STEFANO SANTARSIERE PER BABETTEBROWN.IT

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6.     Rileggi mai i tuoi libri, dopo che sono stati pubblicati? Mi capita di aprire una pagina a caso, leggere un periodo a caso, e sentire se mi piace, se suona bene. Talvolta ne sono contento, altrimenti scorro e apro un’altra pagina. Se alla fine ho letto tutte le pagine rimetto il libro a posto, sconsolato, e apro Gaiman o Fante o Lansdale o addirittura Dickens per ritrovare la buona letteratura.

7.     Quanto c’è di autobiografico nel tuoi libri? A parte il primo romanzo, L’arte di Khem, poco, ovviamente se escludiamo le sensazioni, i temi, le descrizioni, che vanno sempre a pescare nel nostro vissuto e in ciò che siamo intimamente.

8.     Quando scrivi, ti diverti oppure soffri? Se sono in forma e soddisfatto della piega che ha preso il libro, mi diverto moltissimo. Altrimenti può essere una gran pena, e tuttavia resto lì, attaccato alla storia come un granchio al dito del bambino troppo curioso, fin quando le cose non vanno per il verso giusto.

9.     Trovi che nel corso degli anni la tua scrittura sia cambiata? E se sì, in che modo? Sì, è cambiata. Per prima cosa è diventata più consapevole, nel senso che cerco di mantenere una disciplina complessiva in quello che inserisco nel libro, di scegliere gli elementi in base a un principio di coerenza alla trama, al tema e ai personaggi. Questo mi ha spinto verso una maggiore precisione e forse ha pulito la mia scrittura dai barocchismi degli inizi.

10.  Come riesci a conciliare vita privata e vita creativa? Con molto sforzo. Ma sapendo anche che la vita creativa è parte indissolubile della mia vita privata.

11.  Ti crea problemi nella vita quotidiana? Di per sé, no. Ma se non scrivo divento un po’ ansioso e improduttivo anche sul resto. Quindi la sfida è trovare il modo di farlo, scrivere sempre, e questo talvolta non è possibile. Ecco dove sta il problema: non nella scrittura, ma nel dare costanza a qualcosa di faticoso come lo scrivere ogni santo giorno.

<<<<L’INTERA INTERVISTA QUI>>>>

Stefano è un caro amico. Negli anni, dopo il suo ingresso in FIAE, la conoscenza si è affinata e la stima è cresciuta. Oggi Stefano, come ha sempre meritato, è diventato uno scrittore a tutti gli effetti, raggiungendo il successo e pubblicando con una casa editrice di prestigio. Sono felice di consigliare questo libro, da me letto quando ancora era in fase embrionale e in “modalità manoscritto” e di annunciare che, per i lettori di Bologna, Stefano presenterà il suo libro

Mercoledi 23 marzo 2016,
alle ore 18:00
presso la
Feltrinelli di
Porta Ravegnana n. 1.

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