SULL’INVIDIA DELLA PENNA

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Oggi parliamo di invidia. Di invidia e basta, perché c’è chi ama distinguere questo sentimento in “invidia buona” e “invidia cattiva“. Anche io ho spesso fatto questo distinguo, non rendendomi conto che in realtà cercavo solo di giustificare qualcosa che non è poi così onorevole, insomma cercavo di essere “politically correct“.

Perché io difficilmente sono invidiosa.
Ma lo sono, come tutti. In parte, in molta parte, in gran parte. Lo sono. Oggi ho imparato a non negarlo più.

Non mi fanno invidia le amiche belle, magre, toniche, palestrate, vestite tutte griffate e incipriate dalla testa ai piedi.
Non mi fanno invidia le persone di successo, sicure di sé, cariche di elogi da parte degli altri, grondanti di potere.
Non mi fanno invidia gli innamorati, i felici di esistere, i sognatori che raggiungono la loro nuvoletta.

Mi fanno invidia gli scrittori. Quelli che scrivono bene. Sì. Provo una “rabbia sorda” dentro, quando trovo un testo che avrei potuto scrivere io e che invece ha scritto un altro e che mi fa tremare le budella. Mi prendo in mano il fegato e me lo cullo, cercando poi di farlo smettere di gonfiarsi come un palloncino per l’esame alcolico della polizia stradale…

Sì, lo ammetto. Quando trovo un testo bello, che mi diverte, mi emoziona, mi fa stare bene, io provo invidia.
Fortunatamente non capita spesso.
Il più delle volte, questo sentimento cova sotto la cenere, mandando avanti quello più gentile dell’empatia: hai scritto una cosa bella che mi ha emozionato, che mi ha fatto commuovere, divertire fino alle lacrime, quindi io empatizzo con te, scrittore e ti ringrazio per le ore di evasione che mi hai fatto vivere.

Ma con loro, per ogni cosa che scrivono, è una scarica di adrenalina, è invidia pura.
Me le immagino lì, nella cucina di Loredana, sedute sul tavolo dove, tra le altre cose, Loredana cucina pure robe stratosferiche mentre Laura osserva ciò che hanno scritto finora a computer e che discutono:
“Questo lo facciamo morire come?”
“Lei la facciamo finire a letto con Lui?”
e si guardano sorridenti e sempre in accordo sgranano trame mozzafiato come fossero noccioli di rosario per la festa del Santo Patrono degli Scrittori.
Ecco. Io le invidio, Loredana Falcone e Laura Costantini.
Non lo stile narrativo, non l’armonia tra loro, non l’inevitabile successo che ogni loro libro dovrebbe avere.
Io le invidio a morte per la capacità di trovare storie sempre diverse e mai banali, per non essere mai uguali a se stesse, per la vastità della loro conoscenza, per la capacità di fare ricerca e di ricercare argomenti esotici, originalissimi e spesso sconosciuti ai più. E anche la capacità di farne ogni volta un libro che – sia esso thriller, fantascienza, fantasy, horror, noir, o semplicemente romance – ti tiene con il fiato sospeso dalla prima pagina all’ultima.

Ecco.
Lo confesso.
Sono anche io un’invidiosa.
Adesso l’ho detto.
Perché un libro come “Il Puzzle di Dio” io non sarei mai in grado di scriverlo, neppure di pensarlo. E “fischia” che libro che è!
Se non volete rischiare di diventare anche voi invidiosi, non leggete questo libro.
Se invece non ve ne importa niente (anche io ho detto, chissenefrega mo’ me lo leggo fino in fondo, sto libro pazzesco qua!) e invece volete divertirvi, appassionarvi, emozionarvi, incazzarvi anche dalla prima pagina all’ultima, leggete le Falcone&Costantini. Io le chiamo così. Avevamo Fruttero&Lucentini, due uomini dalla penna formidabile, ma sono morti. Oggi invece abbiamo loro, due donne, la cui penna suscita invidia da tutti i pori ma che regala sensazioni disparate, non sempre onorevoli ma degne di essere provate.
E… lasciatemi lanciare un monito ai grandi Grandi Big dell’Editoria:
come direbbe Pretty Woman alla commessa che lavora a percentuale… e che il giorno prima l’ha ignorata…
“Bello sbaglio!”

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Informazioni su amnerisdicesare

italiana nata a Sao Paulo del Brasile, vive a Bologna. Sposata a un medico calabrese, mamma e moglie a tempo pieno, collabora come free-lance per riviste femminili. Dal 2005 gestisce il F.I.A.E. – Forum Indipendente Autori Emergenti http://fiaeforum.freeforumzone.leonardo.it, insieme gruppo e laboratorio di editing autogestito per scrittori emergenti. Ha pubblicato il saggio “Mamma non mamma: la sfida di essere madri nel mondo di Harry Potter” nell’antologia benefica Potterologia: dieci as-saggi dell’universo di J.K. Rowling (CameloZampa Editore 2011); un suo racconto, intitolato “Zanna” è presente nell’antologia di racconti animalisti “Code di Stampa” (La Gru Edizioni 2011); ha pubblicato nel 2012 il suo romanzo d’esordio, Nient’altro che amare (Edizioni CentoAutori), vincitore del Premio Letterario Mondoscrittura, e nel 2013 ha partecipato al progetto di scolastica coordinato da Manuela Salvi “Prossima fermata… Italia!” (Onda Editore) scrivendo il capitolo dedicato alla regione Calabria. Ha curato l’antologia benefica “Dodicidio” per il progetto POP di La Gru Edizioni scrivendo il capitolo “Febbraio” (2013) e ha vinto il “Concorso Cercasi Jane” indetto dalla Domino Edizioni con la quale il 1 settembre 2013 è uscito il suo romanzo “Sirena all’orizzonte” secondo classificato al Premio Letterario Magiche rose 2014 di Fiuggi. A giugno 2014 invece è uscito Mira dritto al cuore per i tipi della Runa Editrice, mentre un secondo saggio sulle figure materne nella saga di Harry Potter dal titolo “Mamma non mamma: le madri minori nel mondo di Harry Potter” uscirà a gennaio sempre con Runa Editrice. Collabora con il portale di informazione online Rete-News.it (www.rete-news.it) scrivendo articoli di cronaca, costume e musica e con la rivista letteraria digitale e online Inkroci (www.inkroci.it ) in qualità di traduttrice.

5 thoughts on “SULL’INVIDIA DELLA PENNA

  1. No, dico, tu così fai? E neanche avverti? E devo scoprirlo per caso saltellando sulla home page di Facebook? Che posso dire? Che possiamo dire, io e Loredana? Grazie. E’ poco, ma di fronte a cotanto apprezzamento e cotanta stima ci sentiamo piccine. Inadeguate. E grate.

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