ARRIVA DI COLPO, E NON FA MALE SUBITO

donna sola

Arriva di colpo, ma non lo sento. Un sibilo forte, duro. Non riesco a crederci. Il mondo attorno si colora di bianco, e poi, un lungo fischio, prende a risuonarmi in testa. 
Adesso capisco perché si dice veder le stelle
Ascolto i miei pensieri per una frazione di secondo, e trovo il tempo per  dirmi che devo esser matta, perché non si pensano queste cose mentre si riceve un ceffone violento in faccia.
E’ buffo (buffo? è la parola giusta?) ma non fa male subito.
Sulle prime non fa male, no.  Poi eccolo, sordo, un fuoco che mi incendia la pelle. Vacillo, ma non perdo la forza e rimango comunque ferma, orgogliosa,  sprezzante, di fronte a lui. Neppure per un istante dimentico la ragione per cui ricevo quella percossa. E gli  urlo di nuovo, con tutto il fiato che ho dentro:
— Nooooooo, non vogliooooo!
Lo guardo, e mi chiedo chi sia. Non è  lui, il mio lui. Non può esserlo, perché quello che io conosco non ha occhi spaventosi, iniettati d’odio e di minaccia; il mio lui è dolce, gentile, sensibile e… innamorato. Ha appena terminato di coprirmi di baci, ha appena finito di amarmi come nessun altro al mondo sarebbe stato capace. Questo che ho davanti e che mi ha colpita, non è il mio cuore. Gli somiglia molto però, se non fosse per quelle vene sul collo verdastre che ora son grosse e pulsano di carne viva, mentre  quel viso stride, indurito dalla collera. Ma anche se fosse lo stesso uomo, io di certo  non avrò nessuna intenzione di cedere alla sua forza ora… alla sua  rabbia
Sostengo il suo sguardo con occhi di sfida. Mi insulta, e io rispondo alla stessa stregua
— Stronzo! — con la o finale gridata fino a quando non mi si  smorza nella gola il fiato per urlarla.
Fa meno male del primo… penso di nuovo mentre un secondo colpo mi annebbia la vista, un secondo bruciante dolore mi invade il volto e mi fa barcollare, mi fa cadere a terra
Perché quando picchiano, devono sempre colpirti in faccia?
Sento adesso salire una rabbia sorda alla gola. Devo…  ascoltare l’ odio che sale. Perché questo è odio vero? Questo che provo ora e  che mi dà  voglia di restituirgli indietro ciò che mi ha dato, fargli ciò che mi ha fatto…
Ah, che voglia di affondare  unghie affilate in quel suo bel faccino dagli occhi blu, ora mutati in una maschera gelida e impenetrabile!
Ma se gli rispondo, non mi comporto esattamente come lui?
Non è forse meglio una sfida all’estremo respiro?
Sì, meglio rialzarsi e fargli vedere di cosa è capace una donna
E se fosse tutta colpa mia?
Brava! Un applauso! Sempre in agguato il senso di colpa! Eh, già, perché anche questo esser picchiata, adesso diventa colpa mia. Magari avrei dovuto dire di sì, per farlo contento. Ma se io quel sì non voglio dirlo? Se io non voglio fare quello che lui mi chiede solo perché uomo, solo perché forte, solo perché io…
Io lo amo, sì, lo amo.
Ancora, adesso lo amo?
Potrà uccidermi, ma non lo accontenterò.
Non implorerò pietà o perdono. Io non cedo. Io mi spezzo ma non mi piego…
Mi vien quasi da ridere…io che scivolo per terra sul pavimento freddo e ho ancora il coraggio di fare la dignitosa… Massì, rido, perché no? Gli rido in faccia! Ahahahah!
Ecco, sì, così… sprezzante e altera, disprezzo e ironia… brava!
Tirati su, fai vedere chi sei, fai vedere che donna sei! E magari di nuovo gli rispondo con un insulto.
Gli ricaccio in gola quelli che sta rivolgendo a me.
— Figlio di…
Ancora, un altro colpo, ancora un altro fischio nella testa. Stavolta è più forte. Barcollo, ma non gliela darò vinta. Nossignore. Non mi avrai ai tuoi piedi.
La porta, meglio prendere la via della porta, ma dov’è la porta?
Meglio la fuga, meglio scappare che subire, meglio la fuga alla viltà della rassegnazione.
Un altro colpo, questa volta non me l’aspettavo. Non credevo che colpisse ancora, e con tale furia, con tale velocità.
Colpisce,
e ancora,
e ancora,
e ancora,
e ancora.
Non resisto. Non ci riesco. Non ce la faccio.
Devo farlo smettere e non so come. Non voglio colpirlo. Non posso colpirlo, nemmeno se volessi. E’ più forte, più pesante, più solido. E pensare che fino a un’ora fa, gli ho dato me stessa completamente, gli avrei dato il mio esser più intimo e fragile, sicura che lo avrebbe protetto, difeso.
Quanto siamo stupide noi donne quando amiamo!
Crediamo ciecamente nell’altro senza risparmiarci, senza proteggerci almeno un poco.
Non voglio rispondergli più. Non posso rispondergli più. Nemmeno se volessi.
Sono sfinita.  Finirà. Prima o poi finirà di colpirmi.
Dio fa che la smetta!
— Ti prego basta! —  ecco, l’ho detto.
Non potevo far altro. Mi sento vile.
E sconfitta.
E fa male.
Sulla pelle ma ancor più dentro.
Adesso fa male.
Sul serio.
Ho ceduto. Ho perduto me stessa nel soccombere sotto i suoi colpi, e nel chiedergli pietà.
Si è fermato. Si è allontanato.
Raccolgo i miei pezzi d’anima e sangue, striscio come una biscia verso il bagno a guardarmi allo specchio.
Ancora i lividi non si vedono. Ma domani lo so, oh! domani sarò tutta gonfia.
Come andrò in giro domani mio Dio? Cosa dirò?
Come giustificherò questi lividi, questi occhi pesti?
Devo andarmene da qui. Devo andar via.
Adesso che fa? Ritorna. Piange.
Si accascia per terra e mi chiede perdono.
Anch’io vorrei piangere.
Vorrei piangere con lui, vorrei piangere per lui, vorrei piangere e basta.
Aver la forza di farlo. Ma non ho lacrime.
I miei occhi sono asciutti.
Solo, dovrò fuggire via e non farmi trovare mai più.
E intanto lui dice: Mai più… mai più… mai più…

8 marzo 2016, contro la violenza sulle donne.

Sirena all’orizzonte
Amneris Di Cesare
Amarganta 2015

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Informazioni su amnerisdicesare

italiana nata a Sao Paulo del Brasile, vive a Bologna. Sposata a un medico calabrese, mamma e moglie a tempo pieno, collabora come free-lance per riviste femminili. Dal 2005 gestisce il F.I.A.E. – Forum Indipendente Autori Emergenti http://fiaeforum.freeforumzone.leonardo.it, insieme gruppo e laboratorio di editing autogestito per scrittori emergenti. Ha pubblicato il saggio “Mamma non mamma: la sfida di essere madri nel mondo di Harry Potter” nell’antologia benefica Potterologia: dieci as-saggi dell’universo di J.K. Rowling (CameloZampa Editore 2011); un suo racconto, intitolato “Zanna” è presente nell’antologia di racconti animalisti “Code di Stampa” (La Gru Edizioni 2011); ha pubblicato nel 2012 il suo romanzo d’esordio, Nient’altro che amare (Edizioni CentoAutori), vincitore del Premio Letterario Mondoscrittura, e nel 2013 ha partecipato al progetto di scolastica coordinato da Manuela Salvi “Prossima fermata… Italia!” (Onda Editore) scrivendo il capitolo dedicato alla regione Calabria. Ha curato l’antologia benefica “Dodicidio” per il progetto POP di La Gru Edizioni scrivendo il capitolo “Febbraio” (2013) e ha vinto il “Concorso Cercasi Jane” indetto dalla Domino Edizioni con la quale il 1 settembre 2013 è uscito il suo romanzo “Sirena all’orizzonte” secondo classificato al Premio Letterario Magiche rose 2014 di Fiuggi. A giugno 2014 invece è uscito Mira dritto al cuore per i tipi della Runa Editrice, mentre un secondo saggio sulle figure materne nella saga di Harry Potter dal titolo “Mamma non mamma: le madri minori nel mondo di Harry Potter” uscirà a gennaio sempre con Runa Editrice. Collabora con il portale di informazione online Rete-News.it (www.rete-news.it) scrivendo articoli di cronaca, costume e musica e con la rivista letteraria digitale e online Inkroci (www.inkroci.it ) in qualità di traduttrice.

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