FUMO: LOVE STORY IN PILLS N. 13

Dieu est un fumeur de havanes – Serge Gainzbourg e Catherine Deneuve

Un odore. All’assaporarlo pare profumo, ma non lo è. Perché è l’odore di una folata di tabacco. Acre e forte, ma al tempo stesso dolce e delicato. Esala da un sigaro e la raggiunge all’improvviso, mentre tranquilla cammina sul marciapiede di una via molto affollata in una città sempre di corsa. Nuvola bianca che la investe,  un turbinio misto tra aspro muschio e soffice borotalco.
Sensazione piacevole,  quasi un regalo
pensa distraendosi dai pensieri malinconici che l’assediano da un po’, riprendendosi svelta dal torpore che il plumbeo mattutino le ha avvolto intorno come una sciarpa di  umida nebbiolina.
Quale bizzarra carezza, il fumo la sfiora dolcemente e le ridona attenzione e curiosità per il mondo che la circonda. Subito dopo lui, che con quel “profumo” l’ha schiaffeggiata dolcemente, la sorpassa.
Alto, scultoreo, un armadio solido che dondola lentamente su gambe lievemente incurvate dal peso di muscoli che sebbene parzialmente nascosti dal cappotto, si intuiscono possenti…
Lo guarda e ne soppesa l’aspetto. Si stupisce di tanta attenzione, ma indugia nell’osservarlo, come lasciandosi trasportare da un gioco.
Biondo, viso  quadrato, niente di angelico in quei tratti. I capelli cortissimi e un accenno di barba non rasata: non bello, sicuramente non il volto da attore di film.  Lineamenti concreti di persona abituata alla vita e che dalla vita ottiene sollecitazioni reali…
Già, è un gioco segreto, in fondo innocuo.
Chi mai potrà scoprire ciò che sta avvenendo in questo preciso istante nella mia mente?
Ridacchia tra sé, divertita e imbarazzata.
Mani grandi, tozze. Callose, di chi è operoso senza risparmio,  ma con un che di gentile, delicato. Curate nonostante la forza che sanno spiegare. Le dita trattengono il sigaro quasi ad accoglierlo con tenera premura
Intrigante il pensiero delle stesse dita sfiorarle la pelle, accarezzarle le guance passando lievi su labbra vivide di attesa. Ne avverte il ruvido contatto sul collo sottile, quasi un solletico lieve.
Che matta  sono… però è divertente
Superandola, lui l’ha ovviamente ignorata. Come milioni di altri passanti che si incrociano, si incontrano o si scontrano distrattamente, si sorpassano sulla via, in autobus, o in metropolitana tutti i giorni. E lei tenta di fare altrettanto, decisa a liberarsi di quell’interesse improvviso, richiamando i pensieri all’ordine, indirizzandoli verso più opportune osservazioni.
Ma l’odore di tabacco le rimane impresso nelle narici. E quella schiena imponente, che le ondeggia ora davanti allontanandosi con fretta lieve non vuol decidersi a scomparire dalla sua attenzione.
Chissà che mi succede, non mi era mai capitato prima
si chiede incuriosita mentre segue quasi ipnotizzata quella camminata mascolina che, suo malgrado, non smette di trovare attraente. Un semaforo pedonale li arresta entrambi, e la fa fermare al suo fianco. Con la coda dell’occhio lo vede portarsi le dita alla bocca di nuovo. Un’altra folata di fumo. La aggredisce in una nuvola densa di color azzurrino, le avvolge la faccia e penetrando negli occhi, le punge le pupille che lacrimano un poco, le si insinua in gola, solleticandola e facendola tossire leggermente.
Dita che scivolano via leggere su seta fresca, spogliando a poco a poco le spalle e sfiorandone la pelle ora nuda,  indugiando poi  in una stretta più forte
— Mi scusi… Si gira verso di lei, schernendosi, visibilmente imbarazzato.
— Si figuri… — lei socchiude ancora gli occhi che pizzicano — è molto buono questo odore  — sussurra piano, quasi arrossendo.
— E’ la prima donna che mi dice una cosa simile — sorride lui incuriosito.
L’attrazione per quell’uomo la fa trasalire di timido imbarazzo mentre si sente ora spiata da occhi scuri che la scrutano semichiusi.
Di nuovo quelle dita dal tatto rovente ora stringono i fianchi, solleticano la schiena, percorrono chilometri di pelle e brividi..
Non riesce più a portar ordine ai propri pensieri, che, ammutinati, ora frullano indisciplinati. Il gioco segreto non è più così innocuo. — questo perché generalmente le donne non fumano… — riprende lui apparentemente seguendo pensieri suoi, quasi saccheggiando ricordi lontani  —… sigari — conclude poi con un sorriso schietto e luminoso.
La voce. Ispida, severa ma profonda. Avvolgente e sinuosa come…
— Fumo? No, non ne fumo nemmeno io, infatti…— risponde lei perplessa ma contagiata ormai da quel timbro che scopre particolarmente rilassante.
— E allora?
— Come mai mi piace questo odore? —  lo guarda ora diritto negli occhi, ansiosa e titubante.
Quello sguardo così cupo e penetrante. Potrà leggere i miei pensieri? Impossibile!  Eppure mi sento come trasparente…
— Già, ne sono stupito
— Non lo so nemmeno io… Un odore dolce e amaro al tempo stesso… molto… — continua spavalda a sostenere il suo sguardo
Un viso interessante,  non comune. Un volto provato dal tempo e dall’esperienza, nonostante l’aspetto ancora giovanile…
Il gioco, non più innocuo, continua suo malgrado. Vorrebbe ribellarsi ma non riesce. Non può liberarsi dalle spire di quel profumato odor di fumo che l’annienta
— qualcosa di molto forte, virile, ma allo stesso tempo, delicato, gentile… —  parla, quasi ascoltando se stessa  parlare. Guarda oltre quegli occhi,  vedendosi  in una dimensione parallela a quella reale. Ora quelle mani si son fatte ingorde, assaggiano il suo corpo con infuocata impudicizia. Sente stranamente di aver caldo, nonostante la pioggia, nonostante l’inverno che sta pigramente avanzando nelle strade. Lo ha fatto ancora.
— Sono sbalordito!
— Da cosa? — risponde ansiosa lei, come svegliandosi da un sogno o da un’emozione profonda.
— Dalla capacità di descrivermi così accuratamente — lui le sorride, aperto e franco — eppure lei non mi conosce affatto. E’ una sconosciuta!
— E’ un complimento? — lo guarda ironica adesso.
— Se vuole… — lui le restituisce una smorfia scherzosa, fissandola dritto negli occhi.
Le nostre bocche si avvicinano. Odorano di fumo e di desiderio. Chissà come dev’essere baciare quella bocca?
— E’ verde…
— Prego?
— Il semaforo… è diventato verde… — risponde lei di nuovo cosciente, libera dal fumoso incanto, e indica la folla che ha già attraversato il vicolo mentre loro ancora sono fermi, immobili, a guardarsi negli occhi e a chiedersi se questo strano incontro ha un senso, un perché.
— Ah… — Lui non sembra aver voglia di muoversi, di riprendere il suo percorso, e anche per lei è lo stesso.  Non ha più voglia di andare nella direzione senza meta di qualche minuto prima.
— Lo vuoi un caffè?
— Potrebbe essere un’idea

Il semaforo è verde. La folla in attesa si muove tutta insieme. Sembra un mare che ondeggia placido al levarsi del grigio sole autunnale. E lei rimane sola a guardare le spalle di quell’uomo mescolarsi alle altre, mentre il fumo del sigaro volteggia ora su altre teste e aggredisce altre facce diverse dalla sua. Io e la mia fervida immaginazione sorride voltandosi e tornando indietro sui suoi passi …imparerò mai a non volare via al  primo soffio di fumo?

Fumo di Amneris Di Cesare pubblicato su TifeoWeb 2008

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Translated with Google Translator (sorry, no time to fix!)

A scent. It seems perfume at taste, but it is not. Because  It’s the scent of  tobacco. Sharp and strong, but at the same time sweet and delicate. Exhales from a cigar and reaches her suddenly while quietly walking down the sidewalk of a very busy street in a city always in a hurry. A white cloud that invests her in a swirl mixture of sour musk and soft talcum powder.
Pleasant feeling, almost a gift
she thinks  distracted by the melancholy thoughts that besiege a while, quickly recovering from the torpor that the leaden morning has wrapped around like a scarf damp mist. What a bizarre caress, the smoke gently skims and restores attention and curiosity about the world that surrounds her. Immediately after, with that “fragrance” that gently slapped her face, he surpasses her.
Tall, sculptural, a wardrobe solid rocks slowly on legs slightly bowed by the weight of muscles that although partially hidden by the coat, are perceived mighty
She looks at him and  weighs his appearance. It amazes that so much attention, but lingers in observing, as a drifting game.
Blonde, square face, nothing angelic in those traits. The close-cropped hair and a hint of unshaven: not beautiful, certainly not the face of film actor. Outlines concrete person accustomed to life and from life stress gets real …
Yeah, it’s a secret game, basically harmless.
Who can find out what is happening at this very moment in my mind?
She chuckles to herself, amused and embarrassed.
Hands … large, stubby. Calloused, who is industrious without saving, but with a touch of gentle, delicate. Cured despite the strength who can explain. The fingers hold the cigar almost to welcome him with tender care …
Intriguing thought of the same fingers touching her skin, caressing her cheeks of light passing vivid lips waiting.
I feel the rough touch on the neck thin, almost a slight tickle. What are … crazy … but it’s fun …
Exceeding the line, he has obviously ignored. Like millions of other two-way traffic, meet casually or collide, they pass on the street, on the bus, or subway every day. And she tries to do the same, determined to get rid of that sudden interest, recalling her thoughts to order, directing them to the most appropriate comments. But the smell of tobacco lingers in the nostrils. And that impressive back, now that sways in front of moving away quickly with slight does not decide to disappear from his attention.
Who knows … that happens to me, I had never experienced before …
asked curiously as she follows almost hypnotized by that masculine walk, which despite herself, does not stop to find attractive. A pedestrian traffic light stops them both, and impose him to stop by her side. With one eye she sees him move his fingers to his mouth again. Another gust of smoke. The attack in a dense cloud of bluish color, surrounds the face and penetrating her eyes, the pupils stings a little watery, the creeps in her throat, tickling her and making her cough slightly.
Fingers that slip away … read on silk fresh, stripping little by little the shoulders and touching upon the bare skin now, then lingering in a narrow stronger …
– Excuse me …
He turns toward her, visibly embarrassed.
– You’re welcome … – she closes her eyes again that pinch – this is very good smell – she whispers softly, almost blushing.
– It’s the first woman who tells me that  – he smiles curiously.
The attraction for the man the thrills of shy embarrassment while now feels spied by dark eyes that stare half-closed.
Again … those fingers touch the red-hot now shake your hips, tickling the back, travel miles of skin and chills ..
He can no longer take orders at her own thoughts, which, mutineers, now blending unruly. The game secret is not so harmless.
– This is because women generally do not smoke … – takes him apparently following his own thoughts, looting almost distant memories – … cigars – then concludes with a candid smile and bright.
The … voice, hispid, strict but deep. Snug and sinuous as …
– Smoking? No, I do not even smoke, in fact … – she says, puzzled but now plagued by that voice, that turns out particularly relaxing.
– So what?
– How come I like that smell? – She looks at him straight in the eye now, anxious and hesitant.
That look … so dark and penetrating. You can read my thoughts? Impossible! Yet I feel as transparent …
– Yeah, I’m amazed
– I do not even know
... A smell sweet and bitter at the same time … very … – continues to support its bold look ... An interesting face, uncommon. A face proven by time and experience, despite the still youthful appearance …
The game is no longer harmless, continues in spite of himself. He wants to rebel but fails. She can not get rid of the coils of the fragrant smell of smoke that annihilates
– Something very strong, manly, but at the same time, gentle, kind … – speak, almost listening to herself talk.
Look beyond those eyes, seeing herself in a parallel dimension to the real one. Now those hands are become greedy taste his body with fiery fornication. That he feels strangely warm, despite the rain, despite the winter that is lazily advancing in the streets. He did it again.
– I’m stunned!
– From what?
– She replied anxiously, as if waking from a dream or a deep emotion.
– The ability to describe so accurately – he smiles, open and frank – and yet you don’t not know me at all. You’re a stranger!
– Is it a compliment? – she looks ironically now.
– If you want to … – he returns a playful grimace, staring straight into his eyes.
… Our mouths are approaching. They smell of smoke and desire. I wonder how it must kiss that mouth?
– And  it’s green …
– I beg your pardon?
– The traffic light has turned green … – she says again conscious, free from smoky charm, and pointing to the crowd that had already crossed the alley while they are still firm, immobile, to look into his eyes and wondering if this strange encounter has a sense, a reason.
– Ah …
He does not seem to want to move, to resume his career, and also for her is the same. He has no desire to go in the direction aimlessly a few minutes before.
– Would you like a coffee?
– It might be an idea
The traffic light is green. The waiting crowd moving all together. It looks like a placid sea that sways to the rising of the gray autumn sun. And she is left alone to look at the shoulders of the man mingling with the other, while cigar smoke whirls now attacks on other heads and faces other than their own.

Me and my imagination ... smiles turning around and going back on his feet … will I ever learn not to fly away at the first puff of smoke?

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Informazioni su amnerisdicesare

italiana nata a Sao Paulo del Brasile, vive a Bologna. Sposata a un medico calabrese, mamma e moglie a tempo pieno, collabora come free-lance per riviste femminili. Dal 2005 gestisce il F.I.A.E. – Forum Indipendente Autori Emergenti http://fiaeforum.freeforumzone.leonardo.it, insieme gruppo e laboratorio di editing autogestito per scrittori emergenti. Ha pubblicato il saggio “Mamma non mamma: la sfida di essere madri nel mondo di Harry Potter” nell’antologia benefica Potterologia: dieci as-saggi dell’universo di J.K. Rowling (CameloZampa Editore 2011); un suo racconto, intitolato “Zanna” è presente nell’antologia di racconti animalisti “Code di Stampa” (La Gru Edizioni 2011); ha pubblicato nel 2012 il suo romanzo d’esordio, Nient’altro che amare (Edizioni CentoAutori), vincitore del Premio Letterario Mondoscrittura, e nel 2013 ha partecipato al progetto di scolastica coordinato da Manuela Salvi “Prossima fermata… Italia!” (Onda Editore) scrivendo il capitolo dedicato alla regione Calabria. Ha curato l’antologia benefica “Dodicidio” per il progetto POP di La Gru Edizioni scrivendo il capitolo “Febbraio” (2013) e ha vinto il “Concorso Cercasi Jane” indetto dalla Domino Edizioni con la quale il 1 settembre 2013 è uscito il suo romanzo “Sirena all’orizzonte” secondo classificato al Premio Letterario Magiche rose 2014 di Fiuggi. A giugno 2014 invece è uscito Mira dritto al cuore per i tipi della Runa Editrice, mentre un secondo saggio sulle figure materne nella saga di Harry Potter dal titolo “Mamma non mamma: le madri minori nel mondo di Harry Potter” uscirà a gennaio sempre con Runa Editrice. Collabora con il portale di informazione online Rete-News.it (www.rete-news.it) scrivendo articoli di cronaca, costume e musica e con la rivista letteraria digitale e online Inkroci (www.inkroci.it ) in qualità di traduttrice.

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