LE MIE INTERVISTE PER BABETTE BROWN: ADELE VIERI CASTELLANO

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Prima domanda di rito: perché scrivere? Come è nata questa “necessità” e quando? Questo bisogno di mettere sulla carta i miei pensieri risale a tanto tempo fa, non mi ricordo neppure quando. So che ero molto piccola, forse in terza elementare; da allora l’esigenza di scrivere è sempre stata pressante, irrinunciabile. Metti in conto che sono anche un’inguaribile romantica, che adoro la storia antica e la storia in generale. Il risultato è un mix pericoloso.

Come scrivi? Penna e carta, moleskine sempre dietro e appunti al volo, oppure rigorosamente tutto a video, computer portatile, ipad, iphone? Portatile, fedelissimo portatile, e varie agendine tascabili, da mettere in borsa, dove annotare le idee, perché quelle sfuggono velocemente e quando arrivano bisogna subito trascriverle sulla carta.

C’è un momento particolare nella giornata in cui prediligi scrivere i tuoi romanzi? Di solito nel pomeriggio, o la notte.

Che cosa significa per te scrivere? Scrivere è sognare, innanzi tutto. Tutto il resto viene dopo.

Ami quello che scrivi, sempre, dopo che lo hai scritto? A volte non lo riconosco neppure ma in genere sì, mi piace perché sono riuscita a mettere sulla carta i miei sogni, i deliri, scorci di storie che prima erano solo nella mia mente e che, da quel momento in poi, saranno anche di altri.

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SUL ROMANCE: DIECI DOMANDE A CASSANDRA ROCCA

12168886_859669070807316_1512597455_oCassandra Rocca nasce come autrice self-publishing nel dicembre 2012. Il suo romanzo scala le classifiche di Amazon, attirando l’attenzione di diverse case editrici e, dopo meno di due mesi, l’autrice firma il contratto con la Newton Compton. Il 7 novembre 2013 esce ufficialmente in libreria “Tutta colpa di New York”, primo romanzo di una trologia ambientata nell’omonima città. Seguono “Una notte d’amore a New York” (5 giugno 2014) e “Mi sposo a New York” (6 novembre 2014), correlati da due novelle solo digitali: “In amore tutto può succedere” (3 aprile 2014) e “Tutta colpa della gelosia” (11 settembre 2014). Un suo racconto si può trovare all’interno dell’antologia “Baci D’estate”, sempre per la Newton Compton (19 giugno 2014).

12165835_859668747474015_529055185_nPerché scrivere “rosa”? Com’è nata questa passione e/o determinazione a scrivere “romance” o “rosa”. Perché “rosa” e non un altro genere? Ho iniziato a leggere romance da ragazzina, e da lì a scriverne uno il passo è stato breve. Mi riesce meglio parlare di sentimenti che inventare mondi di fantasia o parlare di crimini, ma non penso ci sia un motivo specifico. Forse sono semplicemente molto romantica.

Il genere “rosa” è quello che in campo editoriale vende di più e quello che suscita più pregiudizi: perché secondo lei? Credo che l’amore stia alla base di tutto. Veniamo al mondo grazie all’amore, viviamo cercandolo, non ci sentiamo mai del tutto felici senza la consapevolezza di essere amati, come figli, come amici oltre che dalla persona che scegliamo di avere accanto. Questo rende il romance un genere  intramontabile, ma purtroppo il pregiudizio vuole che sia considerato una cosa da “ragazzine”, da femminucce che vogliono ancora credere nelle favole, e dunque privo di spessore psicologico. Inutile dire che non è affato così e che in molti romanzi rosa si cela 12166237_859668837474006_702288389_nun significato morale anche profondo.

Quali sono le scrittrici/gli scrittori rosa italiane/i più importanti, attualmente, sulla scena editoriale secondo lei? Sono troppe per poterle elencare tutte, anche considerando i vari sottogeneri in cui si inserirscono. Le prime che mi vengono in mente sono Sveva Casati Modignani, Margaret Mazzantini, Mariangela Camocardi, Maria Masella, o le più recenti Anna Premoli, Sara Rattaro, Federica Bosco…

E quali le/gli scrittrici/scrittori stranieri? Nora Roberts, Susan Elizabeth Phillips, Lisa Kleypas, Sophie Kinsella… e questo solo parlando di romance contemporaneo. Ci sono poi tutti i sottogeneri del caso (storico, paranormal, erotico) e la lista si allunga ulteriormente.

Romance: le regole per scrivere un buon libro “rosa”. Cosa funziona in un romanzo di genere “romance”?  Il romance ha, come ogni genere, un suo schema ben preciso, che in questo caso somiglia molto alla fiaba. C’è una lei in cui la lettrice può identificarsi, un lui che rispecchia il sogno di ogni donna, un antagonista o comunque un elemento di disturbo che renda inizialmente difficile il loro rapporto, e naturalmente il lieto fine. È una struttura semplice, che si basa principalmente sull’amore; può essere contornata da argomenti come la storia, la politica e altre tematiche più o meno complesse, ma nessuna di esse deve prevalere sul lato romantico.

Cosa cerca un lettore in un romanzo rosa? Credo cerchi l’evasione, l’emozione, la favola. Quella dose di buoni sentimenti e sensazioni positive  che lasciano un sorriso e suscitano il batticuore, e che ti permettono di alleggerire per qualche ora la vita di tutti i giorni che, si sa, non è sempre facile.

Le idee, lei, come le trova? Sono loro che trovano me. Nella mia mente si accendono continui flash, spuntano12166515_859668917473998_90364013_n personaggi e storie diverse e io non posso fare a meno di metterle nero su bianco.

Le regole sono fatte per essere trasgredite. E’ d’accordo? E’ possibile trasgredire alle regole del “romance”?  No. Come un giallo non può terminare senza svelare l’assassino, un romance non si può concludere senza il classico “happy ending”.

Dove va il romance? Cosa ne pensa della “deriva” LGBT e MM? Penso che il romance si stia allineando con i tempi moderni e che stia andando incontro ai gusti di tutti, ampliando i propri orizzonti. Come per tutte le novità, ci vuole del tempo per acquisire lettori, ma ho sentito pareri già molto positivi al riguardo. Personalmente non mi sono ancora cimentata in questo genere di letture, ma non escludo di provarle.

Un consiglio a chi vorrebbe scrivere “romance”? Il romance è emozione e sentimento, perciò posso solo consigliare agli autori di scrivere storie che emozionino loro per primi, cosicché queste possano toccare il cuore di chi le leggerà.