TESTA SULLE SPALLE MA BEN NASCOSTA TRA LE NUVOLE

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Rifletto, dopo un fatto abbastanza particolare e serio accaduto qualche giorno fa e alcuni atteggiamenti che riscontro nel figlio ventenne: è un bravo ragazzo, buono, rispettoso, tranquillo, pieno di amici e allegro, voglia di divertirsi e di stare insieme agli altri, non beve troppo (almeno non mi sembra), fuma (purtroppo) ma solo sigarette, studia (il giusto, senza ammazzarsi sui libri, e i risultati si vedono), è un farfallone. Un farfallone. Questo il problema.

E’ un ragazzo normale, senza inquietudini, senza scheletri oscuri negli armadi, e vive una vita al massimo della leggerezza. Il domani non è nelle sue priorità, il futuro, la professione che ha scelto e per la quale dovrebbe aver già iniziato a lottare, combattere a suon di esami all’università e letture, informazioni cercate in giro dove si può, non è la sua preoccupazione principale. E’ un surplus. Un hobby. Un qualcosa che “deve fare, perché si deve fare così”. No, lui vive come se tutto gli fosse dato dalla vita senza sforzo, tanto gli basta allungare una mano, chiedere ancora la “paghetta” che gli spettava negli anni di adolescenza, e via. Tanto del doman non c’è certezza.

E penso a me a vent’anni. Avevo già da tempo deciso cosa avrei voluto fare nella vita (che poi, quello che mi ero prefissa di fare e di diventare non si sarebbe avverato, che anche le scelte irrazionali fatte mi avrebbero portato anni luce lontano da quella/e professione/i, non ha importanza), avevo già scelto a tavolino gli studi che avrei intrapreso e mentre studiavo, lavoravo pure, ritagliandomi piccoli spazi professionali (traduzioni, fiere, interpretariato) che mi permettessero di imparare, maturare e guadagnare qualcosina. Non mi aveva spinto nessuno in quella direzione, non ho mai avuto neppure un input da parte di mio padre ad andare in una direzione piuttosto che in un’altra. Certo, se avevo bisogno di aiuto, del tipo “vorrei andare a lavorare in Francia, mi aiuti a trovare una collocazione?”, glielo chiedevo, ma tutto partiva da me, dalla mia iniziativa, dal mio focalizzarmi verso uno scopo, un obiettivo.

Qua invece è il contrario. E’ come quando proponi a un cliente in un ristorante un particolare menu o una pietanza piuttosto che un’altra: “vuoi andare a studiare qui?” “oppure preferisci forse fare questo stage?” “che ne dici se durante le vacanze ti mandiamo a…?” e ovviamente il “cliente” viziato e superficiale neppure ti risponde, al massimo ti alza le spalle come per dire “fate un po’ voi come vi pare”.

Poi però lo vedi fare scelte con una testardaggine caprina, le stesse scelte che ha negato con forza e veemenza neppure tre ore prima, in un dialogo estenuante fino a ore piccole, dove ti ha fatto credere di aver capito, di aver recepito, che devi star tranquilla che lui sa il fatto suo e sa quello che sta facendo. E allora ti incazzi. Perché ti dici: va bene, passi la leggerezza (no, non dovrebbe essere così semplice, non dovrebbe passare), ma la stupidità no. E lo vedi fare cose che ti dici: ma ci fa o ci é? E quando poi si trova in situazioni imbarazzanti, pericolose, dove ha cannato di brutto, ti chiede aiuto, quasi piagnucolando come se avesse sei anni e avesse rotto la finestra dei vicini con un calcio a un pallone.

A vent’anni si dovrebbe avere un minimo di testa sulle spalle. Invece o è ben svitata e poggiata sul comodino, oppure è nascosta tra le nuvole di fumo che appestano la sua stanza.

Abbiamo sbagliato noi. (Non è una domanda, è un’affermazione). Cercando di dare amore, attenzione, cura particolare e sudore, tanto sudore nel crescerli onesti, educati, bravi e sani. Ma forse l’amore e l’attenzione vizia esattamente come l’indifferenza e la noncuranza e i risultati sono quelli di creature che a vent’anni sono ancora bambini e ingenui come scolaretti.

Ma noi, che negli anni 80 o 90 avevamo vent’anni chi eravamo? Alieni?

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Informazioni su amnerisdicesare

italiana nata a Sao Paulo del Brasile, vive a Bologna. Sposata a un medico calabrese, mamma e moglie a tempo pieno, collabora come free-lance per riviste femminili. Dal 2005 gestisce il F.I.A.E. – Forum Indipendente Autori Emergenti http://fiaeforum.freeforumzone.leonardo.it, insieme gruppo e laboratorio di editing autogestito per scrittori emergenti. Ha pubblicato il saggio “Mamma non mamma: la sfida di essere madri nel mondo di Harry Potter” nell’antologia benefica Potterologia: dieci as-saggi dell’universo di J.K. Rowling (CameloZampa Editore 2011); un suo racconto, intitolato “Zanna” è presente nell’antologia di racconti animalisti “Code di Stampa” (La Gru Edizioni 2011); ha pubblicato nel 2012 il suo romanzo d’esordio, Nient’altro che amare (Edizioni CentoAutori), vincitore del Premio Letterario Mondoscrittura, e nel 2013 ha partecipato al progetto di scolastica coordinato da Manuela Salvi “Prossima fermata… Italia!” (Onda Editore) scrivendo il capitolo dedicato alla regione Calabria. Ha curato l’antologia benefica “Dodicidio” per il progetto POP di La Gru Edizioni scrivendo il capitolo “Febbraio” (2013) e ha vinto il “Concorso Cercasi Jane” indetto dalla Domino Edizioni con la quale il 1 settembre 2013 è uscito il suo romanzo “Sirena all’orizzonte” secondo classificato al Premio Letterario Magiche rose 2014 di Fiuggi. A giugno 2014 invece è uscito Mira dritto al cuore per i tipi della Runa Editrice, mentre un secondo saggio sulle figure materne nella saga di Harry Potter dal titolo “Mamma non mamma: le madri minori nel mondo di Harry Potter” uscirà a gennaio sempre con Runa Editrice. Collabora con il portale di informazione online Rete-News.it (www.rete-news.it) scrivendo articoli di cronaca, costume e musica e con la rivista letteraria digitale e online Inkroci (www.inkroci.it ) in qualità di traduttrice.

One thought on “TESTA SULLE SPALLE MA BEN NASCOSTA TRA LE NUVOLE

  1. E’ un bel quesito, quello degli alieni. Con risposte difficili ma ovvie. Non eravamo alieni, semplicemente avevamo dei valori, che le ultime generazioni non hanno.
    Stralcio due pezzetti di quello che avevo scritto sul grande nell’ottobre 2008
    Nel Grande, per una certa analogia con l’adolescenza, esiste un certo disimpegno dalle proprie responsabilità, perché ama la spensieratezza ed ha un atteggiamento allegro e curioso nei confronti della vita.

    In lui c’è una grande mobilità mentale, ma anche una forte instabilità nel definire gli obiettivi accompagnata da una vivacità nervosa.
    Ama prendere le distanze dalle tradizioni, che critica con umorismo. Di norma è socievole e desidera avere continui contatti col mondo circostante. Vive nel “presente”, perché ha interesse per l’immediato, per tutte le novità del momento, mentre dimostra scarsa curiosità speculativa per il “lontano”.

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