STORIE D’AMORE IN PILLOLE n.15: BY THE TIME di MIKA

It’s the early morn
Lights flick on
Sleepy eyes peek through the blinds at something wrong
Motionless remains the mess
Shame, such a beautiful, beautiful young life

[…]

Una birra tra amici.
Un tavolo unito per far posto ad altri che sono divenuti subito gruppo.
Una battuta. Una pacca sulla spalla.
Un pugno per finta sul braccio in risposta.
Non ti ho fatto male, ma hai comunque riso lamentandoti della mia troppa irruenza.
Una chiamata al cellulare che ti ha costretto a uscire in fretta per rispondere.
La fitta al petto per una gelosia che non potevo giustificare in alcun modo, non ne avevo diritto, ma che mi ha permesso di capire quanto già fossi preso di te.
Un’occhiata d’imbarazzo, poi, al tuo ritorno.
Una domanda che mi sono subito pentito di averti fatto ma che invece non ho resistito a porti:
«Il tuo ragazzo?» speravo mi dicessi di no.
«Il mio compagno. Sì» hai invece risposto lacerandomi dentro senza rendertene conto – o forse proprio volendo distruggere quel poco di lucido e sano che in me ancora esisteva prima di incontrarti? – «E’ di una gelosia spaventosa. Mi controlla. Mi segue ovunque io vada».
Tutte quelle spiegazioni!
Il senso di smarrimento e di perdita, la confusione, le risa, gli schiamazzi degli altri e che invece avrei voluto cessasse immediatamente, che se ne andassero pure affanculo, che mi lasciassero solo!

La tua mano sulla mia.
Gli occhi tuoi, marrone screziato di verde, come la terra appena irrigata dalla pioggia, e immersi nei miei a togliermi anche l’ultima boccata di ossigeno che mi restava prima di affogare direttamente nell’oblio del mio turbamento.
«Ho voglia di fumare, mi accompagni fuori?»
Un invito. Che sulle prime non avevo capito avresti gradito tu ricevere da me.
E quindi il vicolo buio, immerso nella puzza della città nascosta, sconosciuta e dimenticata, quella dei cortili interni anneriti dai fumi del caloriferi condominiali, quella all’ombra di occhi indiscreti e giudicanti o forse solo indifferenti.
L’attesa.
Di un’azione, di una mossa che non avrei mai osato fare io per primo.
Il fumo delle nostre sigarette mescolato alla condensa di respiri sempre più affrettati e di un freddo inverno così rigido da annebbiare ogni colore.
E un passo verso di me.
Il tuo odore.
Il tuo profumo.
«E’ da tanto che fumi? Io avrei deciso di smettere…»
«Non so. Non ci ho mai pensato. Non ricordo…» e un tamburo ha iniziato a pestarmi il petto, un pum pum ritmato e violento che chiama all’adunata tutti i supereroi del mio cuore tornato bambino. Mi sono ritrovato a balbettare come un cretino, sperduto e incapace come il più scemo dei pivelli.
Robusto e forte, dominatore e sicuro, di fronte alla tua fragile ed esile essenza, eppure nudo e disarmato, ecco chi ero io, quella sera, di fronte a te mentre ti accostavi fissandomi dritto nell’anima.
E più ti avvicinavi, più idiota io mi sentivo.
L’odore della tua pelle, quell’umore forte e deciso che ancora adesso basta penetri un poco nelle narici per farmi esaltare, allora mi avvolse in una spira soffocante di eccitazione.
Mi hai guardato, mi hai sorriso, hai lanciato il mozzicone lontano e mi hai soffiato il fumo in bocca, aderendo con le tue labbra a ventosa sulle mie.
Un bacio.
Sconvolgente e crudo, affamato e scomposto.
Così tanto da farmi venire come un adolescente.
Hai trovato la cosa divertente al punto da scoppiare a ridere in maniera plateale, brutale.
Maleducata quasi.

Poi quei fari a trafiggere il buio fumoso della notte.
Beccati sul fatto come due adolescenti nel bagno della scuola a scambiarsi baci e carezze proibite.
Ti ho visto inorridire lievemente e le tue guance si sono colorite del terrore più cupo, al pensiero di ciò che sarebbe stato da allora in avanti.
«Sono il giocattolo di un uomo potente» mi hai detto dopo che siamo corsi via, sgattaiolando per i vicoli bui e tortuosi che proteggevano complici la nostra “marachella”.
Ci siamo fermati per prendere fiato e tu hai riso di un’ansia repressa e scomposta, gettando la testa all’indietro, felice di sentirti così.
«Non sopporta di essere tradito. Non mi perdonerà, ora che ha saputo. Non lascerebbe in pace neppure te, perciò le nostre strade si dividono qui, adesso» hai aggiunto alla fine. Lo hai detto come se stessi scegliendo un film da vedere al cinema, la stessa noia e incosciente indifferenza che si usa quando non si sa che vestito mettersi davanti ad un armadio pieno di abiti luccicanti. «Perdonami, ma io sono così. Quello che mi piace, me lo prendo. E bevo veleno, se devo ».

[…] continua

Non scapperemo più
di
Annemarie De Carlo
racconto in progress
ispirato alla canzone
By the time
di
Mika

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Google Translate

[….]

A beer with friends.
A table joined to make room for others who became instantly a group.
A joke. A pat on the shoulder.
A punch on the arm in response to mock you.
I didn’t hurt you, but you still laughed moaning  at my extreme vehemence.
A cell call  you had to get out in a hurry to attend.
The sharp pain in my chest for a jealousy that I could not justify in any way, I had no right, but that allowed me to understand what I already felt you.
A glance of embarrassment, then, when you went back.
One question that I immediately regretted I made but that I could not resist to make you:
“Your boyfriend?” I hoped you’d say no .
“My parnter. Yes,” you replied  tearing me apart without realizing it – or maybe just wanting to destroy what healthy in me  still existed before I met you? – “It’ a scary jealousy . He checks. He follows me wherever I go. “
All those explanations!
The sense of bewilderment and loss , the confusion , the laughter , the shouting of the other and that instead I wanted to cease immediately, well fuck off, leave me alone!

Your hand on mine.
Your eyes, brown mottled green, just like the land watered by the rain and soaked into mine to take off the last breath of oxygen left to me directly before you drown in the oblivion of my confusion .
“I want to smoke , are you coming out with me ?”
An invitation. That at first I did not realize you’d welcome you receive it from me.
And then the dark alley, surrounded by the stench of the hidden city, unknown and forgotten, the one of the inner courtyards blackened by the smoke of the radiators, the one cealed bt the shadow of prying and judgmental or maybe just indifferent eyes  .
And then the wait
Of an action, a move that I would never dare do myself first.
The smoke from our cigarettes mixed  to our breaths condensation getting rushing over and over while the cold winter was getting so sharp to obscure each color.
Then a step toward me .
Your smell.
Your perfume.
“It ‘ been so long since you smoke? I would have decided to stop … “
” I do not know . I never thought of that. I do not remember … “and a drum began to beat me on the chest, a pum pum paced and violent that calls muster all the superheroes of my heart back baby. I found myself stammering like an idiot , lost and unable to be the most stupid rookies .
Sturdy and strong , domineering and safe, in front of your essence frail and thin , but naked and unarmed , that’s who I was, that night, in front of you while you apporaching me staring straight into my soul .
And more you went close to me, more idiotic I felt .
The smell of your skin, that strong and sharp temper that even now tough enough to penetrate a little into the nostrils to exalt me , then it wrapped me in a loop choking with excitement.
You looked at me, you smiled at me, you threw the butt away and  blown the smoke in my mouth, adhering with your lips suction cup on mine.
A kiss.
Shocking and raw, hungry and broken .
So much to make me cum like a teenager.
You found it funny to the point of bursting out laughing in a blatant and brutal, almost rude way.

Then those headlights pierce the smoky darkness of the night.
Caught on the fact like two teenagers in the school bathroom to exchange forbidden hugs and kisses.
I saw you shudder slightly and your cheeks were colored of a dark terror at the thought of what it would be from then on.
“I am the toy of a powerful man ,” you told me after we ran away, slinking to the dark alleys and winding protecting accomplices our “prank .”
We stopped to take a breath and you have pent-up anxiety and broken laugh, throwing your head back, happy to hear that.
“He hates to be cheated . He won’t forgive me , now that he has learned . He won’t  leave in peace even you, so our paths diverge here now, ” you’ve added at the end . You said it as if you were choosing a movie to watch at the cinema, the same reckless indifference and boredom that is used when you do not know what dress to choose, standing in front of a closet full of  shiny clothes. “Forgive me, but I am like that. What I like, I’ll take it. And I drink poison, if I have to . “

[….] to be continued

We’ll run away no more
story in progress 
inspired by the song 
By the time 
of 
Mika

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Informazioni su amnerisdicesare

italiana nata a Sao Paulo del Brasile, vive a Bologna. Sposata a un medico calabrese, mamma e moglie a tempo pieno, collabora come free-lance per riviste femminili. Dal 2005 gestisce il F.I.A.E. – Forum Indipendente Autori Emergenti http://fiaeforum.freeforumzone.leonardo.it, insieme gruppo e laboratorio di editing autogestito per scrittori emergenti. Ha pubblicato il saggio “Mamma non mamma: la sfida di essere madri nel mondo di Harry Potter” nell’antologia benefica Potterologia: dieci as-saggi dell’universo di J.K. Rowling (CameloZampa Editore 2011); un suo racconto, intitolato “Zanna” è presente nell’antologia di racconti animalisti “Code di Stampa” (La Gru Edizioni 2011); ha pubblicato nel 2012 il suo romanzo d’esordio, Nient’altro che amare (Edizioni CentoAutori), vincitore del Premio Letterario Mondoscrittura, e nel 2013 ha partecipato al progetto di scolastica coordinato da Manuela Salvi “Prossima fermata… Italia!” (Onda Editore) scrivendo il capitolo dedicato alla regione Calabria. Ha curato l’antologia benefica “Dodicidio” per il progetto POP di La Gru Edizioni scrivendo il capitolo “Febbraio” (2013) e ha vinto il “Concorso Cercasi Jane” indetto dalla Domino Edizioni con la quale il 1 settembre 2013 è uscito il suo romanzo “Sirena all’orizzonte” secondo classificato al Premio Letterario Magiche rose 2014 di Fiuggi. A giugno 2014 invece è uscito Mira dritto al cuore per i tipi della Runa Editrice, mentre un secondo saggio sulle figure materne nella saga di Harry Potter dal titolo “Mamma non mamma: le madri minori nel mondo di Harry Potter” uscirà a gennaio sempre con Runa Editrice. Collabora con il portale di informazione online Rete-News.it (www.rete-news.it) scrivendo articoli di cronaca, costume e musica e con la rivista letteraria digitale e online Inkroci (www.inkroci.it ) in qualità di traduttrice.

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