#QUALCOSACHESTOSCRIVENDO: DI GABBIE D’ORO, MALINCONIE E ORDINARIO TERRORE

Anche questo è un tentativo di scrittura. Qualcosa che ho in mente da tempo, qualcosa che mi riguarda molto dentro e che forse un giorno sarò capace di scrivere e descrivere. Per il momento è un ritaglio di giornale, lo spiraglio di un qualcosa che non ha luce, non ha colore. E’ una bozza di testamento, un coriandolo bruciacchiato, un coccio spezzato, uno schizzo accartocciato nella carta su cui è stato disegnato. E’ #qualcosachestoscrivendo. Comunque.

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Che poi, uno non è che può sempre piangersi addosso.
Voglio dire.
Se ci sono cose che non funzionano, è soltanto colpa mia. Sono io che mi sono costruita la gabbia in cui vivo. Sono io che ho permesso che ciò accadesse. Ho sempre pensato che fosse meglio non arrivare allo scontro. Tanto dall’altra parte la voce grida sempre più forte della mia. E quando cerco di alzare la voce, si alzano le mani. Ormai si è arrivati a questo.
Allora io ho pensato di fare una cosa furba.
Ho provato a farmi piccola piccola.
Ho provato a stringermi il più possibile verso un angolo di muro.
Di non rispondere. Di non parlare mai. Quasi mai, ogni tanto mi capita di parlare.
Di non commettere errori, soprattutto. Perché anche l’errore più piccolo può scatenare una tragedia.
C’è odore di tragedia in tutto ciò che avviene in questa casa.
Un tovagliolo non messo sulla tavola apparecchiata, per esempio. E’ fonte di innumerevoli polemiche.
Ma anche un contenitore del sale messo per sbaglio nello stipetto a destra dove vanno messi i prodotti per la colazione e non in quello di sinistra, dove invece vanno quelli del pranzo e della cena, può essere causa di uno scoppio di ira del padrone. Non parliamo poi del pane messo per distrazione in frigorifero! Quello poi scatena ilarità e sarcasmo a non finire.
“Chissà dove hai la testa! Chissà a cosa pensa quella tua testa di merda!”
Già.
Perché le parole sono importanti e anche le parolacce. Se non usi parolacce e insulti, se non umili fino in fondo. Se non schiacci, se non stritoli, non sei contento. E invece il tuo scopo è farla pagare. In un modo o nell’altro.
Ok.
Ma è colpa mia.
Sono io che lo permetto.
Perché ho troppa paura.
Perché non saprei dove andare, non ho nessuno alle mie spalle che possa aiutarmi o accogliermi.
Non ho un lavoro, non ho una famiglia, non ho nulla.
Se me ne andassi, non saprei dove andare.
E poi ho paura anche di qualcos’altro.
Non mi fido più di te come facevo una volta.
Quindi tempo tu possa fare del male a loro. Ai nostri figli.
Saresti capace. Lo so.
E quindi mi stringo ancora un po’ di più, qui dentro. Esco meno di casa, così non spendo soldi. Lascio a te le spese, tanto sono soldi tuoi, quelli che guadagni e gestisci. E cerco di essere il più possibile invisibile, di farmi sentire il meno possibile. Ascolto i tuoi deliri e so che delle mie cose non te ne frega un cazzo. Lo so. E so che non ti sfiora neppure l’idea di farmi una coccola, neppure per caso. Sono più di vent’anni che va avanti così. Che vivo solo dell’amore delle storie che vedo in televisione o che leggo sui libri.
Libri rubati o comprati di nascosto dal libraio che li vende usati; le pochissime volte che esco, lo faccio proprio perché spinta dall’irresistibile impulso di avere un nuovo sogno di carta tra le mani. Nasconderlo sotto il cuscino del divano in salotto, e poi, di notte, quando tutto è avvolto dal silenzio e dalla pace dell’oscurità, tirarlo fuori e divorarlo insieme al cibo che saccheggio dal frigo.
Quello è il mio momento d’oro e di amore. Il resto è gabbia, malinconia e ordinario terrore.

Agatha
romanzo in progress…

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Informazioni su amnerisdicesare

italiana nata a Sao Paulo del Brasile, vive a Bologna. Sposata a un medico calabrese, mamma e moglie a tempo pieno, collabora come free-lance per riviste femminili. Dal 2005 gestisce il F.I.A.E. – Forum Indipendente Autori Emergenti http://fiaeforum.freeforumzone.leonardo.it, insieme gruppo e laboratorio di editing autogestito per scrittori emergenti. Ha pubblicato il saggio “Mamma non mamma: la sfida di essere madri nel mondo di Harry Potter” nell’antologia benefica Potterologia: dieci as-saggi dell’universo di J.K. Rowling (CameloZampa Editore 2011); un suo racconto, intitolato “Zanna” è presente nell’antologia di racconti animalisti “Code di Stampa” (La Gru Edizioni 2011); ha pubblicato nel 2012 il suo romanzo d’esordio, Nient’altro che amare (Edizioni CentoAutori), vincitore del Premio Letterario Mondoscrittura, e nel 2013 ha partecipato al progetto di scolastica coordinato da Manuela Salvi “Prossima fermata… Italia!” (Onda Editore) scrivendo il capitolo dedicato alla regione Calabria. Ha curato l’antologia benefica “Dodicidio” per il progetto POP di La Gru Edizioni scrivendo il capitolo “Febbraio” (2013) e ha vinto il “Concorso Cercasi Jane” indetto dalla Domino Edizioni con la quale il 1 settembre 2013 è uscito il suo romanzo “Sirena all’orizzonte” secondo classificato al Premio Letterario Magiche rose 2014 di Fiuggi. A giugno 2014 invece è uscito Mira dritto al cuore per i tipi della Runa Editrice, mentre un secondo saggio sulle figure materne nella saga di Harry Potter dal titolo “Mamma non mamma: le madri minori nel mondo di Harry Potter” uscirà a gennaio sempre con Runa Editrice. Collabora con il portale di informazione online Rete-News.it (www.rete-news.it) scrivendo articoli di cronaca, costume e musica e con la rivista letteraria digitale e online Inkroci (www.inkroci.it ) in qualità di traduttrice.

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