SIRENA ALL’ORIZZONTE: UNA RECENSIONE DA TOGLIERTI IL FIATO

12143246_10208031146006921_7134391550611206965_n

 


Oggi recensisco “Sirena all’orizzonte” di Amneris Di Cesare :

Avete voglia di un bel romanzo romantico che parli d’amore ma senza essere eccessivamente smielato facendovi rischiare il diabete? Una cosa del tipo: “La mia non è proprio fame ma è più voglia di qualcosa di buono” ?
Eccomi qui! Oggi sarò il vostro Ambrogio! Emoticon wink
E sul vassoio d’argento vi servo una vera e propria delizia, testata e gustata da me in primis (e mica vi posso dare cose scadenti?).
L’ho “assaggiato” per voi e vi dico che, sì, è roba buona davvero. Un piccolo grande momento di piacere che vale la pena assaporare.
Come al solito, io qualche premessina la devo sempre fare.
Su questo romanzo ne ho ben due:

1) mi sono imbattuta in questo libro per puro caso. Come qualcuno di voi già sa, qualche settimana fa sono stata alla Fiera dell’Editoria Indipendente a Farfa (RI) nella quale molte case editrici esponevano le opere da loro pubblicate. Io mi sono trovata proprio quando, presso lo stand della Casa Editrice Amarganta, stavano presentando questo libro. Ne sono stata attratta subito. Mi sono seduta praticamente a terra e sotto al sole cocente pur di ascoltare le parole dell’autrice. Le letture dei brani estratti dal romanzo mi hanno catturata immediatamente, sin dalle prime parole. Ovviamente l’ho acquistato in loco. Non potevo tornarmene a casa senza quel libro;

2) ci tengo a precisare che Amarganta non mi paga per farle pubblicità. Ma qualcuno di voi potrebbe chiedersi com’é che nel giro di un mese io abbia recensito ben tre delle opere che questa giovane casa editrice ha pubblicato. Beh, non è colpa mia se Amarganta ha un catalogo da urlo! E’ nata da poco ma è partita come un treno. C’é davvero l’imbarazzo della scelta e la selezione delle pubblicazioni è così eccellente che non si può non acquistarle e leggerle tutte (cosa che piano piano farò).

Detto ciò, veniamo al romanzo e partiamo come sempre dall’accattivante copertina lucida che raffigura una donna con le braccia sollevate verso il cielo in chiaro segno di libertà e illuminata appena dalle ombre del tramonto. Una donna libera che si lascia accarezzare dal mare. Presumibilmente una vera sirena, come lo siamo un po’ tutte noi donne.

Il plot: prendi tre amici (Marco, Federico e Gaetano). Prendi un’estate caldissima e piena di promesse. Prendi una macchina con cui fuggire via e una località calabrese dal mare cristallino e dalla sabbia profumata. Infine aggiungici l’incontro con Cecilia, una donna tanto bella quanto misteriosa che sarà l’oggetto del desiderio dei tre amici ma che saprà anche fornire loro la chiave per imparare a leggersi dentro e riuscire a trovare risposte a troppe domande lasciate in sospeso.
Diciamo che il protagonista principale é Marco ma la storia riguarda un po’ anche tutti gli altri. E’ un’intreccio di vite e di esperienze. L’amore è il muro maetro di tutto.
Innanzitutto questa storia è ambientata negli anni ’80 e stiamo parlando di una gioventù di trent’anni fa, molto diversa da quella attuale e, ahimè, forse anche migliore. Niente cellulari ma cabine telefoniche. Niente whatsapp ma DIALOGO…un dialogo vero tra le persone. Niente vacanze extralusso per far schiattare di invidia gli amici ma solo allegri falò in spiaggia con quattro lire in tasca ma tanta voglia di vivere. Baci rubati che fanno battere il cuore e tremare d’emozione. Mi ha ricordato tanto “Sapore di mare”.
Ognuno di questi ragazzi è stato innamorato. E non ne é uscito bene dall’incontro di boxe contro il proprio cuore. L’amore spesso è cattivo: delude, offende, confonde, calpesta i tuoi sogni. Ti taglia il cuore come un coltello e poi se ne va, ti lascia così a sanguinare. E la cicatrice ti resta dentro.
L’amore a volte non vuole essere salvato sebbene tu ci provi con tutto te stesso, come è successo a Marco.
L’amore a volte non è corrisposto, come invece è successo a Federico.
Ancora, l’amore alle volte fa scelte sbagliate e nel tentativo di proteggere chi amiamo non facciamo altro che danneggiare irrimediabilmente l’altra persona, come nel caso di Gaetano.
Infine, l’amore non sempre accarezza, non sempre bacia. L’amore colpisce in faccia nel vero senso del termine. Si trasforma e diventa violenza fisica. Diventa un pugno, un livido, un calcio nei fianchi mentre sei a terra e ne hai già avuti centomila. E tu diventi vittima e lui il tuo carnefice…com’è successo a Cecilia e come succede purtroppo a tantissime donne.
E’ interessante come il tema della violenza sulle donne sia, in questo romanzo, affrontato in modo così diretto, quasi spietato. Avete presente quando si usano poche parole ma buone? Di quelle precise, dense di significato, che ti mettono davanti agli occhi la scena e la situazione in modo crudo e reale? Ecco, questo è l’uso eccellente che l’Autrice fa delle parole per descrivere non solo questo tipo di situazione ma anche tutte le altre.
Insomma, al principio era un’estate in cui l’unico obiettivo doveva essere quello di divertirsi senza freni e senza regole. Ma l’estate finisce…solo che stavolta il mare non porta via nulla, anzi deposita sul bagnasciuga qualcosa di importante per tutti i protagonisti di questa storia, un qualcosa che ognuno di loro si riporterà a casa, quando tutti riprenderanno la propria vita di sempre.
E quindi? Cosa succederà?
L’interesse condiviso dei tre amici nei confronti della “sirena” Cecilia comprometterà la loro amicizia?
E Cecilia cosa deciderà? Sceglierà? Se sì, CHI sceglierà?
Leggete il romanzo e lo scoprirete.

Amneris Di Cesare, autrice del libro, è una scatola magica dalla quale non sai mai cosa ne verrà fuori. Ti sorprende, ti lascia col fiato sospeso, non è mai banale e guai a darla per scontata! L’ho conosciuta, l’ho ascoltata e, mentre parlava, mi dicevo: “Questa donna ha un non so che di….” . In quel momento non ho saputo completare la frase. So solo che ne ero affascinata, ammaliata!
La sua arguzia, l’intelligenza, l’impeccabile capacità di comunicare…ecco, l’autrice inserisce tutte queste sue qualità nelle sue opere rendendole davvero uniche nel loro genere.
Quando le è stato chiesto in quale delle donne presenti nel romanzo lei si indentificasse di più, lei ha risposto senza esitare: “No. Io sono la Sirena”. E oggi posso completare quella mia frase lasciata a metà e dire con certezza che, sì, lei è davvero la Sirena, quella che ti rapisce, che in un primo momento ti confonde ma che poi ti mette davanti cose che nemmeno immaginavi di conoscere, di sentire o di provare.
Insomma, un’autrice eccellente il cui stile denso e penetrante mi piace davvero tanto.

Ergo: il mio voto su “Sirena all’orizzonte” ?
Indubbiamente 5 stelle piene piene!
Da leggere per sognare e innamorarsi ma senza perdere di vista la realtà della vita vera.

“Sirena all’orizzonte” di Amneris Di Cesare.
Edizioni Amarganta, collana Narrativa.
Prezzo di copertina: € 12,00 per il cartaceo e € 2,49 per la versione e-book.

Annunci

L’ESEMPIO CHE MI RAPPRESENTA

Essere donne non è affatto facile.
Essere donne corrette, lo è ancora meno.
Perché provare rivalità, invidia e risentimento o disapprovazione sfrenata e carica di sarcasmo, chissà, forse fa proprio parte della nostra natura; fatto sta, che bisogna lavorarci molto, su quel noi stesse che ci impedisce di essere solidali e “compagnone” come spesso vedi essere e fare agli uomini.
Io non ho visto la Tatangelo e la sua fotografia.
Lei ha fatto un gesto per le donne, e, pur non avendo tanto in simpatia la persona, non la critico per aver dato la propria immagine alla causa della prevenzione sul cancro al seno.
Ha le tette rifatte e per puro scopo estetico? E allora?
Perché una donna (o un uomo) non può decidere di ricorrere alla chirurgia estetica per ritoccare qualcosa che non la fa star bene con il proprio corpo?
Perché questo voler sempre e comunque demonizzare qualunque gesto o intenzione?
Non reputo la Tatangelo un testimonial che mi rappresenti, però. Questo lo posso affermare. Non per via delle tette rifatte, semplicemente perché, fortuna sua, non sa non può sapere cosa significa avere una spada di damocle sulla testa.
Una testimonial che mi rappresenti è lei, Simona Liubicich, donna dalla forza e dal coraggio oserei dire quasi disumano.
Ecco, se io dovessi prendere esempio e fare mente locale al problema del tumore al seno, lo farei partendo dalla sua coraggiosa esperienza e del suo accettare di mettersi a nudo, in tutti i sensi.

11997295_995776817111135_1967793474_n
http://logokrisia.com/…/il-mio-maledetto-compagno-di-simona…


E grazie, Simona, perché quando ho letto questa tua testimonianza, è stato come un pugno allo stomaco ed è servito molto più di mille campagne di sensibilizzazione, o post cretini e ambigui su Facebook su dove appoggio la borsa quando entro in casa e altre amenità varie.
Grazie.
Essere donne non è facile.
Lavorare sull’invidia e sulla volontà di darci sempre contro è molto di più difficile.
Mentre sarebbe così semplice far risaltare il bello e il cazzuto di cui siamo dotate.