ARIANNA GIORGI, PIACERE TRADUTTRICE.

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1.     Come sei diventata traduttrice, quando hai deciso di intraprendere questa professione? È stato quattro anni fa, per caso. Mi hanno chiesto di tradurre il volantino di un ristorante all’estero.

2.     Lavori per un editore in particolare? Non lavoro per nessun editore in particolare. Finora, devo ammettere, non mi sono nemmeno proposta ma mi hai dato una buona idea!

3.     Che qualità son richieste per questo lavoro? Bisogna conoscere bene la lingua che si traduce, ma bisogna anche saper scrivere, avere un vocabolario ampio e buona capacità di stesura nella propria lingua madre. Questo vale soprattutto se si traducono romanzi o libri di ogni genere, ma anche testi pubblicitari e in generale ogni tipo di scritto che tocchi le corde emotive di chi legge. Non basta tradurre correttamente un testo, bisogna anche dargli un’anima perché è quella che i lettori coglieranno.

4.     È necessario avere una laurea o una qualifica specifica per fare il traduttore? Forse in certi campi, sì. Ma nel mio caso non è necessaria (pur avendo io una laurea e un master in Comunicazione) perché io non traduco mai testi molto tecnici e non lavoro nel campo legale.

5.     Che tipo di libri traduci? Sei specializzata in un genere particolare? Per quanto riguarda i libri, io traduco romanzi storici e contemporanei anche di autrici bestseller anglosassoni, novelle, racconti.

<<<L’INTERVISTA COMPLETA QUI>>>

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