CIAO FABIO

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Avevo due post allegri da scrivere. Erano notizie belle, per me.
Poi una notizia ferale.
Fabio è davvero morto? Vai subito sul gruppo di Fiae su Facebook!

Fabio.
Fabio Musati.

E’ da ieri mattina che la mia testa è vacua. Faccio cose, leggo, parlo, rido persino – perché devo farlo  – ma non ragiono tanto bene.

Fabio.
Oddio, no. Non lui…
e allora chi?
Non lo so. Lui no. Lui è impossibile.

Perché Fabio era un vulcano in eruzione. Forte, attivo, vigile. Attento. Sempre pronto a prendere le battaglie del sociale con le mani come le corna dei tori certi toreri. Perché Fabio c’è, aspetta che scrivo a Fabio che ho questo problema, adesso parlo con Fabio di questa cosa. Adesso chiedo a Fabio che ho questo dubbio.

Fabio.

L’ho conosciuto sul forum WMI undici anni fa. Ci parlavamo poco, a dire il vero, io interagivo con tutti, chiacchieravo su quel forum con tutti, ma con lui non particolarmente. Ci scambiavamo pareri. Poi mi mandò via mail un racconto, che mi piacque molto. Un altro, su Babbo Natale molto meno. Non lo avevo capito. Ma all’epoca ero un’ottusa, facevo fatica a capire la metà delle cose che leggevo. Ci scambiammo consigli, e qualche link – io ero uno scandaglio della rete molto efficace – su manuali di scrittura online gratuiti.
Un giorno, la protesta. Corale, su quel forum.
Non eravamo d’accordo su certe decisioni dei moderatori.
Ci parlammo via messaggi privati, raccontandoci della reciproca intenzione di andarcene da lì.
“Dobbiamo fare qualcosa. Ce ne andiamo e poi? Dove andiamo? In un altro forum uguale a questo?” disse lui.
“Apriamocene uno per conto nostro” proposi io.
Con noi, Marianna De Lellis.
“Ci vorrà un nome. Come lo chiamiamo ‘sto forum?”
Forum Indipendente Autori Emergenti”
“F.I.A.E.?”
“Caso mai, poi lo cambiamo. Tanto, quanto durerà? Due mesi? Un anno? Se poi resistiamo, ne troviamo un altro più d’impatto”
“Ok. Ci vorrà anche un manifesto…”

Uno spazio libero, autonomo, gratuito, autogestito, indipendente da sponsor di qualunque tipo,
che abbia come finalità la collaborazione e l’aiuto reciproco tra autori esordienti.
Uno spazio accessibile anche a lettori che vogliano commentare criticamente gli scritti degli autori.
Un gruppo di lettura critica, un laboratorio di scrittura autogestito.
U
n angolo libero per scambiarsi informazioni, consigli, link, bandi di concorso,
recensioni inerenti la scrittura, la poesia, ma non solo.
Tutti i partecipanti sono gestori, responsabili dei propri scritti,
Nessun capo, nessun condottiero.
Un posto dove stare principalmente insieme.
Senza clamori ma in pacata armonia”

Aprii su FreeForumZone il FIAE in cinque minuti.
Quello che doveva durare sei mesi/un anno è continuato per dieci anni. In questi dieci anni, circa una trentina di autori che si sono avvicendati in questo gruppo di lavoro e “famiglia”, hanno vinto premi letterari prestigiosi e pubblicato non a pagamento almeno una volta (alcuni anche due e tre). Abbiamo creato insieme due libri, Code di stampa e Dodicidio.
Abbiamo lavorato insieme. Siamo cresciuti insieme. Abbiamo imparato insieme.
E Fabio sempre presente.
Sempre pronto a dare risposte.
Laconiche. Che spesso ti facevano incazzare perché erano lapidarie.
Ma davano risposte e avevano senso.

Fabio odiava le regole e le tecniche di scrittura.
Io insistevo sul fatto che le tecniche bisognasse impararle per poi metterle da parte e magari trasgredirle.
Litigavamo in maniera furente per questo.

Fabio non faceva editing ai testi degli altri. Non sapeva farlo, diceva.
Però voleva il mio parere. Anche se sapeva che molte delle cose che scriveva a me, come le aveva scritte, non andavano bene. Io gli correggevo il testo, gli facevo vedere dove lo avrei cambiato, come e perché, lui ci rimaneva male, si metteva zitto per qualche giorno, poi postava sul forum i cambiamenti. Molti suggerimenti miei li aveva ascoltati. Ma sbuffava perché, diceva, io non lo capivo fino in fondo.
Non era vero.
Quando mi fece leggere Vera Pelle, un libro strano, forte, a tratti anche scabroso, gli dissi che era il suo capolavoro. Non era affatto il mio genere di romanzo, eppure, quel romanzo è ancora un capolavoro di scrittura e genio inventivo. Mi chiese di fargli l’editing.
“Che cosa ti edito, che è perfetto? Non cambierei una virgola!”
“Ma dai! Proprio tu? Almeno controlla la punteggiatura…”

Se ho pubblicato Nient’altro che amare, lo devo a lui.
Mio figlio aveva avuto un brutto incidente. Avevo rischiato di perderlo.
Mi ero detta:
“Ci sono altre cose, più importanti, rispetto alla scrittura e alla pubblicazione”.
Misi il manoscritto della Zannuta in un cassetto intenzionata a dimenticarmene.
Mi scrisse lui una mail, qualche tempo dopo.
“Un libro come quello non puoi permetterti di lasciarlo morire in un cassetto. Deve essere pubblicato, deve essere letto”
Gli dissi che non avevo la forza di cercarmi un editore.
Mi diede un indirizzo email e un nominativo.
Due mesi dopo avevo firmato con Cento Autori.

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A luglio 2012 presentai Nient’altro che amare a Milano Marittima.
La mia primissima presentazione. Ero pietrificata dall’emozione.
Mi scrisse che si trovava per lavoro in quei paraggi.
“Posso farti da relatore?”
“E’ un onore per me, Fabio, lo sai.”
Ci ritrovammo in un Lido balneare di fronte a un pubblico nutrito di signore per bene. La più giovane avrà avuto 70 anni. La più vecchia novanta.
Il mio libro parlava di una donna che aveva avuto tanti figli da tanti uomini diversi, aveva subito parecchie violenze ed era una donna molto sensuale. Come facevo a parlare davanti a tante “nonnine”?
Iniziai a parlare della forza d’animo di Zannuta. Della volontà di essere madre di Zannuta.
Fabio intanto sceglieva le letture…
La prima: una scena di sesso.
La seconda: una scena di violenza sessuale.
La terza…
Fabio inizia a parlare:
“Perché Zannuta è calore, vigore, sensualità, carnalità… sesso all’ennesima potenza”
“Fabio…” gli dissi sottovoce…”Hai visto quanti anni hanno? Non possiamo parlare di certe cose a loro!”
“Diamo a queste nonnine un motivo per comperare questo libro!” rispose.
E devo ammettere che quel giorno vendetti tantissime copie del mio libro… proibito.

Sul forum, io, Marina Lenti, Chiara Segré, Livia Rocchi, Isabella Giomi e Cristiana Pivari spesso ci mettevamo a parlottare di cose che esulavano la scrittura. Una delle regole estreme del FIAE era che non si doveva parlare di politica o di religione, perché non volevamo litigi e soprattutto, ci si voleva bene e ci si stimava indipendentemente dalle opinioni a riguardo. Ma capitava che noi donne ci si mettesse a blaterare e a parlottare di inezie e scemenze femminili.
“Donne, smettetela di fare le galline e riprendete a parlare di scrittura” intervenne un giorno a gamba tesa Fabio.
Ci offendemmo. Ci aveva chiamate galline. Ma poi ci rendemmo conto che le galline erano tutt’altro che animali stupidi. E a noi le galline piacevano tanto.

Chiara, Livia, Marina, Francesca e Sara e io aprimmo una mailing list di supporto e scambio informazioni e aiuto a livello di scrittura, editoria e pubblicazione e l’abbiamo chiamata “coccodé list”. E noi ci chiamiamo “cocche”. Questo grazie a un commento di Fabio sul forum FIAE.

Ultimamente ci eravamo persi un po’ di vista.
Mi prendeva in giro per la mia ossessione per Mika.
Quando andai a Milano, seppe che ero in fila dalle 11:00 del mattino a Via Mecenate e scrisse su Facebook che quasi quasi sarebbe passato di lì a salutarmi e prendermi un po’ in giro per questa mia follia. Non lo ha fatto. Mi è sempre dispiaciuto non l’abbia fatto.

Guardavo le foto di Cuba, sul suo facebook, in questi giorni. Era allegro. Sorrideva. Correva con i cani randagi. Ero felice di vederlo così felice.

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Ieri mattina la terribile notizia.
Mi è venuto a mancare una colonna portante di questo mio mondo, di questa mia vita parallela che vivo sul web, ma che, come ha sempre detto Marianna De Lellis, non è assolutamente meno vera di quella reale e quotidiana. Fabio è stato ispirazione, istigazione, stimolo, sostegno.
Gli volevo molto bene.
Non gliel’ho mai detto forse, ma lui non aveva bisogno di sentirselo dire.
Quando litigammo per il finale di Dodicidio, che io volevo assolutamente scrivesse lui, lo sgridai tanto, mi arrabbiai moltissimo, ma alla fine, in qualche modo, gli feci capire che a lui ci tenevo, volevo che l’opera che aveva ideato, creato e ispirato alla scrittura di ben 12 autori ricevesse l’input del suo incipit e del capitolo finale.
Lui testardo si rifiutò.
O il finale si pubblicava come diceva lui – e all’editore non piaceva – oppure niente, non lo avrebbe riscritto.

Adesso son qui che ricordo, cerco vecchie foto in un album digitale e piango.
Non riesco a riprendermi.
Non ho voglia di niente.
Faccio cose, ma in automatico.
Penso alla moglie, l’amore della sua vita, al figlio con il quale scherzava su facebook e nelle cui conversazioni mi intromettevo a volte facendo la parte della mamma saputella…

La cosa brutta di internet è che instauri rapporti di amicizia forti e solidi con alcune persone. Ma quando succedono cose come queste, ti ritrovi a piangere da sola. Chi ti vive accanto, di loro non sa nulla, e di loro non puoi parlare. Sei solo nella tristezza dell’abbandono.
E dopo i messaggi di cordoglio e solidarietà, gli amici riprendono a postare foto di gattini e meme divertenti.
Mentre io non riesco ad aprire Internet senza smettere di piangere.

Ok, lo so.
Se Fabio fosse qui direbbe:
“smettila di frignare e riprendi a scrivere!”

Chiedo scusa per gli errori di ortografia e grammatica.
Digitare con le lacrime agli occhi che offuscano la vista non è facile.
Ciao Fabio.
Come ho detto a tua moglie ieri: Tu Sei. Non Eri. Sei. E sarai sempre.

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Informazioni su amnerisdicesare

italiana nata a Sao Paulo del Brasile, vive a Bologna. Sposata a un medico calabrese, mamma e moglie a tempo pieno, collabora come free-lance per riviste femminili. Dal 2005 gestisce il F.I.A.E. – Forum Indipendente Autori Emergenti http://fiaeforum.freeforumzone.leonardo.it, insieme gruppo e laboratorio di editing autogestito per scrittori emergenti. Ha pubblicato il saggio “Mamma non mamma: la sfida di essere madri nel mondo di Harry Potter” nell’antologia benefica Potterologia: dieci as-saggi dell’universo di J.K. Rowling (CameloZampa Editore 2011); un suo racconto, intitolato “Zanna” è presente nell’antologia di racconti animalisti “Code di Stampa” (La Gru Edizioni 2011); ha pubblicato nel 2012 il suo romanzo d’esordio, Nient’altro che amare (Edizioni CentoAutori), vincitore del Premio Letterario Mondoscrittura, e nel 2013 ha partecipato al progetto di scolastica coordinato da Manuela Salvi “Prossima fermata… Italia!” (Onda Editore) scrivendo il capitolo dedicato alla regione Calabria. Ha curato l’antologia benefica “Dodicidio” per il progetto POP di La Gru Edizioni scrivendo il capitolo “Febbraio” (2013) e ha vinto il “Concorso Cercasi Jane” indetto dalla Domino Edizioni con la quale il 1 settembre 2013 è uscito il suo romanzo “Sirena all’orizzonte” secondo classificato al Premio Letterario Magiche rose 2014 di Fiuggi. A giugno 2014 invece è uscito Mira dritto al cuore per i tipi della Runa Editrice, mentre un secondo saggio sulle figure materne nella saga di Harry Potter dal titolo “Mamma non mamma: le madri minori nel mondo di Harry Potter” uscirà a gennaio sempre con Runa Editrice. Collabora con il portale di informazione online Rete-News.it (www.rete-news.it) scrivendo articoli di cronaca, costume e musica e con la rivista letteraria digitale e online Inkroci (www.inkroci.it ) in qualità di traduttrice.

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