LE DIECI COSE CHE VORREI SAPERE DI e SU #MIKA

51XpqQJ-5bL._SX385_Il 14 di dicembre scorso è uscita per i tipi della Gargoyle una biografia “non ufficiale” su Mika, Mika, l’incredibile storia dagli esordi a X Factor, scritta da Federico Schioppo, giornalista che scrive di musica per testate importanti quali Famiglia Cristiana.

Il libro non l’ho ancora acquistato. Ma provvederò, ovviamente, quanto prima. Chi ha avuto modo di comprarlo a Bergamo, in occasione della signing session organizzata per Mika a dicembre, ha avuto però modo di dirmi che le foto all’interno sono davvero belle e tutto sommato si tratta di un libro grazioso. 

Oggi invece esce per la Sperling & Kupfer Mika la storia 100% unofficial, scritto da Brigitte Hemmerlin e Vanessa Pontes. Googlando un po’ in giro per la rete scopro che in realtà le due autrici francesi (suppongo) hanno già pubblicato una biografia su Mika nel 2010 che più o meno ricalca nella descrizione dei contenuti del libro le stesse cose annunciate in questo. Con ogni probabilità questa edizione della Sperling & Kupfer  è quindi  una traduzione del volume in lingua francese con aggiornamenti per ciò che riguarda le ultime novità in seguito alla sua partecipazione a Xfactor, le rivelazioni sulla sua vita privata fatte attraverso alcune interviste importanti dal 2012 a oggi.

Niente comunque che un fan devoto già non sappia e non abbia già raccolto da solo, attraverso l’assalto di informazioni sul web. Niente che già non abbia fatto in parte anche io (non ho proseguito con le pubblicazioni, mi spiace, ho già51gIPj9W8UL._AA258_PIkin4,BottomRight,-48,22_AA280_SH20_OU29_ pronte altre puntate della “vita di Mika” ma le ho sospese perché…).

Alla fine l’ho acquistato su Amazon.it scaricandolo con Kindle per pc. L’ho letto tutto ieri, praticamente senza interruzioni fino a quando non l’ho finito. La prima parte del libro è molto carina, ben fatta, interessante perché ricostruisce con una certa accuratezza avvenimenti della storia dell’infanzia di Mika e della tarda adolescenza in modo preciso e inserendoli in un contesto storico accennato ma credibile e con una certa rilevanza storica. Ho molto apprezzato alcuni punti, soprattutto la ricostruzione delle fasi che hanno preceduto la pubblicazione e l’exploit di successo della canzone Grace Kelly, e quella del “periodo di Miami” insieme a Jodi Marr, anche se, essendo questa parte del libro semplicemente tradotta dal testo pubblicato nel 2010 delle due autrici francesi, mancano tutti gli approfondimenti relativi alla vita di Mika in quel periodo, e che lui ha raccontato negli articoli di La Repubblica XL e durante la “Lecture alla Bocconi” sempre lo scorso Dicembre 2013. 

Quello che ho trovato assurdamente fastidioso e delirante è invece l’aggiornamento fatto dal giornalista Fabrizio Basso per “gli anni dal 2010 a Xfactor”. Due capitoli confusi, scritti in fretta e tirati via, quasi avesse noia a doverli raccontare, una cronaca molto raffazzonata delle puntate di Xfactor e riferimenti a “l’italiano di Mika” che vorrebbero essere simpatici e ironici ma che risultano invece inadeguati e quasi inopportuni. L’accenno al coming-out (e non outing, come erroneamente citato più volte dall’autore) di Mika poco delicato e ridancianamente inadeguato. Non v’è alcun accenno all’incidente terribile occorso nel 2010 alla sorella Paloma, che tanto ha cambiato, quasi radicalmente direi, la vita stessa del musicista e persino la sua musica. Insomma, bella la prima parte del libro, quella tradotta appunto, pessima l’aggiunta dell’aggiornamento. Le foto inserite nel libro sono poco impressionanti, non espressive. Sul web se ne trovano di molto più belle e significative. Il voto a questo libro è un due stelline stiracchiate. 

Ma la vita di Mika, come ho già avuto modo di dire nei miei precedenti post, è così particolare da meritare una biografia adeguata, scritta magari dalle stesse fonti ufficiali che possono attingere direttamente a racconti, esperienze dirette, aneddoti, in poche parole “vita” vissuta di casa Mika Penniman. Non nascondo che mi piacerebbe poterne scrivere una in forma romanzata (uno di quei sogni che fai a occhi aperti e che lasci vagare libero senza freni, tanto sai benissimo che non lo potrai mai realizzare), dando speciale spazio a quei “momenti buco” che non sono noti o che sono stati raccontati dallo stesso protagonista con una certa rapidità quasi imbarazzata. La sua infanzia, l’adolescenza, il “periodo di Miami”, e ovviamente la parte più delicata, quella del passaggio dal dubbio alla consapevolezza di sé e della propria sessualità.

Le dieci cose che, se mai potessi intervistarlo e farmi raccontare direttamente la sua vita, gli chiederei e che vorrei poter approfondire sono:

630978882005HIG1. la sua infanzia tra Parigi e Londra, episodi di vita e di giochi tra fratelli, la nonna francese e la nonna libanese, il nonno le cui parole sono finite nella canzone GangBang di Madonna, da lui scritta peraltro;

2. la sua adolescenza travagliata. gli scherzi dei bulli. gli stronzi dei professori. l’anno sabbatico fuori dalla scuola, a parte studiare cosa faceva; (questo forse è stato descritto dalle Hammerlin e Pontes, ma qualcosa di più, secondo me si può ancora descrivere: i viaggi in auto tutti e cinque i ragazzi Penniman con mamma Joanie per portare Mika ai concerti di lirica ai quali doveva partecipare; le vacanze tra la Provenza e l’Italia che tutta la famiglia Penniman faceva d’estate, per esempio, descritte velocemente da Mika nei suoi PopUp per La Repubblica XL ma che potrebbero rivelare spaccati di vita ancor più piacevoli)

3. gli anni a Miami con Jodi Marr. La sua vita lì. (anche questo in parte dalle Hammerlin e Pontes è stato raccontato, ma forse non del tutto in maniera approfondita). E la prostituta, cosa gli diceva? Cosa si dicevano? I messaggi che lei gli ha dato e che lo hanno così impresso al punto da dedicargli una canzone;

4. I primi anni del suo tour. I rapporti con i ragazzi della sua band di allora. E quelli con quelli di adesso;

5. Ovviamente, vorrei sapere qualcosa della sua sessualità, ma non cose pruriginose, vorrei sapere come è avvenuto il passaggio dal sospetto alla consapevolezza, e come o cosa ha provato;

6. Il primo bacio sul bordo del fiume, quello dovrebbe raccontarmelo a forza!!!!

8. I rapporti con la sua famiglia: sua madre, suo padre, le sue sorelle. Che figlio è e che fratello è? Che genitori sono i suoi genitori e che fratelli sono. Quanto va d’accordo e quanto bisticcia.

9. Gli amici: quel gruppo di strani amici anch’essi un po’ emarginati che ogni tanto incontra durante i viaggi. Vorrei che mi raccontasse più di loro.

10. E poi vorrei “il pacchetto completo” per ciascuna canzone: ha detto che ogni sua canzone è la risultante di una visione, di una storia che lui elabora nella sua testa e che poi persino disegna. Un po’ come faceva Fellini. Vorrei quelle storie. Vorrei quelle visioni. E possibilmente quei disegni.

Lo so, forse posso sembrare un tantinino invadente e “morbosa” ma non è così. Mika è una figura particolare, non semplicemente un cantante, un musicista ma un artista a tutto tondo. La sua vita privata (di cui non voglio avere notizia alcuna) non mi interessa, la sua storia passata, il modo in cui ha superato le difficoltà della dislessia, del bullismo, del rifiuto dei professori, delle accuse di autismo, dell’essere ridicolizzato perché “freak” e “weird” invece credo possa essere  esempio di forza e di determinazione a superare le difficoltà della vita e risalire la difficile china che spesso l’esistenza ti pone davanti, e questo anche per tanti giovani adolescenti che troppo spesso credono di non avere alternative o addirittura un futuro e di conseguenza mi incuriosisce moltissimo.
Chiedo venia.

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Informazioni su amnerisdicesare

italiana nata a Sao Paulo del Brasile, vive a Bologna. Sposata a un medico calabrese, mamma e moglie a tempo pieno, collabora come free-lance per riviste femminili. Dal 2005 gestisce il F.I.A.E. – Forum Indipendente Autori Emergenti http://fiaeforum.freeforumzone.leonardo.it, insieme gruppo e laboratorio di editing autogestito per scrittori emergenti. Ha pubblicato il saggio “Mamma non mamma: la sfida di essere madri nel mondo di Harry Potter” nell’antologia benefica Potterologia: dieci as-saggi dell’universo di J.K. Rowling (CameloZampa Editore 2011); un suo racconto, intitolato “Zanna” è presente nell’antologia di racconti animalisti “Code di Stampa” (La Gru Edizioni 2011); ha pubblicato nel 2012 il suo romanzo d’esordio, Nient’altro che amare (Edizioni CentoAutori), vincitore del Premio Letterario Mondoscrittura, e nel 2013 ha partecipato al progetto di scolastica coordinato da Manuela Salvi “Prossima fermata… Italia!” (Onda Editore) scrivendo il capitolo dedicato alla regione Calabria. Ha curato l’antologia benefica “Dodicidio” per il progetto POP di La Gru Edizioni scrivendo il capitolo “Febbraio” (2013) e ha vinto il “Concorso Cercasi Jane” indetto dalla Domino Edizioni con la quale il 1 settembre 2013 è uscito il suo romanzo “Sirena all’orizzonte” secondo classificato al Premio Letterario Magiche rose 2014 di Fiuggi. A giugno 2014 invece è uscito Mira dritto al cuore per i tipi della Runa Editrice, mentre un secondo saggio sulle figure materne nella saga di Harry Potter dal titolo “Mamma non mamma: le madri minori nel mondo di Harry Potter” uscirà a gennaio sempre con Runa Editrice. Collabora con il portale di informazione online Rete-News.it (www.rete-news.it) scrivendo articoli di cronaca, costume e musica e con la rivista letteraria digitale e online Inkroci (www.inkroci.it ) in qualità di traduttrice.

8 thoughts on “LE DIECI COSE CHE VORREI SAPERE DI e SU #MIKA

  1. Davvero bello quello che hai scritto, sono tutte le cose che interessano anche me come fan, perchè davvero è d’ esempio e incoraggiamento per tanti ragazzi che possono reagire alle situazioni avverse che vivono durante l’ adolescenza; oggi aumenta il numero dei suicidi tra giovani, per il bullismo, perchè ci si scopre omosessuali ed è una colpa inammissibile per la nostra società bigotta (io sempre mi chiedo però i genitori dove sono di questi ragazzi? Come non si accorgono del disagio dei loro figli fino a che non se li ritrovano morti?); anche solo perchè si è dislessici come mia figlia di 11 anni che ama Mika alla follia perchè rivede se stessa in lui; lei che a scuola fatica come un operaio in miniera, lei che canta e suona la chitarra ma non legge una nota….mio Dio quando incontrerò Mika lo ringrazierò di essere un esempio così semplice concreto e positivo per le nostre generazioni; così sincero vero e per nulla spocchioso

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    • Grazie a te, mjlover per questa tua testimonianza stupenda. Posso riportarla sul mio fb? E’ bellissima oltre che importante! 🙂 grazie, grazie ancora!

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      • Certo che puoi se riuscissi a farlo sapere anche a Mika prima di quanto potrei farlo io, ti sarei grata; lui sa già di mia figlia perchè abbiamo partecipato ad un’ iniziativa lanciata da un giornale nella quale potevamo intervistarlo con le nostre domande; mia figlia tramite il suo twitter gli ha postato due domande sulla dislessia e sono state scelte tra tante e luile ha risposto nell’ intervista radiofonica che abbiamo potuto ascoltare in dretta; tu se lo incontri ricordagli della sua piccola fan dislessica di 11 anni che vive per lui e lo ama alla follia

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  2. ti ho trovata per caso e mi sono incantata a leggere il tuo articolo su Mika. Anche io vorrei sapere tante èiù cose sulla sua infanzia e su come sia riuscito a diventare quello che è. Lui è un genio, sia per le canzoni che scrive , per le cose che dice e per il fatto che sa rinovarsi in ogni periodo della sua esistenza. In lui io vedo tanta sofferenza ancora ed irrequietezza. NN sono mai stata fan di nessuno in vita mia ed ora mi ritrovo appassionata alla storia di questo speciale ragazzo che sa toccare le corde di tanti cuori. Sono di Bologna e mi piacerebbe consocerti Amneris

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    • Ciao, grazie per il tuo commento. Mika è la mia musa. Ho scritto miriadi di cose ispirandomi alle sue canzoni e anche alla sua vita. E’ sempre fonte di ispirazione! Oggi forse è più tranquillo, meno irrequieto però, perché ha raggiunto una tranquillità sentimentale – è uscito allo scoperto con il suo uomo, non deve più nascondersi – e ha opportunità di fare gli spettacoli che vuole, l’Italia glieli sta dando.
      Oggi ho passeggiato in Via Rizzoli con un’amica, le belle giornate si stanno avvicinando. Volendo si può organizzare. 🙂

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