Sull’apartheid sessuale e il presunto diritto eterosessuale di fare concessioni.

Meglio non avrei saputo dirlo.

La Stanza dei Libri di Arwen

Anche quest’anno si avvicina il Family Day al grido di “orgoglio Family” e “difendiamo i nostri figli”. Sì perchè siamo nel pieno della bufera per il ddl Cirinnà e la possibilità, sempre più concreta, che alle unioni omosessuali venga (finalmente) riconosciuto lo status di “famiglia” fa paura, quindi urge far sentire la propria indignata voce, il proprio grido d’allarme. Perché chi una famiglia già ce l’ha, inspiegabilmente, si sente minacciato.

E allora è venuta voglia anche a me, di far sentire la mia piccola voce.

Per cominciare mi dà già i brividi il fatto che una parte di popolazione, in possesso di certi diritti, ragioni e si chieda se “concederli” anche a un’altra parte. È una cosa che sa tanto di apartheid. Mi chiedo cosa dia il diritto a noi eterosessuali di concedere o negare diritti a chi ha un orientamento sessuale diverso dal nostro. Tutte le elucubrazioni di ordine…

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Informazioni su amnerisdicesare

italiana nata a Sao Paulo del Brasile, vive a Bologna. Sposata a un medico calabrese, mamma e moglie a tempo pieno, collabora come free-lance per riviste femminili. Dal 2005 gestisce il F.I.A.E. – Forum Indipendente Autori Emergenti http://fiaeforum.freeforumzone.leonardo.it, insieme gruppo e laboratorio di editing autogestito per scrittori emergenti. Ha pubblicato il saggio “Mamma non mamma: la sfida di essere madri nel mondo di Harry Potter” nell’antologia benefica Potterologia: dieci as-saggi dell’universo di J.K. Rowling (CameloZampa Editore 2011); un suo racconto, intitolato “Zanna” è presente nell’antologia di racconti animalisti “Code di Stampa” (La Gru Edizioni 2011); ha pubblicato nel 2012 il suo romanzo d’esordio, Nient’altro che amare (Edizioni CentoAutori), vincitore del Premio Letterario Mondoscrittura, e nel 2013 ha partecipato al progetto di scolastica coordinato da Manuela Salvi “Prossima fermata… Italia!” (Onda Editore) scrivendo il capitolo dedicato alla regione Calabria. Ha curato l’antologia benefica “Dodicidio” per il progetto POP di La Gru Edizioni scrivendo il capitolo “Febbraio” (2013) e ha vinto il “Concorso Cercasi Jane” indetto dalla Domino Edizioni con la quale il 1 settembre 2013 è uscito il suo romanzo “Sirena all’orizzonte” secondo classificato al Premio Letterario Magiche rose 2014 di Fiuggi. A giugno 2014 invece è uscito Mira dritto al cuore per i tipi della Runa Editrice, mentre un secondo saggio sulle figure materne nella saga di Harry Potter dal titolo “Mamma non mamma: le madri minori nel mondo di Harry Potter” uscirà a gennaio sempre con Runa Editrice. Collabora con il portale di informazione online Rete-News.it (www.rete-news.it) scrivendo articoli di cronaca, costume e musica e con la rivista letteraria digitale e online Inkroci (www.inkroci.it ) in qualità di traduttrice.

5 thoughts on “Sull’apartheid sessuale e il presunto diritto eterosessuale di fare concessioni.

    • E’ un conflitto anche mio: non l’approvo, nemmeno per gli etero. Maternità non è cosa che si debba ottenere a tutti i costi. Chi non può avere figli può rivolgere il proprio bisogno di accudire e crescere verso chi non ha famiglia. Però impedire che ciò avvenga, e condannare persino alla prigione chi vi ricorre all’estero lo trovo una forma di cattiveria oltre che di ritorsione. Non capisco perché noi italiani dobbiamo sempre metterci una sorta di senso di ripicca o vendetta, dobbiamo “impedire” piuttosto che regolamentare (anche se, devo essere onesta, anche questa forma drogata di regolamentare tutto andrebbe rivista) ma soprattutto perché ci dobbiamo arrogare il diritto di ledere la libertà altrui.

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      • Però alla fin fine è poprio quello che dico nel post, che non mi sognerei mai di vietarla e che mia uguro si trovi una buona soluzione a tutela di tutte le parti in causa. Certo, continuo a pensare che la migliore risorsa per chi non può avere figli sia l’adozione che andrebbe snellita, velocizzata, resa molto più accessibile ma io la manterrei come corsia preferenziale, soprattutto nell’interesse di tutti i bimbi già nati e che aspettano una famiglia

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