DI NUOVO SUL MIO SCRIVERE (TANTO IL BLOG E’ MIO…)

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ATTENZIONE! PENSIERI SCOMPOSTI E SENZA UNA COERENZA LOGICA.
LEGGETE A VOSTRO RISCHIO E PERICOLO!

Il blog è mio e ci scrivo ciò che voglio io.

Bene, allora ragioniamo ancora su questa benedetta ossessione che è lo scrivere mio.
Com’è il mio scrivere?
E’ uno scrivere strano, compulsivo, scomposto, irrazionale e assolutamente non organizzato.
E come lo scrivo, questo mio scrivere?
Prendo il mio quadernino, la mia penna bic, rigorosamente nera e rigorosamente 0.7 di diametro e mi vado a rintanare in un angolino della casa (in genere mi chiudo a chiave in bagno). E poi mi metto a scrivere.
Tutto così semplice? Così facile?
No, torniamo un attimo indietro.
Rewind.
Perché per avere quel bisogno lì, di scrivere e di rinchiudermi non foss’altro che nello stanzino delle scope, devo prima aver subito una folgorazione, una vera e propria seduzione mentale. Può essere tutto: uno spot televisivo, una canzone, una scena d’amore particolarmente ispirata, persino una telenovela.
Vengo praticamente soggiogata dalle sensazioni particolari che quel momento estremo mi trasmette e via. Parte la voglia, il bisogno, l’impellenza di scrivere. E nel momento in cui inizio, difficilmente riesco a fermarmi.
Capita che abbia un’idea vaga, che mi materializzi nebulosa davanti a me. E che per non dimenticarla, per trattenerla e non farla scappare via (che si sa, le idee son timide e paurose, appena si sentono scoperte, svolazzano qua e là come api impazzite contro un vetro, alla ricerca di un pertugio dal quale sgusciar fuori) la tratteggi sulla carta e ne descriva le varie caratteristiche, descriva i personaggi, sciorini un’eventuale bozza di trama. Il più delle volte è solo un piccolo accenno, un frammento, una scheggia del quale non so assolutamente nulla e che non ha neppure la più vaga idea di dove possa andare a parare.
E comincio. Navigando a vista.
Con il timor panico di non saper imboccare la strada giusta, non saperne prendere la giusta rotta.
Ma intanto, vado. Scrivo. Mi entusiasmo e infervoro come una quattordicenne al suo primo battito di cuore.
Ed è in quel momento che iniziano i dubbi.
Una voce, quella che si vorrebbe inquadrare come “la coscienza”, inizia a martellarmi:
“è uno schifo”,
“è una cavolata!”
“ma secondo te chi leggerebbe una banalità del genere?”
“non è una buona idea”
“troppo poca azione”
“troppa melassa”
“non te lo pubblicherebbe nessuno”
“non è commercialmente adatto”
e così via (and so on…) .
Una costante granella di colpi ai fianchi che a fatica riesco a parare e a sopportare andando avanti rispondendomi solo con un:
“lo devo scrivere, perciò lo faccio”
e fingendo a me stessa che tanto non me ne frega niente se non sarà mai letto da nessuno.
E lo so bene che sono cazzate incredibili (ooops, ho scritto “cazzate”, si può vero? sono nel mio blog!): si scrive perché si vuol esser letti. Altrimenti non avrebbe senso. Sì, ok. La gioia di inventare, di creare, di modellare come plastilina tra le mani una storia, un personaggio, un paesaggio, fotografare, dipingere… realizzare “ritratti scritti” come Mr. Gwyn. 
Ma poi, se quella foto o dipinto che sia non si fa  vedere a nessuno, è come aver dato vita a una cosa già morta in partenza.
Quindi è ovvio che prima o poi questo fuoco di fila dei dubbi fa breccia e si apre un varco che va dritto dritto al nucleo estremo del proprio essere. E comincia a vacillare tutta sicurezza, l’entusiasmo pericolosamente sbanda da un lato mentre dall’altro si tenta di bilanciarlo con il raziocinio
“sono a tre quarti della storia, posso piantare tutto lì proprio adesso?”
Sì. Si può. Io l’ho fatto tante, troppe volte.
Quello che non mi è chiaro, in tutto questo lavoro di scrivo, scrivo, scrivo, dubito, dubito, dubito, smetto, smetto, smetto è il perché ciò mi debba capitare ogni volta puntualmente: è una cosa sana? E’ il sano dubitare dello scrittore che, in un gioco perverso con il proprio io, la propria immagine riflessa sullo specchio, si mette alla prova e, se alla fine riesce a portare a termine il lavoro, avrà vinto la sua battaglia oppure è semplicemente una falla pericolosissima nella mia capacità creativa che mi impedisce di essere veramente ciò che vorrei essere? Insomma, sono un’eterna indecisa, e rompipalle per giunta perché ammorbo tutti con le mie elucubrazioni e indecisioni, oppure questo è un genuino e sano modo di procedere e fa parte dello scrivere e le interruzioni a metà di lavori che mai vedranno la parola fine, nient’altro sono che la naturale selezione di ciò che è giusto e deve esser portato a termine e ciò che invece merita solo l’oblio del fondo di un hard disk?

Bene. L’ora di terapia è terminata. Prego, questa è la ricevuta. Passi pure alla segretaria prima di uscire. Fanno 200 euro.

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Informazioni su amnerisdicesare

italiana nata a Sao Paulo del Brasile, vive a Bologna. Sposata a un medico calabrese, mamma e moglie a tempo pieno, collabora come free-lance per riviste femminili. Dal 2005 gestisce il F.I.A.E. – Forum Indipendente Autori Emergenti http://fiaeforum.freeforumzone.leonardo.it, insieme gruppo e laboratorio di editing autogestito per scrittori emergenti. Ha pubblicato il saggio “Mamma non mamma: la sfida di essere madri nel mondo di Harry Potter” nell’antologia benefica Potterologia: dieci as-saggi dell’universo di J.K. Rowling (CameloZampa Editore 2011); un suo racconto, intitolato “Zanna” è presente nell’antologia di racconti animalisti “Code di Stampa” (La Gru Edizioni 2011); ha pubblicato nel 2012 il suo romanzo d’esordio, Nient’altro che amare (Edizioni CentoAutori), vincitore del Premio Letterario Mondoscrittura, e nel 2013 ha partecipato al progetto di scolastica coordinato da Manuela Salvi “Prossima fermata… Italia!” (Onda Editore) scrivendo il capitolo dedicato alla regione Calabria. Ha curato l’antologia benefica “Dodicidio” per il progetto POP di La Gru Edizioni scrivendo il capitolo “Febbraio” (2013) e ha vinto il “Concorso Cercasi Jane” indetto dalla Domino Edizioni con la quale il 1 settembre 2013 è uscito il suo romanzo “Sirena all’orizzonte” secondo classificato al Premio Letterario Magiche rose 2014 di Fiuggi. A giugno 2014 invece è uscito Mira dritto al cuore per i tipi della Runa Editrice, mentre un secondo saggio sulle figure materne nella saga di Harry Potter dal titolo “Mamma non mamma: le madri minori nel mondo di Harry Potter” uscirà a gennaio sempre con Runa Editrice. Collabora con il portale di informazione online Rete-News.it (www.rete-news.it) scrivendo articoli di cronaca, costume e musica e con la rivista letteraria digitale e online Inkroci (www.inkroci.it ) in qualità di traduttrice.

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