TU SEI UN PIRATA. GLI ALTRI SOLO POVERI LADRI

14 febbraio 2004.
Scrivevo di Pantani.
Peccato che i vecchi link siano saltati, che molti dei blog da me citati in questo vecchio post sian poi stati chiusi, perché ho perso molte cose belle e importanti
Però il mio ricordo del Pirata è questo e lo rimane anche oggi. Oggi che si scopre come quest’uomo sia stato calpestato e defraudato di tutto. E oggi, lo ammetto, il mondo mi fa ancora un po’ più schifo.
Ciao Pirata.
Chissenefrega del giro.
Te lo hanno rubato ma tu adesso stai brillando di altra luce.
Tu sei comunque Il Pirata. Loro solo poveri, miseri ladri

E’ strano. Ieri era un giorno per molti bello e pieno di sogni. Ieri era S. Valentino. Che poi sia diventata una festa commerciale, beh, questo dipende dal cuore di ognuno di noi, per me è sempre stata un momento di attesa. Attesa di una telefonata, di un bigliettino romantico, di un bacio (quello fatidico magari!) o di un gesto che ti faceva capire, proprio in quel giorno, che c’era una speranza. Era anche il pretesto per far capire alla tua amica, o a tanti tuoi amici, che tifavi per lui/lei, che ti auguravi le stesse cose belle che desideravi per te stessa. Per questo, gli auguri di S. Valentino, li ho sempre fatti ad amici e amiche che non erano affatto l’oggetto del mio sentire romantico. Insomma, ieri era una bella giornata, una giornata che per tanti, significava festeggiamenti, regalini, frivolezze. E’ stata la stessa cosa anche per me. Ho girovagato sui blog che più amo frequentare, e ho lasciato la mia traccia festaiola. I miei auguri. Poi mi son fermata sul blog di BaroneAgamennone. E ho letto il suo ultimo post. Un post incredibile quanto vero, un racconto che alla fine ti pugnala con la forza della leggerezza della sua scrittura. Un post che ti rimane dentro perchè parla di solitudine. Di un ragazzo lasciato solo, abbandonato a se stesso e ai problemi di una vita da vivere…Ho sentito dentro di me, tutta la solitudine di cui questo post è permeato, una solitudine che ti può piombare addosso da un momento all’altro, una solitudine che quando è abbandono, è impossibile sopportare. Ho scritto spesso, che amo la solitudine, che aspiro a momenti di completo isolamento per poter respirare me stessa e i miei pensieri. Ma è una solitudine diversa. Una solitudine che comunque non esclude la presenza di persone, sentimenti, sensazioni, ricordi. Immagino, oggi, invece la solitudine di Marco Pantani. E la comprendo. Era una solitudine disperata, di chi era riuscito a toccare la vetta della montagna ma poi, scivolato rovinosamente verso un baratro dal quale, non avrebbe mai più saputo risalire. Era la voglia di nascondersi e scomparire, ma era anche l’abbandono, da parte di tanti che amici nei momenti di gloria, avevano diretto le loro ovazioni a nuovi vincenti, nuovi campioni. Lui, il campione con un anima, usato e poi scartato, sapeva di essere ormai solo l’ombra del suo mito. E forse, non voleva nemmeno esserlo, un mito. Oggi, sentendo i tanti che lo ricordano, nei servizi televisivi, negli articoli di giornale, tutti che ne parlano come il “più grande” tutti che ne descrivono le qualità meravigliose, tutti che si affrettano a dichiararsi amici suoi… mi viene da sorridere. Mi è sempre piaciuto, il Pirata Pantani, così schivo e senza capelli, di poche parole e anche un po’ matto. Un romagnolo dalla forza dei nervi che disegnavano il contorno dei suoi muscoli. Forse perchè assomigliava in maniera impressionante a mio nonno… forse semplicemente perchè amo le persone discrete, che non cercano i riflettori, che non si atteggiano a divinità solo per aver raggiunto un grande traguardo, ma che vi corrono incontro con la forza della volontà spinta al massimo.. Mi piaceva Pantani anche dopo lo scandalo, anche dopo le cadute e le umiliazioni, e tifavo per lui. Perchè uomo e umano. Con i limiti e i difetti di un uomo, umano fino all’ultimo. Non lo conoscevo personalmente. Ma mi sarebbe piaciuto conoscerlo. Anche se non fosse stato Pantani il campione, so che sarebbe stato un grande amico. A cui avrei fatto volentieri gli auguri per un buon San Valentino. Ciao Pirata… come ho letto su un biglietto che ti hanno lasciato sul portone di casa, vola… continua a volare…

Sono Solo Scarabocchi

ciao Pirata…

se volete leggere qualcosa su di lui, priva della retorica che tutti i giorni ci invade, specie quando qualcuno di straordinario se ne va, leggete qui.Roberto Ferrucci, è un giornalista, uno scrittore. Che sa descrivere i sentimenti di molti e tradurli in parole.

[Questo, invece, lo scrivo io].
E’ strano. Ieri era un giorno per molti bello e pieno di sogni. Ieri era S. Valentino. Che poi sia diventata una festa commerciale, beh, questo dipende dal cuore di ognuno di noi, per me è sempre stata un momento di attesa. Attesa di una telefonata, di un bigliettino romantico, di un bacio (quello fatidico magari!) o di un gesto che ti faceva capire, proprio in quel giorno, che c’era una speranza. Era anche il pretesto per far capire alla tua amica, o a tanti tuoi amici, che tifavi per lui/lei, che ti auguravi le stesse cose belle…

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Informazioni su amnerisdicesare

italiana nata a Sao Paulo del Brasile, vive a Bologna. Sposata a un medico calabrese, mamma e moglie a tempo pieno, collabora come free-lance per riviste femminili. Dal 2005 gestisce il F.I.A.E. – Forum Indipendente Autori Emergenti http://fiaeforum.freeforumzone.leonardo.it, insieme gruppo e laboratorio di editing autogestito per scrittori emergenti. Ha pubblicato il saggio “Mamma non mamma: la sfida di essere madri nel mondo di Harry Potter” nell’antologia benefica Potterologia: dieci as-saggi dell’universo di J.K. Rowling (CameloZampa Editore 2011); un suo racconto, intitolato “Zanna” è presente nell’antologia di racconti animalisti “Code di Stampa” (La Gru Edizioni 2011); ha pubblicato nel 2012 il suo romanzo d’esordio, Nient’altro che amare (Edizioni CentoAutori), vincitore del Premio Letterario Mondoscrittura, e nel 2013 ha partecipato al progetto di scolastica coordinato da Manuela Salvi “Prossima fermata… Italia!” (Onda Editore) scrivendo il capitolo dedicato alla regione Calabria. Ha curato l’antologia benefica “Dodicidio” per il progetto POP di La Gru Edizioni scrivendo il capitolo “Febbraio” (2013) e ha vinto il “Concorso Cercasi Jane” indetto dalla Domino Edizioni con la quale il 1 settembre 2013 è uscito il suo romanzo “Sirena all’orizzonte” secondo classificato al Premio Letterario Magiche rose 2014 di Fiuggi. A giugno 2014 invece è uscito Mira dritto al cuore per i tipi della Runa Editrice, mentre un secondo saggio sulle figure materne nella saga di Harry Potter dal titolo “Mamma non mamma: le madri minori nel mondo di Harry Potter” uscirà a gennaio sempre con Runa Editrice. Collabora con il portale di informazione online Rete-News.it (www.rete-news.it) scrivendo articoli di cronaca, costume e musica e con la rivista letteraria digitale e online Inkroci (www.inkroci.it ) in qualità di traduttrice.

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