NON SO TROVARE LE PAROLE

Non sono uno scrittore.
Uno scrittore saprebbe trovare le parole, in questo momento.
Saprebbe scrivere ciò che gli sgorga dall’anima, ciò che prova.
Io sono solo un’incapace.
Qualcuna che ogni tanto trovava una bella frase e la buttava giù sul foglio.
Ma che nei momenti peggiori, quelli come questo, di Orlando, non sa fare altro che osservare attonita e lascia montare dentro di sé la rabbia e lo sconforto.
Non sono uno scrittore, una scrittrice.
Perché non so trovare le parole.
So solo desiderare che si faccia silenzio.
Che ci si raccolga, anche in posizione fetale, e si pianga interiormente, si viva il lutto, in maniera silenziosa ma determinata, forte.
Che non è perché erano “gay, poverini”. Che non è perché erano diversi.
No, quei ragazzi, quei 50 giovani erano uguali a me. SONO uguali a me. Non hanno niente di diverso. Non hanno niente di particolare tatuato sulle braccia o sul cuore. Era, SONO, ragazzi che una notte di inizio estate volevano ballare e divertirsi, incontrare qualcuno da amare, ballare con chi amavano, gridare la propria voglia di vivere. E cosa c’è di diverso in quello che faccio, penso, dico io tutti i santi giorni?
Non sono uno scrittore.
Uno scrittore saprebbe farlo molto meglio di me.
Io sono solo una che è così stanca di questo odio. Che non ne può più dell’odio di chi discrimina, di chi allontana, di chi emargina e di chi per un perverso scopo, a me sconosciuto e incomprensibile, usa la religione per dilaniare la vita di altri.
Non sono uno scrittore.
Sono solo una persona. Inetta e impotente.
Che è stanca di odio. E che non odierà in risposta.
Non sono uno scrittore. Perché non so trovare le parole.

p.s.: Solo una cosa, Ti chiedo: Tu che hai allontanato, emarginato, tacciato di abominio chi ama non secondo i Tuoi schemi, adesso non provarci nemmeno a solidarizzare, a lanciare messaggi buonisti. Resta nella Tua. E, se puoi, fai silenzio. Per rispetto di quella Vita Umana che dici di voler santificare ma che con il tuo radicalismo e l’odio che i tuoi adepti seminano e spargono come il più letale dei veleni hai contribuito a distruggere. Fai silenzio. Stai nel Tuo. 

#PrayersForOrlando
#NonAvreteIlMioOdio
#CanYouTellMeWhy

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IL BUIO IN UNA STANZA di CLAUDIA TAULOIS tradotto dalla sottoscritta.

Alla fine ce l’ho fatta. Un po’ di problemi di salute, un po’ di alti e bassi, qualche problema con la pubblicazione online da parte dell’autrice, ma finalmente IL BUIO IN UNA STANZA, traduzione in italiano di QUARTO ESCURO, esce su Amazon nella sua versione tradotta in italiano.

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E’ un bel romanzo. Mi sono appassionata leggendolo e traducendolo alle vicende di Edù e Clà, diminutivi di Eduardo e Claudia, due giovani adolescenti che si incontrano in circostanze drammatiche e che nell’arco di un ventennio cercheranno di superare tutte le avversità e di lasciar fiorire l’amore e la passione nata tra loro. Un romanzo che mostra pieghe nascoste del vivere e della società brasiliana, che incanta per l’immediatezza della narrazione.

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Claudia Taulois è nata (come me) a San Paulo nel 1970 (esattamente dieci anni DOPO di me). Lavora nel campo pubblicitario e pur amando spassionatamente la scrittura, gli incessanti impegni professionali la costringono a considerare lo scrivere solo un hobby. Da bambina però ha conseguito un prestigioso premio indetto dalla Casa Editrice Saraiva. Nel 2008 ha pubblicato come indipendente Quarto Escuro (Il buio in una stanza) e cinque anni dopo O verdadeiro poder. Ha nel cassetto anche un libro per bambini e sta ultimando di scrivere anche un altro romance. Il suo sogno è quello di dedicarsi solo alla scrittura.

Il buio in una stanza: su Amazon e sui migliori store online della rete internazionale.

#ORLANDO

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Non avrete il mio odio.
#prayerfororlando
#overtherainbow