NIENT’ALTRO CHE AMARE: RECENSIONE DI GIUSEPPE PIPINO

di Giuseppe Pipino
https://www.facebook.com/giupipino?ref=tsChi cerca in questo libro un romanzo canonico, con tanti personaggi, una storia che si dipana con un nocciolo problematicoe un lieto fine, a mio parere sbaglia di grosso. Il vero protagonista di questo piccolo, grande libro è l’ambiente, il paesino calabrese in cui la protagonista nasce e trascorre l’esistenza, con i suoi disvalori, i suoi pregiudizi e la sua sottocultura.
Di tale paesino non conosceremo mai il nome, perché esso è in realtà il simbolo di un’intera regione, una collettività che il libro spietatamente illumina.
Conosceremo invece il nome della protagonista, che dà lo spunto per descrivere tale ambiente: Maria. Nel libro questo nome sembra, tuttavia, casuale. Quello con cui la protagonista attraverserà ogni pagina è: a ‘Zannuta, perché aveva due lunghi incisivi, simili a quelli di un coniglio, soprannome regalatole dalla madre fin da piccola, e che si porterà addosso come una ridicola condanna.
Del resto l’intero destino di questa donna sembra fissato fin dalla nascita in una famiglia fatta da un padre violento e ubriacone, che la disprezzava non solo perché donna – perciò essere inferiore e inutile – ma perché la sua bruttezza le avrebbe impedito di aspirare all’unico compito che tale ambiente sembra destinato ad assegnare alle donne: un matrimonio con un buon partito.
Ma la ragazza non è solo brutta. È ingenua, stupida, incapace di difendere la propria dignità. In definitiva la protagonista, oltre che dell’ambiente sembra vittima di se stessa, del proprio bisogno di essere amata, della crudeltà non solo delle persone, ma di quella del destino che le toglie un figlio – morto mentre rincorreva il primo pallone della sua vita – chiamato Nicolino come il padre.
Costui è solo uno degli innumerevoli uomini a cui Maria si concede nella disperata ricerca di una rivincita contro solitudine e disprezzo sociale. Oppure Santina, la figlia mai nata, uccisa nel suo ventre da una infermiera che aveva assunto – a nome del paese – il compito di sterilizzare questa donna (a cunigghia) a cui la sorte aveva tolto tutto ma aveva donato la prolificità dei conigli.
Maria è l’antieroina. Non ha nulla di cui potersi vantare o che ne riscatti l’esistenza. Né l’amore verso i numerosi uomini che entrano ed escono dalla sua vita come le nuvole in un cielo d’inverno: con violenza, talvolta con dolcezza, per portare la pioggia che renda fertile la terra. E neanche, a ben vedere, l’attaccamento ai figli, perché tale amore non le impedirà di dare via Rosario (al padre che lo aveva reclamato in nome del diritto a farlo divenire ingegnere come lui). Né ci sarà il lieto fine, perché si capisce che, arrivata a sessantacinque anni, se – dopo quindi anni – si decide a sposare il sindaco Arturino, non è per amore, ma per pietà verso questo vecchio settantenne malato. O forse per avere l’illusione di ottenere quella rispettabilità sociale che non aveva mai avuto.
In definitiva, se questo libro si può associare a qualche altro, non è tanto a “I Malavoglia” del Verga – anche se in entrambi è protagonista la inesorabilità e la crudeltà del destino – ma a “Gli ultimi”, di Padre Davide Maria Turoldo.
In entrambi viene data voce a qualcuno che altrimenti sarebbe dimenticato non solo dalla storia, ma perfino da quell’umanità che lo ha prodotto, con i propri pregiudizi, la propria crudeltà e indifferenza.
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Informazioni su amnerisdicesare

italiana nata a Sao Paulo del Brasile, vive a Bologna. Sposata a un medico calabrese, mamma e moglie a tempo pieno, collabora come free-lance per riviste femminili. Dal 2005 gestisce il F.I.A.E. – Forum Indipendente Autori Emergenti http://fiaeforum.freeforumzone.leonardo.it, insieme gruppo e laboratorio di editing autogestito per scrittori emergenti. Ha pubblicato il saggio “Mamma non mamma: la sfida di essere madri nel mondo di Harry Potter” nell’antologia benefica Potterologia: dieci as-saggi dell’universo di J.K. Rowling (CameloZampa Editore 2011); un suo racconto, intitolato “Zanna” è presente nell’antologia di racconti animalisti “Code di Stampa” (La Gru Edizioni 2011); ha pubblicato nel 2012 il suo romanzo d’esordio, Nient’altro che amare (Edizioni CentoAutori), vincitore del Premio Letterario Mondoscrittura, e nel 2013 ha partecipato al progetto di scolastica coordinato da Manuela Salvi “Prossima fermata… Italia!” (Onda Editore) scrivendo il capitolo dedicato alla regione Calabria. Ha curato l’antologia benefica “Dodicidio” per il progetto POP di La Gru Edizioni scrivendo il capitolo “Febbraio” (2013) e ha vinto il “Concorso Cercasi Jane” indetto dalla Domino Edizioni con la quale il 1 settembre 2013 è uscito il suo romanzo “Sirena all’orizzonte” secondo classificato al Premio Letterario Magiche rose 2014 di Fiuggi. A giugno 2014 invece è uscito Mira dritto al cuore per i tipi della Runa Editrice, mentre un secondo saggio sulle figure materne nella saga di Harry Potter dal titolo “Mamma non mamma: le madri minori nel mondo di Harry Potter” uscirà a gennaio sempre con Runa Editrice. Collabora con il portale di informazione online Rete-News.it (www.rete-news.it) scrivendo articoli di cronaca, costume e musica e con la rivista letteraria digitale e online Inkroci (www.inkroci.it ) in qualità di traduttrice.

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