PINO SCACCIA: INTERVISTA PER BABETTE BROWN.IT

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La prendo un po’ alla larga: sei un giornalista e pertanto scrivere è il tuo mestiere. Un lavoro a tempo pieno, dunque; ma come è nata questa tua passione? Come hai scoperto di voler fare il giornalista e vivere di scrittura? Forse nella culla. So che è sempre stata la mia passione, fin da bambino. Alle elementari già mi ero inventato una specie di romanzo di fantascienza, illustrato oltretutto. Alle medie addirittura un giornalino: lo avevo chiamato ‘2000’ pensa un po’, come se fosse un traguardo lontanissimo. A 17 anni ho scritto il mio primo articolo per un giornale vero. Scrivevo di sport all’inizio: al primo appuntamento con il sogno attraversai Roma a piedi, una follia. Insomma, la voglia di raccontare me la porto davvero dietro da sempre. L’altro sogno, parallelo, era di viaggiare. Sono riuscito a farne di entrambi la mia vita, mi sento molto fortunato.

Quando scrivi, prendi appunti con la penna sul tuo “Moleskine”, strumento che nell’immaginario collettivo è una sorta di MUST per il giornalista d’assalto o ti sei lasciato pure tu “sedurre” dalla praticità della tecnologia e usi iPad o Notebook per scrivere? Assolutamente il Moleskin. Ne ho ancora conservati a decine, solo che sono scritti in fretta e dunque risultano incomprensibili, ma ognuno profuma di un viaggio. Il tablet l’ho regalato a mio figlio, non ci capisco niente. Però non sfuggo ai nuovi strumenti tecnologici: possono essere utili, se ben usati. Soprattutto per i libri.

Chiaramente essendo la tua professione, scrivere lo dovrai fare a tutte le ore del giorno o della notte, ma esiste un momento della giornata o della settimana in cui lo fai solo per te, per ciò che non vuoi/puoi scrivere nei tuoi articoli e che trovi particolarmente adatto all’ispirazione? Con l’età si cambia. L’ora migliore per scrivere per molti anni è stata la notte, adesso mi trovo meglio in tarda mattinata o al pomeriggio, quando sono più fresco: questione di metabolismo probabilmente. Ma qualcosa delle vecchie abitudini è rimasto: talvolta mi sveglio e prendo appunti dove posso.

Scrivere ti risulta sempre facile oppure anche a te, a volte, le parole, le frasi risultano difficili da formulare e/o soffri ogni tanto a scrivere ciò che scrivi e se sì, in quale circostanza? Nessuna difficoltà. Scrivo sempre con molta facilità e anche velocemente. Mi riesce in maniera naturale. Anche questa probabilmente è una fortuna.

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