NIENT’ALTRO CHE AMARE: RECENSIONE DI INSAZIABILI LETTURE

Son trascorsi quasi quattro anni dalla sua pubblicazione e Nient’altro che amare pare non essere un romanzo che si dimentica troppo in fretta. Ogni tanto spunta un fiore di recensione, come oggi, regalo più bello, per la Festa della Donna dell’8 marzo. Grazie Biola di Insaziabili letture per aver letto questo piccolo romanzo e per averne parlato così bene da lasciarmi sorpresa e commossa!

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Ho avuto il piacere di entrare nuovamente nel mondo di Amneris Di Cesare, nella sua scrittura sicura, forte, capace di travolgermi totalmente facendomi perdere la cognizione del tempo. Questa volta vi parlo del romanzo d’esordio dell’autrice: Nient’altro che amare.
In questo breve romanzo la Di Cesare ci parla di Maria, soprannominata a’zannuta dalla sua stessa madre a causa dei suoi denti sporgenti, un tratto che la perseguiterà per tutta la vita. Già dalla nascita la vita di Maria è stata segnata: il padre, desideroso di un maschio, si ritrova una femmina, tra l’altro brutta; la madre è incapace di amarla. Priva di attenzioni, derisa, maltrattata, allontanata, Maria sarà usata da tanti uomini, violata, ma allo stesso tempo desiderata e poi abbandonata.
Maria è una donna che ama senza limiti, e sarà proprio questo suo aspetto a farvi innamorare di lei: è una donna forte che per l’amore dei suoi figli sarà disposta a tutto, perfino a vendere il suo corpo, del resto ‘quella cosa’le piaceva, solo con il tempo capirà la differenza tra il sesso e l’amore.
Tanti saranno gli uomini che entreranno nella sua vita, molti lo faranno per comodità, altri, invece, la ameranno per davvero, la comprenderanno, e insieme a lei ameranno anche i suoi figli, uno più bello dell’altro, uno più coraggioso dell’altro, piccole creature che crescendo diventeranno sempre più coraggiose e fiere della propria madre, piccole creature che portano il nome dei propri padri.
L’autrice è stata brillante nel descrivere la realtà di una società del passato fatta di pregiudizi, di discriminazioni, una realtà di un paesino dove un soprannome ti marchia a vita. Meraviglioso è stato leggere espressioni dialettali che fanno capire la passione che ci ha messo l’autrice per entrare nel mondo di Maria, un mondo non troppo lontano dal nostro, del resto nei piccoli paesi quei pregiudizi ce li abbiamo ancora, ed è difficile estinguerli. Non posso far altro che consigliarvi di immergervi in questa lettura capace di assorbirvi totalmente dimenticando la vostra realtà quotidiana!

<<<< L’ORIGINALE DELLA RECENSIONE QUI>>>>

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