INTERVISTA A LES FLANEURS – CASA EDITRICE CARTACEO E DIGITALE

Giornata fervente di attività narrativo-letterario-editoriali, questo lunedi. Un’altra intervista mia, a Les Flaneurs edizioni. Perché a me interessa tutto ciò che gravita attorno ai libri e alla scrittura.

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La teoria dello strofinaccio e del femminismo rosa

Quanta verità c’è in queste parole.
Il senso di colpa dell’esser “senza far niente” – come se tradurre, scrivere saggi e romanzi, valutare manoscritti, far pubblicare libri ad autori promettenti, e programmare interviste ad altri che scrivono e che ne sanno più di te possa considerarsi “non far nulla” – è sempre presente nella testa, specialmente di una donna.
Combatto contro questo senso di colpa ogni giorno.

Rosapercaso

Foto InvernoDreaming (CC) Foto InvernoDreaming (CC)

Mia nonna era una giornalista e uno spirito libero e indipendente come ce n’erano pochi, ai suoi tempi, fra le donne. Viaggiava, se l’è sempre cavata da sola, teneva un taccuino su cui annotava scrupolosamente tutti gli hotel in cui andava per lavoro, con l’intenzione un giorno di tirarne fuori un libro. Mi ha insegnato molto, ma siccome la memoria è ingrata e spesso anche un po’ stronza, l’insegnamento più tenace che mi ha lasciato, quello che mi è entrato sottopelle mentre la vedevo preparare la valigia fra un viaggio e l’altro, è stata una frase che mi disse a dieci anni: «Quando tuo nonno stava per tornare a casa, tenevo sempre uno strofinaccio vicino alla porta. Mai farsi trovare senza far niente da tuo marito». Ricordo che lo disse con un sorriso complice e malizioso, di quelli che ti tolgono di dosso subito almeno vent’anni.

Mia nonna…

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SUL ROMANCE: UNDICI DOMANDE A MARIANGELA CAMOCARDI

Mariangela_Camocardi_Logokrisia-900x597Mariangela Camocardi ha pubblicato circa 50  tra romanzi e racconti   Ama spaziare tra generi molto diversi, con una predilezione per lo storico. Ha scritto storie horror, women’s fiction, steampunk, favole e commedia romantica. Tra i titoli più apprezzati Tempesta d’amore, Sogni di vetro, Il talismano della dea, La vita che ho sognato, Lo scorpione d’oro, Ciribalà, Un segreto tra noi, Nessuna più. Quest’ultimo libro è un’antologia contro il femminicidio edita da Elliot il cui ricavato è stato interamente devoluto al Telefono Rosa per aiutare le donne vittime di violenza. L’autrice è stata anche direttore della rivista Romance Magazine. È una delle socie fondatrici di EWWA

Com’è nata questa passione e/o determinazione a scrivere?Certi input li abbiamo dentro e se siamo così fortunati da capire i segnali, a un certo punto si manifestano, belli pronti per essere realizzati, se ne abbiamo la forza e la volontà. Molti rinunciano  perché non sono disposti a fare i sacrifici che ogni scelta impone. Ma gli input bisogna ascoltarli: funzionano esattamente come i sogni.

Romance” o “rosa”. Perché “rosa” e non un altro genere? Il Romance si muove quasi sempre in uno sfondo12079114_10205041138529886_2968840609439669099_n storico che mi è congeniale, per cui il primo romanzo è nato dal  nostro Risorgimento. Amo particolarmente questo periodo a dir poco esaltante vissuto dall’Italia e dai suoi patrioti. Il rosa coincide con il mio cuore romantico: ho un debole per  le belle storie d’amore. Mi piace scrivere anche altri generi e credo di avere una spiccata tendenza per l’horror.

Il genere “rosa” è quello che in campo editoriale vende di più e quello che suscita più pregiudizi: perché secondo lei? Perché si generalizza senza voler approfondire il successo costante e planetario della letteratura femminile: si coniuga il rosa con la narrativa scadente. Discriminare è molto più facile che rivalutare un genere che non conosce crisi.

Quali sono le scrittrici/gli scrittori rosa italiane/i più importanti, attualmente, sulla scena editoriale secondo lei? Ce ne sono diverse e citarle  tutte non solo richiederebbe un elenco dettagliato , ma rischierei di omettere qualche nome e preferisco non farmi dei nemici.

E quali le/gli scrittrici/scrittori stranieri? Anche in questo caso  la lista sarebbe cospicua e alle lettrici di romance non serve un promemoria in proposito.

Romance: le regole per scrivere un buon libro “rosa”. Cosa funziona in un romanzo di genere12087823_10205041130529686_2406269726641638477_o “romance”? Non ne servono molte: due protagonisti carismatici, degli antagonisti alla loro altezza,  un  conflitto a prova di lettore, qualche bel colpo di scena e, naturalmente, il lieto fine.

Cosa cerca un lettore in un romanzo rosa? L’evasione dalla realtà  e storie capace di far  sognare già dall’incipit.

Le idee, lei, come le trova? A dire la verità ovunque:  la vita offre spunti a bizzeffe e bisogna allenare la mente, gli occhi e le orecchie a capire cosa vale la pena di raccontare di tutto il “materiale” che abbiamo a disposizione. È come scegliere una buona lettura sulle bancarelle dei libri usati.

Le regole sono fatte per essere trasgredite. E’ d’accordo? E’ possibile trasgredire alle regole del “romance”? Naturalmente sì, ma occorre farlo con estrema abilità. Le lettrici sono parecchio esigenti e selettive e apprezzano poco certi minestroni insapori che abbiamo letto.

Dove va il romance? Cosa ne pensa della “deriva” LGBT e MM? Mah, senza mancare di riguardo a nessuno a me queste derive per ora entusiasmano poco, ma sono sempre aperta alle novità e mi limito al mai dire mai.

Un consiglio a chi vorrebbe scrivere “romance”? Curare soprattutto la qualità del testo e rileggere fino all’estenuazione ciò che si è scritto. Mi sono capitati sotto il naso errori grammaticali che la mia maestra delle elementari avrebbe sottolineato con la matita rossa e un brutto voto.  E ripassare i modi verbali prima di scrivere obbrobri che vanno a danno della storia che abbiamo firmato.