MIRA DRITTO AL CUORE: RECENSIONE DI MIRIAM MASTROVITO

 RECENSIONE DI MIRIAM MASTROVITO

 

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Una vecchia musicassetta in modalità rewind. Sarà perché negli anni ’80 avevo la stessa età della protagonista o perché anche a me è capitato di indossare il broncio partendo in vacanza con i miei, ma  è la prima immagine che mi è venuta in mente tuffandomi fra le pagine di questo libro. Al di là della generazione di appartenenza, immagino che molte lettrici proveranno la mia stessa sensazione di dejà vu (o meglio, di già vissuto) osservando Sarah varcare l’ingresso del Nausicaa Village con una smorfia di disgusto stampata in volto. A sedici anni è quasi una regola sognare una vacanza lontano da mamma e papà, senza sorelle o fratelli minori tra i piedi, e capita spesso di ritrarsi in un angolo a osservare il mondo con aria torva per esprimere quel senso di ribellione, quasi fisiologico, che si agita dentro. Probabilmente per questo, incontrare Sarah e immedesimarsi in lei sono azioni simultanee, andando avanti il gioco di specchi diviene più complesso, l’identificazione non è più così scontata ma l’empatia rimane perché come, recita il titolo, questo è un romanzo che mira dritto al cuore.

È una storia incredibile e verosimile allo stesso tempo quella che ci racconta Amneris Di Cesare, la storia di un’adolescente, appunto, che arriva in un villaggio turistico come se stesse andando al patibolo, salvo poi imbattersi in due animatori capaci di dare una sferzata alla vacanza partita male: Thomas e Rudi. Bello quanto burbero, inglese di origine e appassionato di archeologia il primo, estroverso, simpatico e un po’ farfallone il secondo. Saranno loro a trasformare il soggiorno in un’esperienza indimenticabile. Sulle incantevoli spiagge della Sicilia, Sarah infatti vedrà nascere due sentimenti fortissimi, di amicizia  e di amore, sentimenti che porterà con sé anche quando giungerà il momento di tornare a casa.

Scorrendo i capitoli, vedremo trascorre gli anni, gli adolescenti diventare adulti, le vecchie conoscenze fare ritorno, i giochi trasformarsi e cedere il passo a scelte, a volte dolorose.

È possibile l’amicizia tra un uomo e una donna? Questo dilemma attraverserà l’intera storia, con la potenza di un dardo e, allo stesso modo segnerà Sarah, causandole sofferenza, spingendola a compiere scelte sbagliate, inducendola a soffocare i suoi veri sentimenti.

A svilupparsi è una trama densa di accadimenti e sorprese, una trama lunga una vita, in grado di avvinghiare alla pagina perché più si va avanti e più cresce la voglia di sapere cosa accadrà. Ma la vera magia innescata dall’autrice investe la sfera emotiva. Le parole scorrono come un fiume in piena che, a tratti, traccia percorsi leggeri, ironici, piccanti, romantici e a volte scava sul fondo pizzicando le corde più intime e più fragili. La forza di quest’opera è tutta nella sua capacità di suscitare emozioni, di rivolgersi alla pancia più che al cervello. Si prova empatia per Sarah quando si ritrae in disparte accigliata, si sentono le farfalle nello stomaco quando si innamora, si soffre con lei quando rimane delusa; si prova l’impulso di abbracciarla e consolarla nei momenti difficili, ma anche di prenderla a schiaffi quando si nega la felicità per un timore stupido… stupido, sì, eppure comprensibile.

Ci si potrebbe soffermare a disquisire sul confine tra amore e amicizia, sul coraggio di esprimere in libertà i propri sentimenti, sul primo amore che non si scorda mai, sull’ineluttabilità del destino… e ancora, sulla maternità e la violenza domestica, poiché sono tutti temi che, a buon diritto, si ritagliano un ruolo in questa vicenda, ma la verità è che qualsiasi discorso sarebbe di troppo perché un romanzo così va letto solo a cuore aperto…  e magari con qualche fazzoletto a portata di mano.

La prima cosa che chiedo a un buon libro è di regalarmi emozioni, quello di Amneris Di Cesare mi ha fatto ridere e piangere, mi ha fatto fremere ed ha anche risvegliato in me un vago senso di nostalgia. Non so se ci riuscirà anche con voi ma, per quel che mi riguarda l’autrice ha avuto un’ottima mira e il dardo scoccato dalla sua penna ha fatto pieno centro.

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Informazioni su amnerisdicesare

italiana nata a Sao Paulo del Brasile, vive a Bologna. Sposata a un medico calabrese, mamma e moglie a tempo pieno, collabora come free-lance per riviste femminili. Dal 2005 gestisce il F.I.A.E. – Forum Indipendente Autori Emergenti http://fiaeforum.freeforumzone.leonardo.it, insieme gruppo e laboratorio di editing autogestito per scrittori emergenti. Ha pubblicato il saggio “Mamma non mamma: la sfida di essere madri nel mondo di Harry Potter” nell’antologia benefica Potterologia: dieci as-saggi dell’universo di J.K. Rowling (CameloZampa Editore 2011); un suo racconto, intitolato “Zanna” è presente nell’antologia di racconti animalisti “Code di Stampa” (La Gru Edizioni 2011); ha pubblicato nel 2012 il suo romanzo d’esordio, Nient’altro che amare (Edizioni CentoAutori), vincitore del Premio Letterario Mondoscrittura, e nel 2013 ha partecipato al progetto di scolastica coordinato da Manuela Salvi “Prossima fermata… Italia!” (Onda Editore) scrivendo il capitolo dedicato alla regione Calabria. Ha curato l’antologia benefica “Dodicidio” per il progetto POP di La Gru Edizioni scrivendo il capitolo “Febbraio” (2013) e ha vinto il “Concorso Cercasi Jane” indetto dalla Domino Edizioni con la quale il 1 settembre 2013 è uscito il suo romanzo “Sirena all’orizzonte” secondo classificato al Premio Letterario Magiche rose 2014 di Fiuggi. A giugno 2014 invece è uscito Mira dritto al cuore per i tipi della Runa Editrice, mentre un secondo saggio sulle figure materne nella saga di Harry Potter dal titolo “Mamma non mamma: le madri minori nel mondo di Harry Potter” uscirà a gennaio sempre con Runa Editrice. Collabora con il portale di informazione online Rete-News.it (www.rete-news.it) scrivendo articoli di cronaca, costume e musica e con la rivista letteraria digitale e online Inkroci (www.inkroci.it ) in qualità di traduttrice.

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