DI TUTTO UN PO’ PER UN PO’ DI TUTTO

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Sono svariate, questa volta, le suggestioni che ho voglia di gettare alla rinfusa sul foglio elettronico del blog. Che strano, mi è tornata voglia di riprendere a utilizzare questo spazio come facevo un tempo, buttando qui, a casaccio, i miei pensieri, le suggestioni, gli umori, gli spezzoni di racconti mai ultimati.

Primo pensiero: stanca da social network. Ciclicamente si ripropone, ma stavolta è più pesante delle altre volte. Non ho voglia di scrivere, di condividere e neppure di leggere gli status altrui. Non ho voglia di stare lì sopra. Ho comunque voglia di raccontare. Sarà per questo che ho voglia di riprendere, di riesumare questo blog e farne qualcosa di più che un mero contenitore di informazioni?

Secondo pensiero: mi sono letteralmente drogata, in questi mesi, di lettura di manga. Da qualche giorno sono passata alle “live action” giapponesi e ai “drama coreani”. Tradotto in italiano: fiction. Tradotto in latino-americano: telenovelas. Ho scoperto un mondo capace di scrivere storie eccezionali. Semplici, magari (a malapena c’è un bacio in molte puntate), storie di sentimenti che crescono a poco a poco, molto spesso negati, quasi sempre confessati, ma fresche, originali, interessanti. E struggenti. Cariche di quel pathos e quella malinconia dolorosa che da tempo vado cercando. Ieri mi sono immersa in due mondi simili ma tremendamente differenti, il giapponese e il coreano. Affascinata da quella cultura da sempre, ho spesso avuto l’impulso di allungare una mano per afferrare un bento pieno di palline di riso, o le bacchette per mangiare, risucchiandole, le taglioline del ramen che gli attori tranquillamente mangiavano sul set televisivo. Troppo vecchia per intraprendere un viaggio in quei posti, se torno a nascere voglio nascere giapponese.

Terzo pensiero: Xfactor. Sì, lo so. Mescolare così le cose non va bene. Però non ho tempo per fare diversamente. Mi sta piacendo sempre meno questo programma che adoravo. Ma continuo a seguirlo. E non perché c’è Mika, che purtroppo sto vedendo sotto tono. Ma perché comunque la musica è importante per ciò che provo e per ciò che scrivo. E su quel palco di musica comunque, nel bene o nel male, se ne fa tanta.

Quarto pensiero: ho fame di storie. Ho un bisogno impellente di immergermi in mondi differenti dal mio, senza fare la fatica odiosa e amatissima di scriverle da me. Ho bisogno di riposarmi tra le braccia confortevoli di altri autori che le scrivano per me. Ho bisogno di volare tra le nuvole, di sognare posti, mondi, situazioni, amori, dolori, umori e odori di fantasia. E tutto questo proprio per permettermi di continuare a tenere i piedi per terra e avere fiducia nella vita reale. Altrimenti non ce la potrei fare.

Quinto pensiero: Buona festa di Ognissanti.

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