CONFLITTO DI CUORE, MENTE E ANIMA

Da tre, quattro anni sto vivendo un fortissimo conflitto interiore.
Sono sempre stata una persona “pia“.
Frequentavo da ragazzina la parrocchia della piccola cittadina di provincia dove abitavo: mai mancata una lezione di catechismo, comunione e cresima fatte con trepidazione e felicità e a Messa più spesso che potevo.
Ho avuto esperienze molto dure, di vita, da giovanissima, che non hanno però intaccato quella che consideravo “Fede“. E ho sempre ritenuto i miei simili, i “cattolici” e i cristiani, persone di cui potersi fidare perché seguivano le stesse mie dottrine, i miei stessi ideali.
Pregavo costantemente, anche durante la giornata, anche solo per ringraziare l’Altissimo per una cosa buona ricevuta o un piccolo successo ottenuto, e se la giornata non era stata buona, gli offrivo la mia delusione e la mia frustrazione. Ho sempre ricevuto da Lui risposte, quando gliele chiedevo. E mi sono sempre sentita protetta e amata, anche quando ho attraversato momenti di buio molto profondi.
Ho sempre cercato di mettere in pratica gli insegnamenti ricevuti ma soprattutto di vivere una vita degna della dottrina che mi era stata impartita.
I comandamenti sono stati la mia legge per quasi tutta la vita e le poche volte che mi sono ritrovata a sgarrare, a sviare qualche piccola parte dei loro mandamenti, ho sempre provveduto con una sana e robusta Confessione.
Anche quando la vita mi ha tradito, quando ho subito situazioni violente, non mi sono mai ribellata al mio Destino, ma anzi, ho sempre cercato di rivolgere a Dio uno sguardo sorridente e grato, consapevole del fatto che anche nel dolore Lui c’era stato e c’era.
Non mi sono mai chiesta cosa potesse Dio fare per me, ma sempre cosa potessi fare io, per Lui.
Tutto intorno a me era Buono e Santo. E tutto ciò che era religioso era sinonimo di Bontà e Purezza.
Ah, la Purezza!
Era la cosa che più cercavo e alla quale più aspiravo.

Ma c’erano cose che non riuscivo a capire.

Non riuscivo a capire il perché di un certo accanimento da parte del clero, per esempio, verso le persone che si accorgevano di aver sbagliato a scegliersi un compagno di vita e lo lasciavano, o semplicemente persone non più innamorate che, amando qualcun altro, divorziavano. La condanna nei confronti di quelle persone da parte dei prelati e dei sacerdoti e dell’ambiente che gravitava attorno a loro era totale.
Non riuscivo a capire, altro esempio, come mai sempre i sacerdoti di quegli ambienti di cui sopra, propendessero per posizioni politiche radicali e verbalmente violente, di destra, e votate alla tutela della proprietà privata e della ricchezza. Non avrebbero dovuto parteggiare per una sinistra, più diretta verso il povero, il poco tutelato, il più fragile economicamente? Anche in chiesa, durante l’omelia, ascoltavo descrivere il “comunismo” come lo strumento del diavolo per assoggetare l’umanità cristiana. Vero, Marx aveva detto che la religione era l’oppio dei popoli e i comunisti non volevano nessun tipo di religione a interferire con la loro ideologia, ma forse un dialogo sarebbe bastato a far capire loro che i cristiani, proprio perché seguaci di quel Cristo che si scagliava contro i sepolcri imbiancati e i mercanti del tempio, o di quel Fraticello che predicava la Sorella Povertà come unica ancora di salvezza, ecco, sarebbe bastato quello a far capire ai comunisti che i cristiani volevano più o meno le stesse cose. Ma a quanto pare, non è così, perché i prelati e il clero sono da sempre notoriamente di destra e sacerdoti come Don Milani sono stati velocemente messi alla berlina.
Non riuscivo a capire, altro esempio, perché i sacerdoti fossero severissimi e spesso intransigenti nei confronti delle peccatrici e invece molto indulgenti, addirittura giustificanti nei confronti dei peccatori. Perché un semplice pensiero impuro dovesse essere stigmatizzato, comportasse un buon quarto d’ora di ramanzina nel confessionale e per lo meno dieci pater e ave di penitenza per me, donna, e semplicemente un buffetto di bonaria riprovazione per le fisiche necessità dei miei compagni di scuola di sesso maschile, che spesso si vantavano fuori dal confessionale per esser stati “puniti” solo con un atto di dolore, letto tra l’altro su un santino a disposizione del penitente e senza alcun obbligo di doverlo mandare a memoria, cosa che noi femmine invece dovevamo assolutamente saper recitare senza alcun errore pena la ripetizione a oltranza.

Ma mi si diceva che era così che doveva essere perché così era decretato dai Sacri Libri, e io accettavo, perché desiderosa di essere una brava cristiana e una, per lo meno, decorosa cattolica.

Da un po’ di tempo, dicevo, sto vivendo un conflitto di cuore, mente e anima.

Perché ho smesso di chiedermi perché non capivo.
Ho smesso di tentare di capire.
Forse ho proprio smesso di voler capire.
Molto lentamente, il processo è stato lento ma inesorabile, ho smesso di vedere tutto Buono e Bello. Soprattutto ho iniziato a Non Vedere Più la Purezza che invece avevo così tanto cercato e voluto intorno a me.
Ho iniziato a vedere Gente Cattolica che si scagliava contro “i Divorziati”.
Gente Cattolica che addirittura stigmatizzava i “Separati”.
Ho assistito personalmente al dolore senza fine di alcune persone amiche, separate, che desideravano l’Eucarestia e che gli veniva negata semplicemente perché aveva abbandonato un marito, magari violento, magari abusivo, magari semplicemente egoista e indifferente, traditore, promiscuo addirittura.
Gente Cattolica che urlava e condannava come abominio persone che amavano diversamente, che amavano in maniera differente, che amavano persone del loro stesso sesso.
E allo stesso tempo, vedevo Preti che vivevano nel lusso, collezionavano auto d’epoca, facevano strozzinaggio nei confronti di chi aveva difficoltà economiche, lucrava su affitti nei confronti di extracomunitari, magari affittando loro scantinati e cantine, approfittando della loro condizione di sfollati, profughi, clandestini, o poneva affitti esorbitanti a immobili ricevuti in donazione da pie parrocchiane – affinché quei locali fossero dati a gente bisognosa – ho assistito personalmente a cene pantagrueliche dove grassi Don Abbondio si abbuffavano di cibi prelibati e vini pregiati, alle dita anelli con pietre preziose e un linguaggio di sicuro non pio, ma piuttosto “mondano” e secolare.
Ho letto di abusi e soprusi, soprattutto nei confronti di bambini e ragazzini, e ho letto di cose indegne coperte e ignorate.

Ma queste son cose eclatanti, dicono, cose da televisione. Non sono tutti così. Non è tutto così quel mondo.
La Purezza di Cuore esiste ed esiste Tra Loro.
E allora ho cercato.
Ho guardato.
Ho visto.
Ho visto la signora che va tutte le settimane a Messa e che prega, che fa volontariato, che aiuta persino a casa del Parroco e che quando può parla male delle colleghe, della vicina, screditandola e calunniandola con una tale rabbia da far paura.
Ho ascoltato insegnanti, timorate di Dio, religiosissime e pie che durante tè pomeridiani parlavano di alunni extracomunitari, bambini, che meglio avrebbero fatto se fossero annegati cadendo dal gommone con il quale erano arrivati qui da noi, e questo solo perché incapaci di comprendere la nostra lingua e quindi agitati e disturbatori delle loro lezioni.
Potrei andare avanti a raccontare.
Di storie così ne ho panieri pieni, nascosti negli angoli più bui della memoria.
Ho sempre meno desiderato di capire.
Ho visto sempre meno purezza e sempre più interesse, ingordigia, corruzione, depravazione.
Ho visto odio nei confronti di chi non si conforma e di chi ama in maniera non allineata.
Ho sentito usare termini come abominio, depravazione ma non per gli abusi che certi prelati compivano sui bambini, o per il lucrare sulle miserie e le disperazioni di altri esseri umani, o per la corruzione di quelli che invece dovevano dare l’Esempio, e fare da Guida. No, quei termini sono usati verso chi semplicemente ama. Ama un altro uguale a se stesso. Semplicemente questo.
Ho visto odio.
Soprattutto odio.

E quel conflitto tra mente, cuore e anima si è fatto voragine.
Oggi sono come chi “sta come d’autunno sugli alberi le foglie” (cit.Ungaretti) anche se forse con un po’ più di forza di volontà rispetto a quelle foglie che inesorabilmente prima o poi dovran cadere: sto su un ramo, in bilico, tenendomi aggrappata con tutta la capacità che questo corpo ormai vecchio dispone, per non cadere, per non perdere quella che ritengo sia uno dei più bei doni: La Fede.

Oggi continuo ad amare il mio Dio. Continuo a credere in Lui.
Ma non mi parla più, o forse, in mezzo a tutte queste grida e gli insulti che ascolto tra il vociare indistinto della gente non riesco più a riconoscere la sua Voce.
E non so.
Non so se faccio bene o male a dubitare.
Non so se riuscirò, senza Guida ad arrivare alla Giusta Meta.
Non so se riuscirò comunque ad accettare che ci sia gente che soffre perché discriminata ed emarginata.
E soprattutto, non so se colmerò mai più questa voragine che si è formata proprio al cento della mia anima.

p.s.: oggi, 8 aprile 2016, è uscito Amor Laetitia, l’atto conclusivo del Sinodo vergato da Papa Francesco. Qualcosa, in risposta alle mie domande, in questo documento c’è. E’ tanto. Lui ha dunque ripreso a parlarmi? Riesco di nuovo a riconoscere la sua Voce?

Informazioni su amnerisdicesare

italiana nata a Sao Paulo del Brasile, vive a Bologna. Sposata a un medico calabrese, mamma e moglie a tempo pieno, collabora come free-lance per riviste femminili. Dal 2005 gestisce il F.I.A.E. – Forum Indipendente Autori Emergenti http://fiaeforum.freeforumzone.leonardo.it, insieme gruppo e laboratorio di editing autogestito per scrittori emergenti. Ha pubblicato il saggio “Mamma non mamma: la sfida di essere madri nel mondo di Harry Potter” nell’antologia benefica Potterologia: dieci as-saggi dell’universo di J.K. Rowling (CameloZampa Editore 2011); un suo racconto, intitolato “Zanna” è presente nell’antologia di racconti animalisti “Code di Stampa” (La Gru Edizioni 2011); ha pubblicato nel 2012 il suo romanzo d’esordio, Nient’altro che amare (Edizioni CentoAutori), vincitore del Premio Letterario Mondoscrittura, e nel 2013 ha partecipato al progetto di scolastica coordinato da Manuela Salvi “Prossima fermata… Italia!” (Onda Editore) scrivendo il capitolo dedicato alla regione Calabria. Ha curato l’antologia benefica “Dodicidio” per il progetto POP di La Gru Edizioni scrivendo il capitolo “Febbraio” (2013) e ha vinto il “Concorso Cercasi Jane” indetto dalla Domino Edizioni con la quale il 1 settembre 2013 è uscito il suo romanzo “Sirena all’orizzonte” secondo classificato al Premio Letterario Magiche rose 2014 di Fiuggi. A giugno 2014 invece è uscito Mira dritto al cuore per i tipi della Runa Editrice, mentre un secondo saggio sulle figure materne nella saga di Harry Potter dal titolo “Mamma non mamma: le madri minori nel mondo di Harry Potter” uscirà a gennaio sempre con Runa Editrice. Collabora con il portale di informazione online Rete-News.it (www.rete-news.it) scrivendo articoli di cronaca, costume e musica e con la rivista letteraria digitale e online Inkroci (www.inkroci.it ) in qualità di traduttrice.

3 thoughts on “CONFLITTO DI CUORE, MENTE E ANIMA

  1. Carissima, io quella cosa con la “F” maiuscola che non è La Feltrinelli non l’ho mai avuta, o così almeno credo. Io ho cominciato a farmi domande che avevo 12 anni. Mi chiedevo come potesse essere un uomo non scevro dalle tentazioni un esempio da seguire, la parola di Dio sulla terra. Mi chiedevo come fosse possibile giocare a pallone nella piazza di chiesa e sentirmi mandato via a bestemmie da perpetue, sagrestani e diaconi. Mi chiedevo fino a che punto Dio esista, se permette che i suoi ministri facciano prima gli uomini, con le loro debolezze, e poi i ministri di Dio. Le risposte non le ho mai avute, o meglio le ho ma sono risposte da uomo. Dio è in tutti noi, ci mette alla prova, mostrandoci il demonio e dandoci la forza di vincere il confronto con esso. Dio ha la sola capacità di metterci alla prova, e se falliamo siamo pronti a una nuova prova, ché lui non ci abbandona. Amne…
    Fammi dire quello che penso: Dio non so se esista, ma non esiste, e ne sono sicuro, la sua rappresentazione e un movimento di portavoce sulla Terra. Loro dicono, danno per scontato, accusano e ti costringono a credere. Dio non vorrebbe questo se esistesse. Libero arbitrio, lo so, lo conosco bene, ma mi sa tanto di scusa. Mi sa tanto di scusa un Clero (fa figo chiamarlo così) ricco, mi fanno pensare alla scusa i limiti imposti dall’uomo all’amore per il prossimo. Ama il tuo prossimo, disse Gesù. Parlò da bocca di Dio. Ama il tuo prossimo, ma oggi sentiamo aggiungere a questa certezza cose come “tranne che non sia separato o divorziato, o peggio ancora gay. Questo è l’amore di Dio? Quello che rifiuta uomini per credo religioso o tendenza sessuale? Se non credo più in Dio è per questo. Per l’uomo. Per quello che l’uomo è riuscito a rovinare di quello che fu, a suo tempo, forse, messaggio divino.
    Posso solo dirti di non smettere di farti domande. Se Dio esiste sa di essere la risposta a ogni tua domanda. E se davvero esiste, saprà darti le Sue risposte.
    Fine, non ho altro da dire.

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