Utero qua, utero là

“E poi, lo sanno tutti che la donna è nata per soffrire, quindi almeno che faccia il piacere di farlo in silenzio.”

Imperdibile, questo pezzo di Mara Roberti. Davvero.

Rosapercaso

14778187318_65a0b4edb3_z Foto Daniel Lobo (CC)

Non avrei mai detto che fossero in tanti a sapere dell’esistenza dell’utero. Figuriamoci poi a preoccuparsene. Sono sincera, ero convinta che esistesse una specie di legge non scritta, fra uomini e donne, per cui la vagina era un po’ di tutti, ma un confine invisibile la separava dall’utero, l’elefante nella stanza, come dicono gli inglesi, ignorato bellamente. Perché quel che succede nell’utero, diceva questa legge non scritta, erano solo cazzi della donna.

Vi dirò di più, ero convinta che fosse una specie di parola tabù, di quelle che se le dici a voce alta al momento giusto sono più efficaci di qualunque anticoncezionale. Qui, subito, ho l’utero in sollucchero, cose così.

Il che spiegava del resto il rifiuto maschile ad ammettere l’esistenza delle mestruazioni, altrimenti dette le mie cose. Visto? Sono mie. Tranquillo. Tu non sei neanche tenuto a sapere esattamente che cosa succede…

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