EHI, PRINCIPESSA A CHI?

Recupero dal “fondo del magazzino” post da blog vecchissimi ma che ancora mi vedono pensarla allo stesso modo. Sono passati dieci anni da quando scrivevo questo: 
Venerdi mattina, ore 9:35 circa.:
Sono in cucina a rassettare. Ovviamente c’è la mia solita pila di piatti che la sera prima non ho avuto il cuore di sistemare nella casalingalavastoviglie perchè troppo stanca, e che stamattina campeggia tronfia sul lavabo e mi chiama a rapporto: “Lavami! Lavami” richiamo al quale non si può resistere. E in lavanderia, una montagna di panni impolverati dei miei figli, il guardaroba usato ieri a scuola, risultato di scorribande in mezzo a prati e campi impolverati, mi sta guardando con la stessa severità dei piatti da lavare. E’ più tollerante, aspetta con pazienza che io la carichi tutta in lavatrice.
Uno mattina: solito collegamento da Milano, con Bice Biagi, esperta di turno sul costume sociale, giornaliste specializzate in cronaca rosa in studio, e una Katia Noventa querula e eccitatissima. Si parla (udite udite!) come ormai tutti i giorni, in tutti i contenitori giornalistici femminili e non, di teste coronate.
letizia-ortiz-187571E ovviamente, il maggior interesse e la maggior goduria delle anchor e opinioniste di questi giorni, è il matrimonio di Felipe di Spagna con la sua Letizia…
Un ampia carrellata di immagini pre e post fidanzamento, una scandagliata inchiesta sui passati trascorsi di lui (ma di lei accuratamente tutto oscurato da un più discreto: già sposata ma solo civilmente), per continuare con il sontuosissimo matrimonio in chiesa e zoomata sullo strascico di lei, finendo con il castissimo bacio sul balcone come da copione.
Katia Noventa a questo punto, cinguetta estasiata:
E’ il coronamento di un sogno… il sogno di tutte le donne!  e a quel punto, io che ho le mani completamente immerse nel lavabo, le ritraggo cosparse di Svelto (sì, sì, quello, l’amico delle donne… quello che non aggredisce le mani, lasciandole morbide e vellutate)…e mi fermo ad ascoltare: — E’ ovviamente il sogno di tutte le donne, quello di incontrare un principe e impalmarlo”continua, imperterrita, convintissima di quello che dice.
Il mio cervello comincia perciò a far roteare i neuroni, e una raffica di domande mi rotea vorticosamente davanti agli occhi, lasciandomi per qualche minuto con un espressione un poco ebete e un leggero senso di vertigine: il sogno di tutte le donne? e poi una risposta quasi urlata mi aggredisce (sempre dentro la mia mente!)
IO NO DI CERTO! IO SPOSARE UNA TESTA CORONATA??? MA PER L’AMOR DI DIO!
di2hx0In effetti, uno se pensa a Lady Diana, e la fine che ha fatto, dopo dieci anni di tormentata vita di corte, di astii, di pettegolezzi, di tradimenti da parte di amici e collaboratori, di spie che dappertutto le controllavano movimenti e sentimenti, di ex-fiamme che svolazzavano tranquillamente nel letto dell’amato marito, e bulimia e cadute dalle scale… per cosa? Quattro o cinquecento vestiti firmati – che il più delle volte devono essere di taglio classicissimo, con orribili cappelli foggia regale e colori che variano dal verde pisello al rosa confetto, scarpe e borsette in tinta – e due gioielli della corona indossati, che poi devi rigorosamente restituire al valletto di corte, perchè anche se regalo di nozze, non ti apparterranno mai?
downloadO a Victoria di Svezia, anoressica al punto da esser mandata in America a curarsi e fare un corso rapido di presa di coscienza del suo futuro ruolo di Regina, ruolo che da sempre riservato solo agli eredi maschi, venne cambiato appositamente alla sua nascita da decreto reale?
Princess-Masako-OwadaO Masako, principessa tristissima del Giappone, indotta dalla ragion di Stato a tentare tutto per assegnare un erede al trono, e ripiombata nella depressione per aver deluso un popolo intero, partorendo una bambina anzichè un maschio?
E la lista potrebbe allungarsi. Il sogno di tutte le donne? Presenziare da quel momento in avanti, dopo quel “” il più delle volte mediatico, a innumerevoli apparizioni pubbliche, visite ad orfanotrofi, conferenze con pie signore benefattrici, aste di beneficenza, parate militari, incontri con capi di stato di piccolissime ex-colonie del paese di appartenenza, e ascoltare noiosissimi discorsi di convenienza, ore e ore a far attenzione persino a sbadigliare, perchè corri il rischio che un fotografo amatoriale immortali il tuo poco regale non-interesse e tenti la fortuna vendendone la foto al giornaletto scandalistico di turno, mettendo però in quel modo a repentaglio la tua immagine e facendoti magari ottenere rimbrotti e isolamenti da parte dello staff procollare della real casa di appartenenza? . Non poter gioire come tutti dell’eventuale nascita di un figlio, sceglierne il nome – che il più delle volte è già designato da antica tradizione dinastica – o con trepidazione andar per negozi a sceglierne il corredino, perchè la “real gravidanza” è affare di stato, e non può esserne data informazione anche in via ufficiosa da teneri comportamenti materni, se non con annuncio e comportamenti ufficiali (della serie: una regina o futura regina, non può neppure carezzarsi amorevolmente la pancina già più gonfia dopo il terzo mese di gravidanza, per evitare di dare adito a poco regali illazioni) e comunque, saper già prima del tempo che di quei figli avrai pochissime occasioni di esserne madre, perchè il tuo ruolo sarà sempre quello di presenziare a incontri ufficiali e i tuoi figli verranno comunque affidati ad un pool di baby sitter ed educatori che insegneranno loro il comportamento e la cultura (generalmente militaresca) necessarie ad un futuro re o regina.
Insomma… riaffondo allegramente le mie mani (ben poco vellutate a dire il vero) nell’acqua schiumosa di Svelto all’aceto, e 40564_big__19922riprendo a lavare i miei piatti. La presa di coscienza che fortunatamente a me non capiterà mai (più) di incontrare sulla mia strada un principe di una real casa, e di innamorarmene e finire nel peggior incubo che ad una donna possa capitare… beh, mi rende tutte le mie incombenze casalinghe mattutine, molto, ma molto più divertenti di quelle che vedo passare in carrellata davanti al televisore. E mentre Katia Noventa, continua a cinguettare entusiastica sulla meraviglia del ricamo in pizzo e perline del velo di Letizia… un click impietoso sul tastino rosso del telecomando, le chiude il collegamento video sul muso. Ah… il silenzio della casa di mattina, quando tutti sono fuori e tu sei la sola regina incontrastata del tuo piccolo, comunissimo regno! Questo sì che è il vero sogno, di tutte le casalinghe!
Questa mini-riflessione la feci il 6 giugno 2004… il tempo passa! E io sto svuotando Web Side Stories per cancellarlo definitivamente.
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Informazioni su amnerisdicesare

italiana nata a Sao Paulo del Brasile, vive a Bologna. Sposata a un medico calabrese, mamma e moglie a tempo pieno, collabora come free-lance per riviste femminili. Dal 2005 gestisce il F.I.A.E. – Forum Indipendente Autori Emergenti http://fiaeforum.freeforumzone.leonardo.it, insieme gruppo e laboratorio di editing autogestito per scrittori emergenti. Ha pubblicato il saggio “Mamma non mamma: la sfida di essere madri nel mondo di Harry Potter” nell’antologia benefica Potterologia: dieci as-saggi dell’universo di J.K. Rowling (CameloZampa Editore 2011); un suo racconto, intitolato “Zanna” è presente nell’antologia di racconti animalisti “Code di Stampa” (La Gru Edizioni 2011); ha pubblicato nel 2012 il suo romanzo d’esordio, Nient’altro che amare (Edizioni CentoAutori), vincitore del Premio Letterario Mondoscrittura, e nel 2013 ha partecipato al progetto di scolastica coordinato da Manuela Salvi “Prossima fermata… Italia!” (Onda Editore) scrivendo il capitolo dedicato alla regione Calabria. Ha curato l’antologia benefica “Dodicidio” per il progetto POP di La Gru Edizioni scrivendo il capitolo “Febbraio” (2013) e ha vinto il “Concorso Cercasi Jane” indetto dalla Domino Edizioni con la quale il 1 settembre 2013 è uscito il suo romanzo “Sirena all’orizzonte” secondo classificato al Premio Letterario Magiche rose 2014 di Fiuggi. A giugno 2014 invece è uscito Mira dritto al cuore per i tipi della Runa Editrice, mentre un secondo saggio sulle figure materne nella saga di Harry Potter dal titolo “Mamma non mamma: le madri minori nel mondo di Harry Potter” uscirà a gennaio sempre con Runa Editrice. Collabora con il portale di informazione online Rete-News.it (www.rete-news.it) scrivendo articoli di cronaca, costume e musica e con la rivista letteraria digitale e online Inkroci (www.inkroci.it ) in qualità di traduttrice.

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