Ipa 🙂

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  14. Quando hai dato tutto te stesso per un amore e ti ritrovi sconfitto si finisce sempre a guardare il soffito per ore in silenzio. Le lacrime sulla pelle sono come la pioggia sulla terra, nasceranno nuovi fiori se ritroveremo noi stessi. Immagini intense descritte benissimo. Quando finisce un Amore e un pò come morire… Complimenti. Giò.

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