IL CONFLITTO TRA ANIMA E MENTE

Negli anni ho aperto la mia mente. Prima ero molto, ma molto chiusa.
Seguivo alla lettera (o quasi) certe regole e dettami ricevuti in eredità dall’educazione famigliare e con quelle ci vivevo bene. Sono sempre stata una persona che ha tentato, con il massimo impegno, a fare le cose per bene: non mentire, non rubare, non parlare male dietro le spalle degli altri, non giudicare (comandamento ricevuto in dono a catechismo) mai e poi mai nessuno, non tradire, non delinquere, non far del male (fisicamente o virtualmente) al prossimo, non calpestare la mia e altrui dignità personale e umana, non discriminare, non accontentarti di ciò che gli altri ti danno per oro colato, non… non… non.
Molti di questi insegnamenti, lo confesso, mi sono stati dati dall’educazione religiosa (cattolica) che ho ricevuto. Altri sono venuti con ciò che io credo sia l’avere Fede. Perché io credo che esista un Dio superiore che ha creato il mondo, gli uomini, la natura, l’universo. Credo che abbia voluto che gli uomini fossero liberi di decidere del proprio destino, delle proprie azioni, di sbagliare e di rialzarsi e redimersi. Credo che esista un Figlio, di questo Dio, venuto per mostrare agli uomini un modo di vivere e di far piacere a questo Dio che li ha creati, un modo per poter comunicare con lui, attraverso la preghiera, la carità, le buone azioni, ma soprattutto, l’Amore.

Anzi, arrivo un po’ più avanti, forse spingo all’estremo: di questa religione, la religione cattolica, quella che contempla la Trinità, per dire, io sono grata. Sono grata alla mia famiglia per avermi cresciuto ed educato in questo ambito, non rinuncerei mai, per niente al mondo, alla figura di Cristo nella mia vita, pur ammirando e rispettando tutte le altre religioni del mondo. Per me, religione è strumento. Strumento di comunicazione con Dio. E la presenza di suo Figlio, in me e fuori di me, è imprescindibile.

Dicevo, negli anni sono cambiata. Prima non ero così. Prima ero molto più chiusa. Prima rifiutavo spesso, molto di quello che, a mio sentire, era offensivo nei confronti della mia religione. Anche solo all’interno di me. Perciò rifiutavo certe letture, certe battaglie fatte da altri di cui leggevo sul web, certe rivendicazioni. Era contrario a ciò in cui credevo e che mi faceva stare bene, per cui, rifiutavo anche solo di prendere in considerazione alternative.

Poi, lentamente, mi sono schiusa. Sarà perché vedevo sempre più integralismo, e non solo da parte di un credo diverso ma intimamente interconnesso con il mio, ma proprio in casa mia, nella mia religione. Ragionavo e mi dicevo: se Dio proclama l’Amore come arma per combattere il male, come può essere male un certo tipo di amore? E altri ragionamenti di altro tipo.

Per cui sono cambiata. Ho letto. Ho sofferto, nel trasgredire quelle regole di “non considerazione” che mi ero data da sola, ho scritto anche. Ho ascoltato. Chi dice di non credere, chi condanna gli errori che la Chiesa ha commesso, chi si è allontanato e prova acredine nei confronti di certi argomenti. Ho letto, guardato, ascoltato con immensa sofferenza e ho accettato tutto, consapevole che la perfezione non è di questo mondo, non è nella natura delle cose.

Per cui sono aperta a ogni opinione, a ogni sensazione, a ogni forma di amore e di comunione.

Ma l’offesa a ciò che credo, alle Figure in cui credo, alla Figura Principale in cui credo, continua a ferirmi e a disgustarmi, anche se ho smesso di essere chiusa al resto del credo umano. Anche solo nominare il nome di Gesù, (io stessa ne provo un profondo pudore, che non è vergogna ma rispetto intimo e intenso) mi ferisce e mi addolora profondamente, tanto è prono il mio rispetto per Lui.

Per cui, vi prego. Non nominate mai invano, né per scherzo, né per divertimento, né per satira, i nomi delle Figure di riferimento del mio credo in questi miei spazi. Io rispetto il vostro non credere o il vostro credere nel “Lato Luminoso della Forza”. Rispettate il mio Dio. Non dileggiandolo davanti ai miei occhi.
Perché ci soffro. Terribilmente. Inesorabilmente.

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