E SE NON FOSSE ANDATA COSI’ COME E’ ANDATA?

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Mentre scrivevo “Mira dritto al cuore” i personaggi del romanzo mi ispirarono alcuni altri racconti. Questo è uno di quelli.

E se non fosse andata come poi è andata?
Se fosse stato tutto diverso tra noi?
Cosa sarebbe di noi oggi?
Provo a chiudere gli occhi e a immaginarmi un futuro diverso da quello che poi è stato.
E’ un bel gioco, mi diverte.

Ammettiamo che tra di noi non ci sia stato sempre quella cosa del “siamo amici, siamo solo grandi amici” che invece ci ha tenuto uniti ma separati per anni.
Poniamo il caso che io ti piacessi e tu piacessi a me.

A Roma, quell’anno in cui siamo stati per un’intera settimana sempre insieme, notte e giorno, a ridere e a scherzare, a visitare gli angoli di una capitale sconosciuta ai più, e a parlare di noi, delle nostre anime e dei nostri progetti futuri, quell’anno lì, per esempio, avresti potuto farmelo capire che mi desideravi. La sera di capodanno ero così bella, con il mio vestito rosso di taffetà con inserti di velluto nero ricamati sopra la gonna ampia e vaporosa! Avevo i capelli lunghi, arricciati con il ferro da Stefania, la mia amica del cuore, (avevamo trascorso un intero pomeriggio a vestirci, prepararci!) e un trucco leggero, non vistoso. Ero innocente e triste. Conoscevi  la mia storia triste, un amore finito male che mi aveva devastato. Sapevi che ero fragile come un giunco perché avevo da poco vissuto un’esperienza tremenda. E tu da buon amico quale sei sempre stato,  mi avevi coccolato un po’.

Poniamo il caso che mi avessi appoggiato sulla spalla il braccio, e mi avessi attirato a te, tenendomi stretta, leggermente, senza forzare troppo la mano, e che io anziché irrigidirmi, cosa che facevo automaticamente all’epoca, perché ormai non mi fidavo più di nessun uomo, mi fossi abbandonata al tuo tocco gentile. Avrei lasciato la mia testa sulla tua spalla, mentre tu mi abbracciavi per ripararmi dal freddo, e con delicatezza avrei alzato il viso verso i tuoi occhi, incontrando per prima cosa la tua bocca.
Cosa sarebbe successo? Ci saremmo baciati?
Mettiamo il caso che l’avessimo fatto. Non l’avevamo mai fatto prima.
Sarebbe stato un bel bacio? Di sicuro. Emozionante. Dolce e penetrante.
Ci saremmo senz’altro guardati come per chiederci “Ma siamo sicuri di quello che stiamo facendo?” e allora, solo allora, ci saremmo resi conto di non aver più voglia di essere soltanto quello: amici.
Tu mi avresti preso per mano, e mi avresti detto:
— Vuoi davvero stare ancora qui? Non possiamo andare, noi due soli, da qualche altra parte? — E io avrei annuito, con la testa, senza parlare. Ancora un po’ confusa per quanto appena successo, ti avrei guardato incapace di dirti alcunché. Ma tu non avresti permesso che dal primo trascorresse troppo tempo per un secondo, e poi per un terzo bacio. Quest’ultimo però, non più così delicato, ma un po’ più famelico, carico di desiderio e di voglia di fare.
Fare l’amore?

[continua]

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