#SIRENA ALL’ORIZZONTE – LA PLAYLIST: LA COLEGIALA

Un’altra canzone inclusa nella playlist della Sirena era La Colegiala, versione incisa nel 1984 e hitparade di Gary Low: fungeva da apripista e ambientazione temporale per il terzo capitolo del romanzo, il momento esatto in cui i tre protagonisti incontrano e conoscono Cecilia, la “misteriosa sirena dello scoglio” incontrata qualche giorno prima al mare. La storia di questa canzone è interessante: ancora nel mio immaginario – e credo in quello di tutti coloro che l’ascoltarono in quegli anni – viene collegata allo spot pubblicitario della Nescafé:

La Colegiala – Rodolfo y Su Tipica
commercial ad di Nescafé 1981

Hoy te he visto con tus libros caminando
Y tu cara de coqueta
Colegiala de mi amor
Tu sonrìes
Sin pensar que al mirarte
Solo porque estoy sufriendo
Colegiala de mi amor
(Gary Low – La Colegiala – Hit Parade Agosto 1984)

Musica e testo furono scritti interamente dal peruviano Walter Leon negli anni ’70 ispirandosi a una canzone popolare colombiana. La canzone venne poi incisa da Rodolfo Aicardi insieme al suo gruppo Rodolfo y su Tipica su un 45 giri e pubblicata nel 1980 in Sudamerica dalla sua casa discografica, la RCA/Martinez-Lederman. Fu poi scelta dalla Nescafé per pubblicizzare, inizialmente solo in Ecuador e successivamente in tutti i paesi latinoamericani il caffé da loro distribuito. In breve divenne un successo tale, da uscire dai confini latino-americani e convincere l’azienda a utilizzare la musica anche per gli spot europei. Nel 1983 i discografici pubblicarono il 45 giri anche in europa dove vendette un numero impressionante di copie, soprattutto in Spagna, Francia e Italia ed entrando nelle hit parade di molti stati rimanendo in classifica per addirittura ventuno settimane.

Gary Low la reincise due anni dopo, ed un’altra versione venne incisa da Jose Luis Rodriguez.

Gli Squallor utilizzarono una base musicale molto simile per la loro Guatemala Guatemala (inclusa nell’album Tocca l’albicocca).

Eccola di nuovo davanti a loro. Sola e lontana come quella mattina in spiaggia. La pista da ballo era zeppa di villeggianti, un’alchimia di profumi e odori. Le luci psichedeliche accentuavano la frenesia del vivere e del divertirsi di gente che voleva solo una cosa: divorare l’estate e le vacanze troppo brevi. Occhi chiusi, capelli sciolti sulle spalle nude e abbronzate, la testa abbandonata, lei seguiva le note di una canzone ripetuta all’infinito.
— Guarda… la sirena dello scoglio — il primo a parlare fu Federico ricordandosi immediatamente della bellezza misteriosa distesa sul sasso in mezzo al mare — Dai, si va a conoscerla? — lo sguardo del ragazzo si accese di una luce entusiasta e ingorda.
— Chi? Quella? Appena ti guarda negli occhi ti incenerisce! — sibilò scuro in volto Marco — Non è roba per noi… troppo austera… — si affrettò quindi a giustificare il suo tono forse un po’ troppo aspro.
— Però… mica male la sirena… bella anche vestita… la coda dove l’avrà nascosta? — soppesava intanto con sguardo attento Gaetano
— Forse quando è fuori dall’acqua si trasforma in quei due siluri che si ritrova come gambe… sai, magari avviene proprio come in quel film che han dato al cinema st’inverno? Come si chiamava pure? Ah già: Una sirena a Manhattan — Federico era un appassionato di cinema. Una delle poche cose belle che il ventunesimo secolo aveva portato, diceva.
— Chi lo sa… magari è proprio lei, qui in incognito… In effetti la ricorda vagamente quel gran bel pezzo di… ehm… sirena della Daryl … che dici? — continuò divertito da quella similitudine Gaetano, sempre senza staccare il suo sguardo dalla figura sinuosa che si muoveva graziosamente in pista.
— Uhm… può darsi. E tu Gaetano assomigli uguale uguale a Tom Hanks — rise Federico divertito
—Tom Hanks? Quel lesso fighetto? Ma per piacere!
— Sarà anche lesso ma si fa tutte le più belle gnocche del pianeta, quello lì… Io però mi accontenterei di questa, a dire il vero!— commentò Federico mentre continuava a osservare la sirena ballare seguendone con il capo i movimenti sinuosi.

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