L’INSOSTENIBILE PROFONDITA’ DI UNA SCRITTURA LIEVE

Immagine e Url presi da google images

E poi, un giorno, un post su Facebook attira la tua attenzione. E’ di Barbara Cinelli, patron di Triskell Edizioni. Ho imparato, in questo breve periodo di tempo a considerare le opinioni di lettura e di scelta editoriale di questa casa editrice molto attendibili e valide. Se pubblicano un libro, quel libro difficilmente sarà una sòla. Se decidono di tradurre qualcosa, quel qualcosa son sicura varrà la pena leggerlo. Per cui, quando leggo che proprio lei, Barbara, ha appena terminato di tradurre un libro e che le è rimasto dentro qualcosa di profondo e sconvolgente al tempo stesso, i miei sensi si fanno acuti. Ho voglia di leggere un bel libro. Di quelli che ti lascino dentro un sentimento di stupore e malincuore allo stesso tempo. Le chiedo il titolo, in inglese, perché ormai, ultimamente, leggo solo in lingua inglese. Non è per snobismo, ma potendo andare direttamente alla fonte e all’origine di un testo perché non farlo?

Barbara mi dice il titolo e io vado su Amazon a cercarlo. Lo scarico. Inizio a leggerlo. E il mondo – ne sono sicura – non sarà mai più come prima. Soprattutto il mondo degli MM, quei romanzi scritti da donne, in genere letti da donne, che hanno come base una storia d’amore tra due protagonisti di sesso maschile. E’ il fenomeno del momento, ho iniziato a leggerli per documentarmi su un particolare capitolo del mio manuale impubblicabile, ho continuato a leggerli perché alcuni hanno trame davvero interessanti.

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Il libro è questo, la trama la trovate su Goodreads. Hidden Away, di J.W. Kilhey. La storia è quella che riguarda due uomini, John Oakes, ex-militare delle forze armate americane impegnate a liberare l’Europa dal giogo del Nazismo alla fine della II Guerra mondiale, che ha ancora dentro di sé, irrisolti, i troppi sanguinosi ed efferati delitti commessi dal Reich e a cui ha assistito in prima persona, avendo liberato il campo di sterminio di Dachau, e Kurt Fournier, ex-deportato a Mauthausen, “ospite” della sezione dei triangoli rosa, quella più brutale e crudele, destinata agli omosessuali.

Il romanzo, narrato in prima persona dai due protagonisti in un’alternarsi di POV, è sconvolgente e crudo, profondo e delicatissimo, un libro che non dovrebbe essere ingabbiato nelle categorie che in genere le case editrici danno a questo tipo di storie, perché è un libro che va oltre il Male/Male, va oltre il LGBTQ, e dovrebbe spaziare ed essere letto da un pubblico di maggior ampia definizione.

Lo stile è asciutto, sincero, nessun autocompiacimento, solo la cruda e nuda versione dei fatti, e una soffusa delicatissima malinconia, lo struggente allungarsi verso quella che è, forse, la più bella storia d’amore mai scritta, la storia tra Kurt, promettente pianista succube di uno zio crudele e rigido, e Peter, violinista eclettico, entusiasta della vita e dell’amore, e che parte da una Vienna apparentemente libera e vivace ma che nasconde segreti e che già annusa le prime avvisaglie di quelle che saranno le persecuzioni del secolo, che ignora volutamente ma che già condanna l’omosessualità, e finisce nel campo di sterminio, tra stenti, violenze e sogni di libertà spezzati.

“I remember those days in Germany and Austria as well. People were allowed to be who they were; to express it openly. Those days didn’t last forever, and it’s foolish not to protect yourself. It happened there, it will happen here.”

“History will forget about us” Kurt twists his scar, face red, voice unyielding. […] “it already has. I look at the books in your university library. Already, there are hundreds on conflicts with the Nazis but none is about the homosexuals. Not one is about the history of us. We’re already forgotten because society does not wish to confront something they don’t understand – something they choose not to understand. It’s easier to push it down, control it, and kill it.”

E la devastante tristezza in queste parole, la consapevolezza che ciò che dice è vero: non sapevo nulla, prima di aver letto questo libro, dei triangoli rosa. E non me ne ero posta il problema. La storia per anni ha più o meno volutamente dimenticato, più o meno taciuto ciò che non è riuscita a comprendere, ciò che ha deciso di non comprendere.

Un libro che fa riflettere, che insegna qualcosa in più, che è riduttivo chiamarlo solo MM/LGBTQ. Barbara Cinelli ha finito di tradurlo, uscirà in italiano per la Triskell il 27 gennaio prossimo. Giorno della memoria. Stay tuned.

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Informazioni su amnerisdicesare

italiana nata a Sao Paulo del Brasile, vive a Bologna. Sposata a un medico calabrese, mamma e moglie a tempo pieno, collabora come free-lance per riviste femminili. Dal 2005 gestisce il F.I.A.E. – Forum Indipendente Autori Emergenti http://fiaeforum.freeforumzone.leonardo.it, insieme gruppo e laboratorio di editing autogestito per scrittori emergenti. Ha pubblicato il saggio “Mamma non mamma: la sfida di essere madri nel mondo di Harry Potter” nell’antologia benefica Potterologia: dieci as-saggi dell’universo di J.K. Rowling (CameloZampa Editore 2011); un suo racconto, intitolato “Zanna” è presente nell’antologia di racconti animalisti “Code di Stampa” (La Gru Edizioni 2011); ha pubblicato nel 2012 il suo romanzo d’esordio, Nient’altro che amare (Edizioni CentoAutori), vincitore del Premio Letterario Mondoscrittura, e nel 2013 ha partecipato al progetto di scolastica coordinato da Manuela Salvi “Prossima fermata… Italia!” (Onda Editore) scrivendo il capitolo dedicato alla regione Calabria. Ha curato l’antologia benefica “Dodicidio” per il progetto POP di La Gru Edizioni scrivendo il capitolo “Febbraio” (2013) e ha vinto il “Concorso Cercasi Jane” indetto dalla Domino Edizioni con la quale il 1 settembre 2013 è uscito il suo romanzo “Sirena all’orizzonte” secondo classificato al Premio Letterario Magiche rose 2014 di Fiuggi. A giugno 2014 invece è uscito Mira dritto al cuore per i tipi della Runa Editrice, mentre un secondo saggio sulle figure materne nella saga di Harry Potter dal titolo “Mamma non mamma: le madri minori nel mondo di Harry Potter” uscirà a gennaio sempre con Runa Editrice. Collabora con il portale di informazione online Rete-News.it (www.rete-news.it) scrivendo articoli di cronaca, costume e musica e con la rivista letteraria digitale e online Inkroci (www.inkroci.it ) in qualità di traduttrice.

3 thoughts on “L’INSOSTENIBILE PROFONDITA’ DI UNA SCRITTURA LIEVE

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