QUANDO I TUOI LIBRI IMPARANO UN’ALTRA LINGUA E INIZIANO A VIAGGIARE.

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Era già successo. Prima con Misterioso è il cuore e poi con Duel. Avevano “imparato un’altra lingua”, grazie alla meravigliosa Sandra Santos, ed erano andati in giro per i paesi di lingua portoghese. Oggi è il turno di Sirena all’orizzonte. Sempre tradotta mirabilmente da Sandra Santos, a breve uscirà in tutti gli store, per Amarganta, e sia in versione ebook, stavolta, che in versione cartacea.

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Perché questa volta è diverso?

La lingua portoghese, per me, voi lo sapete già, ha un particolare valore. E’ la lingua che mi ha accolto quando sono nata ma nella quale non sono stata cresciuta, poiché essendo di genitori italiani rientrati in Italia subito dopo la mia nascita, sono cresciuta ed educata con la lingua italiana. L’italiano è la mia lingua madre. E ho imparato il portoghese relativamente molto tardi, quando avevo già trent’anni. Ma tra me e il portoghese è stato amore a prima vista (o ascolto). Un colpo di fulmine così intenso da farmi quasi vacillare. Ho curato ogni suo aspetto nell’apprendimento con la precisione maniacale di chi vuole possedere un oggetto prezioso e raro. L’ho fatto da autodidatta e mi mancano le conoscenze culturali di base ma il parlato e parte della grammatica sono miei e non mi lasceranno mai più. Altre lingue mi hanno lasciato, ma il portoghese no. E’ sempre qui, fedele, vicino a me. E la gioia di parlarlo, quando mi capita, è sempre immensa.

Per cui, figuratevi l’emozione di vedere Sirena all’orizzonte diventare Sereia ao horizonte.
Sirena è il mio primo libro scritto in assoluto. Quando decisi che sarebbe diventato un romanzo, misi dentro a questo racconto-che-non-voleva-essere-solo-un-racconto tutto l’amore e il desiderio che la scrittura suscitava in me. I miei protagonisti sono stati i primi a diventare reali, a parlare, a muoversi, a ridere e piangere di fronte a me. Li ho amati di un amore immenso. Immaginatevi oggi che ritornano, parlando la lingua che amo di più al mondo (dopo l’italiano, s’intende). Immaginatevi Marco, Federico, Gaetano, Luisa e Cecilia che parlano portoghese. E tornerà anche Rafael.

Oggi per me è un giorno speciale.

La mia casa editrice, Amarganta, ha creduto tanto in questo libro da volersi spingere con il mio romanzo in un’avventura estera e lo fa, come primo paese al mondo, con il Paese che ha visto i miei natali (e ovviamente, gli altri paese che questa lingua parlano, in primis Portogallo.).

Quando un anno e mezzo fa è iniziata la mia avventura in Amarganta, non sapevo dove sarei andata e che percorso avrei seguito. Oggi, posso affermare con certezza assoluta che il percorso che sta seguendo Amarganta è bellissimo e amo camminare insieme a tutti loro.

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Original Title: Sirena all’orizzonte
Tradutora: Sandra Santos
Editora: Amarganta http://www.amarganta.eu/
ASIN:B01GF9RUCA
Edition Language: Portuguese
Preço: Euro 2,49
Marco, Federico e Gaetano, passam juntos um verão quente, em uma localidade descoberta por acaso. Ligados por um fio visível e invisível, unidos pela amizade e pelo desejo de amar, encontrarão Cecilia, a sereia loira que se deleita ao sol sobre uma rocha, e que iluminará os dias deles sobre a toalha de praia e habitará em seus sonhos, dissolvendo, enfim, os seus pesadelos. Quando cada nó for desfeito, diante a cada um deles, se abrirá um horizonte cheio de promessas.
L’incipit di Sereia ao horizonte
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GIANMARIA BOZZOLAN: ARTISTA E GRAFICO FUORICLASSE PER BABETTE BROWN

 

 

 

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Come si diventa grafico e perché?

Nel mio caso ci si diventa con tante sere spese al tavolo da disegno o imparando a usare software di grafica. Non ho una formazione artistica tradizionale. Ho studiato ragioneria e lavorato molti anni come contabile. Tuttavia ogni giorno ho sempre dedicato un po’ di tempo al disegno. Ho frequentato corsi di approfondimento e qualche anno fa ho avuto la fortuna di vincere un concorso di fumetto che mi ha permesso di  frequentare la Scuola Internazionale di Comics, grazie alla quale ho arricchito il mio bagaglio di conoscenze.

La giornata tipo di un grafico: ce la puoi descrivere?

Lavoro in un agenzia di comunicazione. Mi occupo principalmente di CMS e gestione contenuti di siti web. Purtroppo non c’è molto tempo per le illustrazioni e i fumetti. Per cui dopo le  ore di lavoro ordinario torno nel mio studio e mi dedico alle mie caricature e ai miei disegni su commissione.

Pittore/artista preferito.

I fumettisti in genere.  Jacovitti su tutti. Massimo Bonfatti e anche i grandi disegnatori Disney: Cavazzano, De Vita, Scarpa… Mi piace molto lo stile  di Robert Crumb e Joe Sacco. Akira Toriyama per lo stile Manga/umoristico.

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Restando nel fumetto, mi sono piaciute molto le storie di Manu Larcenet. Nella letteratura in senso più ampio i romanzi di Haruki Murakami.

Colore o bianco e nero?

Trovo stimolanti entrambe le strade. Il bianco e nero per la possibilità di giocare con luci e ombre in maniera netta, anche se è più rischioso perchè l’errore e la bruttura sono dietro l’angolo. Il colore è un mondo  vasto e mi permette un’espressione a 360°, quasi in 3D.

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