UN CAVALIERE UN PO’ MENESTRELLO UN PO’ GIULLARE: FABRIZIO COLONNA

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Quando si affacciò sul forum Fiae, Fabrizio Colonna fu tartassato pochissimo prima di essere ammesso. Si sa, noi i nuovi iscritti li torchiavamo per benino, li si faceva aspettare un po’, si cercava di spremerli in modo che desiderassero sul serio partecipare al nostro convivio. Fabrizio no, perché da subito dimostrò quello che sarebbe stato e che è: una persona con grande fantasia, ilarità e delicatezza. Da quel 22/10/2012, Fabrizio Colonna è parte integrante di FIAE (o quel che ne resta) e un caro amico, oltre che aver dimostrato di saper essere un bravo autore.

Del resto da me ha ricevuto fin troppe stroncature per non sapere che difficilmente io faccio un complimento, e quando lo faccio è perché son realmente convinta che quel complimento uno se lo meriti. E Fabrizio se lo merita. Il suo primo romanzo, Cavalier Buffone, è un concentrato di immaginazione, creatività, comicità e poesia. E quest’intervista rilasciata a me per Babette Brown lo fa conoscere un po’ di più a tutti.

Prima domanda di rito: perché scrivere? Come è nata questa “necessità” e quando? Iniziai alle elementari, appena imparato a scrivere. Avevo l’enorme necessità di trasporre in racconti tutto ciò che immaginavo giocando o addirittura di creare fanfiction basandomi sui libri letti o sui cartoni animati. Era davvero un’esigenza, dovevo assolutamente ‘esportare’ le mie fantasie sulla carta.

Come scrivi? Penna e carta, moleskine sempre dietro e appunti al volo, oppure rigorosamente tutto a video, computer portatile, ipad, iphone? Avendo una pessima calligrafia, ho abbandonato l’uso di carta e penna non appena mio padre poté permettersi il mio primo personal computer (usato). Usavo i programmi di videoscrittura a scuola, quindi cominciare fu spontaneo, così come riscrivere tutto. L’uso di un computer mi ha permesso una maggiore cura del testo, inoltre ha reso più facile la condivisione. Provai anche con la macchina da scrivere, meccanica ed elettrica, ma nulla ha potuto più di un computer.

C’è un momento particolare nella giornata in cui prediligi scrivere i tuoi romanzi? Per la vita frenetica che faccio è difficile stabilire un momento in cui posso permettermi di avere delle preferenze di scrittura, quindi scrivo quando riesco, spesso ritagliandomi con la forza il tempo. Il lavoro che faccio, inoltre, influenza molto il mio tempo libero: vi sono dei giorni in cui non ho nemmeno il tempo di grattarmi, alternati ad altri in cui il tempo libero abbonda (anche troppo).

Il problema avviene quando ho l’ispirazione e non c’è il tempo di scrivere, così come l’opposto. Per mia fortuna batto la tastiera come un lampo e spesso e volentieri il testo è bello pronto nella mia testa: basta accendere le dita e tutto scivola nel documento, anche capitoli interi in meno di un’ora.

Che cosa significa per te scrivere? Vorrei poter dare una risposta altisonante o esistenziale, in realtà sarà piuttosto semplice: mi piacciono le storie, mi piace fantasticare e desidero condividere con gli altri tutto questo. Quello che da ragazzino era una necessità oggi è un’ambizione, ogni volta che elaboro una storia e mi preparo a scriverla leggo qualsiasi cosa sul genere e studio un linguaggio che possa servirmi a renderla comprensibile e, soprattutto, divertente. Scrivere diventa così un’attività come potrebbe essere l’obbiettivo di ottenere una cintura nera in una qualunque arte marziale, o una medaglia in atletica, o una coppa su qualche campo. Un sogno che però non si riduce al mero fantasticare, bensì a lavorare duro per realizzarlo.
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Informazioni su amnerisdicesare

italiana nata a Sao Paulo del Brasile, vive a Bologna. Sposata a un medico calabrese, mamma e moglie a tempo pieno, collabora come free-lance per riviste femminili. Dal 2005 gestisce il F.I.A.E. – Forum Indipendente Autori Emergenti http://fiaeforum.freeforumzone.leonardo.it, insieme gruppo e laboratorio di editing autogestito per scrittori emergenti. Ha pubblicato il saggio “Mamma non mamma: la sfida di essere madri nel mondo di Harry Potter” nell’antologia benefica Potterologia: dieci as-saggi dell’universo di J.K. Rowling (CameloZampa Editore 2011); un suo racconto, intitolato “Zanna” è presente nell’antologia di racconti animalisti “Code di Stampa” (La Gru Edizioni 2011); ha pubblicato nel 2012 il suo romanzo d’esordio, Nient’altro che amare (Edizioni CentoAutori), vincitore del Premio Letterario Mondoscrittura, e nel 2013 ha partecipato al progetto di scolastica coordinato da Manuela Salvi “Prossima fermata… Italia!” (Onda Editore) scrivendo il capitolo dedicato alla regione Calabria. Ha curato l’antologia benefica “Dodicidio” per il progetto POP di La Gru Edizioni scrivendo il capitolo “Febbraio” (2013) e ha vinto il “Concorso Cercasi Jane” indetto dalla Domino Edizioni con la quale il 1 settembre 2013 è uscito il suo romanzo “Sirena all’orizzonte” secondo classificato al Premio Letterario Magiche rose 2014 di Fiuggi. A giugno 2014 invece è uscito Mira dritto al cuore per i tipi della Runa Editrice, mentre un secondo saggio sulle figure materne nella saga di Harry Potter dal titolo “Mamma non mamma: le madri minori nel mondo di Harry Potter” uscirà a gennaio sempre con Runa Editrice. Collabora con il portale di informazione online Rete-News.it (www.rete-news.it) scrivendo articoli di cronaca, costume e musica e con la rivista letteraria digitale e online Inkroci (www.inkroci.it ) in qualità di traduttrice.

6 thoughts on “UN CAVALIERE UN PO’ MENESTRELLO UN PO’ GIULLARE: FABRIZIO COLONNA

    • In effetti, Dama, stavo valutando di scrivere un post esattamente su questo, su come il Kindle abbia per me cambiato usanze e abitudini di lettura. Anche io, come te, non riuscirei più a tornare indietro. Mi sa tanto che a breve scriverò qualcosa su questo…

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      • Lo stesso vale per me anche per quello, a parte che a scrivere a mano non ci penso nemmeno, ma nemmeno lontanamente, infatti ho il portatile sul comodino e se mi sveglio di notte con qualche idea uso quello. Per cosa riguarda il leggere poi non posso più tornare alla carta. Io leggo in media 200 libri l’anno, non ho più posto in casa e oltre tutto ora il pensiero di portarmi dietro il peso del libro vero non mi arride proprio

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    • Uffa! Non si può più fare una critica positiva a qualcuno che subito si deve correre ai ripari: scusa! scusa se ho scritto che scrivi bene, che sono meravigliata e in maniera positiva, di quanto sei maturato come autore in questo brevissimo lasso di tempo! Del fatto, però, che tu avessi una grande fantasia e creatività te l’ho sempre detto, fino all’inizio. All’epoca l’originalità delle tue storie non venivano sostenute dallo stile narrativo. Oggi sì. Hai imparato e molto in fretta. E questo non potevo non dirlo! 🙂

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