ARCOBALENO, COME LA SPERANZA

1620567_10152006885583040_149851226_nNon posso dirmi “militante” ma i diritti civili ed espressamente quelli dei gay, ultimamente mi trovano a essere per lo meno solidale e, anzi, assolutamente simpatizzante. Non sopporto, non l’ho mai sopportato fin da bambina, il razzismo in ogni sua più subdola forma e trovo che quella contro gli omosessuali, ultimamente, sia la più forte e violenta forma di razzismo violento mai perpetrata dopo quella dei neri in America, o quella dell’olocausto. Ho ancora negli occhi le immagini di video che ritraeva un giovane omosessuale, nudo, i piedi immersi nella neve gelida, coperto di lividi e picchiato selvaggiamente, in maniera infame deriso, da poliziotti, non ricordo se russi o ucraini. Una scena che non dimenticherò facilmente.

La violenza ha tante facce. E troppo spesso arriva attraverso le parole sotto forma di insulti, di derisione. Ma in alcuni casi e, purtroppo, in molti paesi, si esplica in vera e propria violenza fisica, in molti casi addirittura letale.
Posso dirlo? Posso gridarlo forte e chiaro? “Questo non deve più accadere. Io in questo mondo, queste cose non ce le voglio!”

Non guarderò i Giochi Olimpici d’Inverno. Sebbene ci siano alcune discipline, come il pattinaggio che da sempre mi incantano e mi hanno sempre tenuto attaccata davanti allo schermo. Non li guarderò nonostante le varie attività di protesta contro la Russia e Putin e i tentativi di sensibilizzare l’opinione pubblica a riguardo. Non li guarderò perché provo un profondo disgusto per quel modo di affrontare il problema – e già non dovrebbe neppure essere definito “problema” –  (una legge che impedisce persino di accennare all’esistenza dei gay in Russia) e la terribile emarginazione – fisica, psichica, sociale –  che viene data appunto a queste persone. Perché, al di là di ogni considerazione personale – che già non dovrebbe neppure esserci una considerazione personale –  stiamo parlando di persone. Di gente. Di esseri umani. (Dio come odio il dover anche solo fare questa precisazione: ovvio che sono esseri umani, ovvio che sono persone, ovvio che già quel “sono” discrimina, dovrei dire “siamo”, ovvio tutto quanto! Non dovremmo neppure porcelo, santocielo, il problema!)

182316624-bdc4b4dc-d48f-4ae7-a438-33cd5d75daff

Ho apprezzato molto Google e la sua intestazione all’apertura dei giochi olimpici. Molto. Così come ho apprezzato, anche se pare non sia stato intenzionale e questo mi dispiace molto, la scelta della squadra tedesca di adottare i colori arcobaleno nella divisa ufficiale dei giochi olimpici. Apprezzo ogni tentativo e ogni provocazione atta a sensibilizzare e a protestare contro un’iniqua e, oserei dire disgustevole, discriminazione dei gay a questi giochi e nel paese che li ospita.

L’arcobaleno evoca un’immagine di sollievo, allegria, fortuna e speranza. Ecco, io mi auguro, sogno, un mondo pieno di colori e diversità, dove esista in prevalenza la speranza e non il tetro, cupo e uniforme colore nero del buio. Il buio del medievale razzismo, il buio della paura per il diverso, il tetro dell’oscurantismo e della negazione.  Un buio che purtroppo stiamo affrontando e vivendo in questo mondo così “progressista”.

*** [POST SCRIPTUM]***

Aggiungo dopo qualche ora questo simpaticissimo articolo de L’Internazionale con video incorporato a tema gay e giochi olimpici:
a conferma del fatto che arcobaleno è il colore della speranza (non più solo il verde, ma tutti i colori, appunto)

Annunci

Informazioni su amnerisdicesare

italiana nata a Sao Paulo del Brasile, vive a Bologna. Sposata a un medico calabrese, mamma e moglie a tempo pieno, collabora come free-lance per riviste femminili. Dal 2005 gestisce il F.I.A.E. – Forum Indipendente Autori Emergenti http://fiaeforum.freeforumzone.leonardo.it, insieme gruppo e laboratorio di editing autogestito per scrittori emergenti. Ha pubblicato il saggio “Mamma non mamma: la sfida di essere madri nel mondo di Harry Potter” nell’antologia benefica Potterologia: dieci as-saggi dell’universo di J.K. Rowling (CameloZampa Editore 2011); un suo racconto, intitolato “Zanna” è presente nell’antologia di racconti animalisti “Code di Stampa” (La Gru Edizioni 2011); ha pubblicato nel 2012 il suo romanzo d’esordio, Nient’altro che amare (Edizioni CentoAutori), vincitore del Premio Letterario Mondoscrittura, e nel 2013 ha partecipato al progetto di scolastica coordinato da Manuela Salvi “Prossima fermata… Italia!” (Onda Editore) scrivendo il capitolo dedicato alla regione Calabria. Ha curato l’antologia benefica “Dodicidio” per il progetto POP di La Gru Edizioni scrivendo il capitolo “Febbraio” (2013) e ha vinto il “Concorso Cercasi Jane” indetto dalla Domino Edizioni con la quale il 1 settembre 2013 è uscito il suo romanzo “Sirena all’orizzonte” secondo classificato al Premio Letterario Magiche rose 2014 di Fiuggi. A giugno 2014 invece è uscito Mira dritto al cuore per i tipi della Runa Editrice, mentre un secondo saggio sulle figure materne nella saga di Harry Potter dal titolo “Mamma non mamma: le madri minori nel mondo di Harry Potter” uscirà a gennaio sempre con Runa Editrice. Collabora con il portale di informazione online Rete-News.it (www.rete-news.it) scrivendo articoli di cronaca, costume e musica e con la rivista letteraria digitale e online Inkroci (www.inkroci.it ) in qualità di traduttrice.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...