#MANGAOBSESSION: UN STELLA CADENTE IN PIENO GIORNO

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Prendo in prestito il titolo italiano di uno degli shoujo più di successo di questi ultimi anni, Hyrunaka no Ryuusei, per descrivere questo post. E’ un post sulla mia nuova ossessione/passione, “nuova” per modo di dire, perché in realtà non è così, è da moltissimi anni che coltivo questo interesse anche se a livello marginale. Fino a qualche tempo fa era un interesse a livello di un “mi piace” su una pagina o un post di Facebook, anche se entusiasta. Da qualche mese ho deciso che volevo conoscere di più l’argomento, entrando nei dettagli, facendo delle ricerche anche riguardo alla terminologia specifica, e ho scoperto di essere entrata in una dimensione molto vasta, immensa, a tratti davvero meravigliosa.

Ultimamente infatti, parlo, scrivo, leggo solo manga, mi informo e mi aggiorno sugli usi e costumi del Giappone, vivo praticamente attaccata ai siti e alle pagine che parlano solo di questo. Lo ammetto, quando mi prende un’ossessione, divento maniacale, al limite del morboso.
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Non sono un’esperta, non sarò mai una di quelle che sanno spiegarti tutto fin nei minimi particolari, soprattutto perché ho iniziato tardi, ma non posso farne a meno.
Però non è una cosa che nasce così, improvvisamente e inspiegabilmente. Era una di quelle cose che, come è capitato per la scrittura, sapevo avrei coltivato un giorno, quando avessi avuto tempo da dedicarvici.

In realtà, sono sempre stata un’appassionata di fumetti.

I primi, di cui mi ricordo, furono quelli del Corrierino dei Piccoli. Il Signor Bonaventura il mio preferito,STORIA_ITALIA_S12001 ma anche Tin Tin, fumetto particolare ma piacevole da seguire. Mio padre me lo comprava tutte le domeniche. Non so perché lo facesse visto che per lui “i fumetti non erano roba seria”, ma non me li negava. E io adoravo leggerli. E’ vero, si faceva molta meno fatica e finivano immediatamente, un libro durava qualche ora di più. E ricordo chiaramente la frustrazione dell’aver finito il “divertimento” quasi subito, in pochi minuti: avrei voluto fossero più “corposi” e consistenti. Una volta la nostra maestra disse una cosa che mi fece riflettere: “Ah, scommetto che se il libro di storia fosse scritto a fumetti, lo leggereste con più voglia e fareste molta meno fatica a ricordarvi persino le date!” Ricordo che restai a lungo a riflettere su questa cosa: perché nessuno ci aveva pensato e ci stava pensando? Qualche anno dopo, in realtà, qualcuno ci pensò: Enzo Biagi. Ma ormai io non andavo più a scuola e la storia, poi ho scoperto, era difficile e noiosa anche se a raccontata a fumetti.

jacovitti-tuffatoreSeguiva a ruota Betty Boop e solo in quarta posizione, dopo Tira e Molla, Braccio di Ferro

Leggevo Topolino, ma mi piaceva meno, adoravo Paperino e quando uscì, Paperinik divenne l’unico personaggio delle striscie Disney che realmente apprezzavo. Impazzivo invece per le strisce comiche, e nell’età adolescenziale, Bonvi con le sue SturmTruppen (credo di aver comprato tutti i suoi albi), i Peanuts (ne ho “divorati” a tonnellate) Mafalda ma anche Apterix di B.C. di Johnny Hart. A scuola avevo selanciostory26012mpre il diario di Cocco Bill, e Jaccovitti era un “Nume” per me.

A quindici, sedici anni aspettavo insieme alla mia compagna di banco Simonetta con trepidazione l’uscita settimanale di Lancio Story, per anni poi lei ne collezionava i numeri, non so se li abbia ancora, io invece li consumavo a furia di leggere, e ovviamente li buttavo via.

Ho sospirato sopr20120103194742a le avventure strane e magnetiche di Valentina di Guido Crepax e Corto Maltese di Hugo Pratt, ho fatto appena a tempo a conoscere qualche striscia di Milo Manara per poi improvvisamente perdere ogni interesse per i fumetti “occidentali…

Perché erano arrivati i giapponesi.

Ora, i “giapponesi” hanno saputo catturare la mia attenzione per un motivo particolarissimo ma non di secondaria importanza. Come spiegato benissimo in questo articolo riassuntivo delle differenze tra i “comics” e i “manga”, c’è:

Una profonda differenza fra manga e fumetti riguarda, poi, il lavoro svolto sulla narrazione. Se, infatti, i fumetti occidentali si snodano secondo il susseguirsi di eventi improntati all’azione e rappresentati in maniera fortemente dinamica, il manga si concentra sulla parte emozionale dei protagonisti e interpreta la realtà esterna sulla base di tali sentimenti. Naturalmente, questo facilità l’identificazione del lettore, che, da osservatore esterno, passerà ad essere partecipe delle emozioni della storia.

28Capito? Poteva NON attrarre una “sentimentale” ed emotiva come me, il manga? Potevano le storie appena28 accennate ma analizzate nella profondità totalizzante dei sentimenti intimi dei personaggi protagonisti non catturarmi e praticamente imprigionarmi completamente? No, non poteva. Io da sempre sono un’appassionata del “sentire umano”, non riesco a prescindere da questo, non posso non essere trascinata dal fluire costante e inesorabile della passionalità che nei fumetti manga si respira, si beve, si assapora.

E quindi eccomi qui, a scoprire questi fumetti e cartoni animati che raccontavano, con i loro grandi occhioni spalancati, storie animate fantastiche e diversissime. Elencare tutti quelli che ho visto negli anni, anche quando ero grande e “i cartoni animati sono per bambini” sarebbe troppo lungo.

Mi sono goduta i miei figli, specie quello più grande, distesa sul divano a guardare quelli che nascevano per loro, sono stata un’esperta di Pokemon per qualche tempo, e mio figlio gongolava quando i suoi amici dicevano

“Ma caspita, hai una mamma mito, lei sì che parla la tua lingua”

perché sapevo tutto dei Pokemon Elettro e quelli Psycho e come fare per sconfiggerlidownload (3) e catturarli con la sfera Poké. Infine è arrivato Naruto, e lì mi sono definitivamente perduta, ma mio figlio mi ha tradito: si era downloadinnamorato di Dragon Ball e di Yu ghi Ho, che a me non sono mai piaciuti, ma soprattutto I Simpson che io non ho mai tollerato.

Io e mio figlio abbiamo preso altre strade.

Lui, oggi, a vent’anni, lo vedi ancora, ogni tanto guardare i vecchi cartoni animati e conosce le battute di Bart Simpson a memoria. E’ una sofferenza. Vedere un figlio scegliere altre strade, avere altre idee, altri gusti

Questo per dire che, questa passione strana e coinvolgente per i Manga, in realtà non è un fulmine a ciel sereno, una passione che nasce così, per capriccio. E’ sempre stata in me.

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Ho sempre ammirato profondamente chi sa disegnare, chi sa dare forma con una matita alle cose, ai gesti, ai movimenti, agli sguardi, io, che al massimo so fare un omino stilizzato con quattro astine e un pallino, mi sono dovuta accontentare di usare le parole.

Amo i quadri della mia amica Gabriella, soprattutto quelli acquarellati, perché il restare 4davanti a un quadro o a un disegno mi fa stare bene. Mi apre il cuore e colora l’anima.

E adoro le storie dei manga, shoujo o yaoi, o spokon, o shounen, o qualsiasi altra cosa siano, soprattutto quelli disegnati con tratti leggeri, non convenzionali, dalle linee quasi scarabocchiate…

Del resto, io, per gli scarabocchi ho una vera e propria fissazione…
Il mio blog si chiama appunto in quel modo…

E poi, ammettiamolo, dove li trovi dei “fighi pazzeschi” così?

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Informazioni su amnerisdicesare

italiana nata a Sao Paulo del Brasile, vive a Bologna. Sposata a un medico calabrese, mamma e moglie a tempo pieno, collabora come free-lance per riviste femminili. Dal 2005 gestisce il F.I.A.E. – Forum Indipendente Autori Emergenti http://fiaeforum.freeforumzone.leonardo.it, insieme gruppo e laboratorio di editing autogestito per scrittori emergenti. Ha pubblicato il saggio “Mamma non mamma: la sfida di essere madri nel mondo di Harry Potter” nell’antologia benefica Potterologia: dieci as-saggi dell’universo di J.K. Rowling (CameloZampa Editore 2011); un suo racconto, intitolato “Zanna” è presente nell’antologia di racconti animalisti “Code di Stampa” (La Gru Edizioni 2011); ha pubblicato nel 2012 il suo romanzo d’esordio, Nient’altro che amare (Edizioni CentoAutori), vincitore del Premio Letterario Mondoscrittura, e nel 2013 ha partecipato al progetto di scolastica coordinato da Manuela Salvi “Prossima fermata… Italia!” (Onda Editore) scrivendo il capitolo dedicato alla regione Calabria. Ha curato l’antologia benefica “Dodicidio” per il progetto POP di La Gru Edizioni scrivendo il capitolo “Febbraio” (2013) e ha vinto il “Concorso Cercasi Jane” indetto dalla Domino Edizioni con la quale il 1 settembre 2013 è uscito il suo romanzo “Sirena all’orizzonte” secondo classificato al Premio Letterario Magiche rose 2014 di Fiuggi. A giugno 2014 invece è uscito Mira dritto al cuore per i tipi della Runa Editrice, mentre un secondo saggio sulle figure materne nella saga di Harry Potter dal titolo “Mamma non mamma: le madri minori nel mondo di Harry Potter” uscirà a gennaio sempre con Runa Editrice. Collabora con il portale di informazione online Rete-News.it (www.rete-news.it) scrivendo articoli di cronaca, costume e musica e con la rivista letteraria digitale e online Inkroci (www.inkroci.it ) in qualità di traduttrice.

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