SINCERITA’…

Sincerità 
Scoprire tutti i lati deboli
Avere sogni come stimoli
Puntando all’eternità 

Ho fatto della sincerità il mio stile di vita. Dire sempre ciò che penso veramente, quando mi viene chiesto un parere oppure mi riesce quasi impossibile tacere. Quest’ultima cosa, ammetto, capita di rado. Il non riuscire a tacere, voglio dire. Io taccio. Quasi sempre. Quando una cosa che vedo non mi piace ma in fondo non sono fatti miei il criticarla, quando un’amica o una conoscente è vestita in modo da non valorizzare se stessa, ma il cui dirglielo non arricchisce o non fa star bene nessuna delle due, né lei, né me, quando insomma non è indispensabile il mio parere. Non do mai pareri quando non sono richiesti. Non mi compete, non è una cosa che può in qualche modo aumentare o diminuire l’efficacia di un’azione o di uno stile di vita altrui. Se qualcosa mi piace e questo esprimere positività aumenta l’autostima di chi può ricevere il mio apprezzamento, allora sì, esprimo. Ma ogni cosa che dico, in genere, è sempre pensata, ponderata. E sincera. Non aumento mai esponenzialmente i complimenti, non ingigantisco. Se sono entusiasta, il mio entusiasmo lo esprimo nella maniera più vicina alla realtà possibile. Se una cosa mi piace, mi piace. Punto. Non è che diventa “bellerrimo” o “stupenderrimo” solo perché, magari, all’amico/a di turno quell’esplosione di validità può far piacere. Se è bello, io dico “bello”. Se è così così, io dico “carino”. Se è stupendo, io dico “stupendo”. Senza pigiare sull’acceleratore dell’accrescitivo, ma con molto tatto nel giudicare meno bene. Se non mi piace, sto zitta. In genere. Alle volte. Qualche volta mi scappa di dirlo. Lo so, non si può essere perfetti nella vita. Mi capita. Ma quando mi capita, ho notato, è perché da quella persona, testo, libro, aspetto, carattere, mi aspettavo forse di più, oppure sono convinta che sia possibile ottenere molto di più. E, magari, la delusione di non aver ottenuto quello che mi aspettavo si fa prepotente e rompe le righe del “bon ton”, della diplomazia, del “savoir faire”. Eh, ma sono fallibile come tutti gli altri esseri del mondo. Non sbatto in faccia la negatività agli altri, ma ogni tanto mi scappa di esprimere un parere negativo. Cercando di essere il più costruttiva possibile, per lo meno.

Se invece un parere mi viene chiesto, sono – ahimè – spietatamente sincera. In quel caso, cascasse il mondo, come la penso io lo devo dire. Senza sconti. Mi chiedi se sono d’accordo con te per una certa operazione o azione che stai per intraprendere? Se non mi piace neanche un po’, io te lo dirò senza giri di parole, piatto e pulito, diritto al cuore. Mi preghi di un commento critico a un testo? Se non è valido, non cercherò di indorare la pillola, ma ti dirò: ahimè, se dovessi essere io a scegliere il tuo testo per una pubblicazione ti direi di no. E giù con i perché. Perché il mio “no” non è mai un “NO, perché è No”. Ma è un “No, perché…”

La cosa buona di tutto questo “mea culpa” di oggi è che io so, per me stessa, che non ho niente di negativo in me. Non c’è volontà o desiderio di schiacciare o mortificare l’altro, in nessun caso. Questa cosa non mi appartiene. E son cose belle.

Bugie, magari, ne dico anche io. Piccole. Veniali. Tipo: “hai mangiato tu tutta la cioccolata che ci hanno regalato a Natale?” E io, con la bocca ancora piena, magari ti dico “Chi?? Io??? Ma se sono a dieta!” Ecco. Non sono una santa. Ma questo lo so benissimo.

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Awfully translated by me, myself and I

Sincerity
Discover all the weaknesses
Having dreams as stimulus
The eternity

I made the sincerity my lifestyle. Always say, when I am asked for an opinion or I find almost impossible to remain silent, what I really think.  It happens rarely  not being able to stay silent, I mean. I am silent. Almost always. When I see something that I do not like but that  in the end it’s none of my business to criticize, I stay silent. When a friend or acquaintance is dressed so as not to value herself, and tell him/her that does not make her/him feel good either, I stay silent. When in fact my personal opinion is not necessary, I stay silent. I never give advice when not required. If it’s not my business or it is not something that can somehow increase or decrease the effectiveness of an action or a way of life of others, I stay silent. But if it’s something I like and my expressing positivity increases self-esteem of those who can receive my appreciation, then yes, I express. Everything I say, however, in general, is always conceived, thought out. And sincere. I do not increase exponentially ever compliments, I do not magnify. If I’m excited, my enthusiasm is expressed in a manner as closer to reality as possible. If I like something, I like it. That’s the end of it. Not just “awesome” or “gorgeous” just because, maybe, that shift the explosion of validity make my friend happy. If it’s nice, I say “beautiful” If it is so-so, I say “cute”. If it’s wonderful, I say “fantastic.” Without pressing the accelerator of augmentative, but tactfully trying to judge when it is not so well. If I do not like, I’m silent. In general. Sometimes. Sometimes I lose to say. I know, one cannot be perfect in life. It happens. But when it happens, I have noticed, it is because I was expecting more from that person, text, book, appearance, character, maybe, or I was convinced that He/she could achieve much more. And maybe the disappointment of not getting what I expected made me burst and breaks the lines of “bon ton” diplomacy, “savoir faire“. Oh, but I am fallible like all other beings in the world. I do not slam into the face my negativity to others, but sometimes I lose to express a negative opinion. Trying to be as constructive as possible, at least.

If, however, I am asked for an opinion  then – alas – I’m ruthlessly honest. In that case, it may end the world, I must say the truth. I must be sincere. Without discounts. You’re asking me if I agree with you to a certain task or action you are about to take? If I do not like it one bit, I will tell you bluntly, flat and clean, straight to the heart. You pray for a critical comment in a text? If invalid, do not try expect from me I would embellish my thought,  I’ll tell you: alas, if I had to be the one to choose your text to a publication I would say no. And down with it. Why is my “no” is never a “NO, because it’s No”. But it is a “No, because this is the reason why …”

The good thing about all this “mea culpa” today is that I know for myself, I do not have anything negative to me. There is no intention or desire to crush and mortify the other, in any case. These things does not belong to me. And this is a good one.

Lies, perhaps, I tell myself. Small. Venial. Type: “you ate all the chocolate that they gave us for Christmas?” And I, my mouth still full, maybe would say, “Who? I?? But if I’m on a diet! “

Here. I’m not a saint. But I know it very well.

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Informazioni su amnerisdicesare

italiana nata a Sao Paulo del Brasile, vive a Bologna. Sposata a un medico calabrese, mamma e moglie a tempo pieno, collabora come free-lance per riviste femminili. Dal 2005 gestisce il F.I.A.E. – Forum Indipendente Autori Emergenti http://fiaeforum.freeforumzone.leonardo.it, insieme gruppo e laboratorio di editing autogestito per scrittori emergenti. Ha pubblicato il saggio “Mamma non mamma: la sfida di essere madri nel mondo di Harry Potter” nell’antologia benefica Potterologia: dieci as-saggi dell’universo di J.K. Rowling (CameloZampa Editore 2011); un suo racconto, intitolato “Zanna” è presente nell’antologia di racconti animalisti “Code di Stampa” (La Gru Edizioni 2011); ha pubblicato nel 2012 il suo romanzo d’esordio, Nient’altro che amare (Edizioni CentoAutori), vincitore del Premio Letterario Mondoscrittura, e nel 2013 ha partecipato al progetto di scolastica coordinato da Manuela Salvi “Prossima fermata… Italia!” (Onda Editore) scrivendo il capitolo dedicato alla regione Calabria. Ha curato l’antologia benefica “Dodicidio” per il progetto POP di La Gru Edizioni scrivendo il capitolo “Febbraio” (2013) e ha vinto il “Concorso Cercasi Jane” indetto dalla Domino Edizioni con la quale il 1 settembre 2013 è uscito il suo romanzo “Sirena all’orizzonte” secondo classificato al Premio Letterario Magiche rose 2014 di Fiuggi. A giugno 2014 invece è uscito Mira dritto al cuore per i tipi della Runa Editrice, mentre un secondo saggio sulle figure materne nella saga di Harry Potter dal titolo “Mamma non mamma: le madri minori nel mondo di Harry Potter” uscirà a gennaio sempre con Runa Editrice. Collabora con il portale di informazione online Rete-News.it (www.rete-news.it) scrivendo articoli di cronaca, costume e musica e con la rivista letteraria digitale e online Inkroci (www.inkroci.it ) in qualità di traduttrice.

2 thoughts on “SINCERITA’…

  1. Per me la sincerità non deve offendere, apprezzare o criticare o nessuno dei due certamente ma non deve sfociare nell’offesa, che spesso con la scusa della sincerità è gratuita.
    Quando muovo un’osservazione la faccio esprimendo il mio pensiero ma senza secondo fini.
    Beh! le bugie si dicono, inutile negarlo, ma c’è modo e modo di dirle. Se riguarda la mia sfera personale, le dico, se riguarda la sfera altrui preferisco tacere.

    Mi piace

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