JOYCE di CRISTIANA PIVARI: LA MIA RECENSIONE DEL TUTTO PERSONALE

 

unnamedIn un paesino del nord, Agnese e Joyce, due adolescenti, si incontrano per caso. Diverse per inclinazioni e educazione, tra loro si instaura un legame empatico che va oltre l’amicizia. La successiva sparizione di Agnese mescola la vita di una miriade di personaggi innescando un vortice di combinazioni e fatalita, di corsi e ricorsi in un continuo alternarsi tra presente e passato. Mentre Joyce segue la sua pista per ritrovare Agnese spinta dall’istinto e dall’eccezionale intelligenza, i pezzi di un puzzle complesso si incastrano e si disperdono in una trama in bilico continuo tra il thriller e il giallo, il rosa e il dramma. Sul finire di una calda estate degli anni ’90, Adele, Joyce, Betti, John e il capitano Adami affrontano un viaggio quali moderni Ulisse recuperando attimi dati per persi, consolidando legami improbabili e, sulle tracce di Agnese, ritroveranno, infine, la parte piu vera di se stessi

Formato: Formato Kindle
Prezzo: Cartaceo 13,00 euro/Ebook 2,99 euro/Kindle Unlimited 0,00 euro
Dimensioni file: 1157 KB
Lunghezza stampa: 260
Editore: Amarganta; 1 edizione (18 ottobre 2016)
Lingua: Italiano
ASIN: B01MECAAW8

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Quando il suo Joyce passò i 300 del Torneo IoScrittore, pregai Cristiana Pivari, l’autrice, di farmelo leggere. Allora era ancora un po’ nebuloso, il finale non era ben chiaro ma di una cosa fui certa fin dall’inizio: la trama era articolata, per niente scontata, i personaggi, tutti, erano a fuoco e la storia, ancorché semplice, era assolutamente intrigante. Infatti iniziai con titubanza e terminai il manoscritto dopo due giorni circa. Le dissi i miei dubbi, le segnalai le cose che secondo me andavano sistemate ma le confermai, già allora che il suo romanzo era valido.

E in questi anni l’ho sempre incitata a presentarlo alle case editrici. Joyce non passò la selezione dei 300, ma un romanzo che oltrepassi la prima scrematura di quel concorso, scavalcando i possibili “attacchi dei cecchini” e si classifichi quindi per la seconda fase del Torneo, è comunque un testo che merita di esser preso in considerazione e, esperienza alla mano, di sicuro in grado di trovare in breve una degna collocazione.

È successo a Joyce e non ne avevo dubbi. Rileggendolo oggi, nella versione finale dopo la supervisione di Cristina Lattaro di Amarganta all’editing – il romanzo era già stato rivoltato come un calzino dalla stessa autrice pertanto son più che certa non abbia avuto bisogno di ulteriori modifiche – la mia opinione si conferma esattamente quella di anni addietro: una buonissima prova, questa della Pivari, un romanzo che merita davvero di essere letto e che sono certa piacerà ai lettori.

L’intreccio, come ho spiegato è assai articolato e complesso, le due figure di spicco, Joyce (soprannome che Diomira si è scelto personalmente e con cui si presenta, quasi fosse la sua vera identità) e Agnese, due ragazzine accomunate da varie situazioni di vita che le porteranno a stringere un’amicizia salda (e che sarà alla base della soluzione dell’intricata rete di relazioni e colpi di scena), assolutamente adorabili. È impressionante come a ogni pagina il lettore si ritrovi a pensare “e adesso come farà l’autore a rimettere a posto questo strano puzzle?” e mano a mano sorprendersi su come fosse semplice la soluzione anche se assolutamente non ipotizzabile. Le tessere del puzzle nelle sapienti mani di Cristiana Pivari, si sistemano tutte quasi per magia, trovano il loro giusto posto con naturalezza lieve e aggraziata.

Unico appunto che posso fare, è appunto il finale. Non amo molto gli epiloghi, quei capitoli riassuntivi che riallacciano i fili sciolti di alcune sotto-trame e che risolvono con una breve passata di vernice lucidante situazioni ancora irrisolte e lasciate in sospeso lungo la narrazione. E in questo caso, sì, la chiusa finale è un po’ frettolosa, certamente idonea ma non abbastanza consistente, quasi un’appendice aggiunta al solo scopo di far tornare tutti i conti.

Ma a parte questo piccolo rilievo, un romanzo assolutamente godibile e degno di attenzione.

 

Informazioni su amnerisdicesare

italiana nata a Sao Paulo del Brasile, vive a Bologna. Sposata a un medico calabrese, mamma e moglie a tempo pieno, collabora come free-lance per riviste femminili. Dal 2005 gestisce il F.I.A.E. – Forum Indipendente Autori Emergenti http://fiaeforum.freeforumzone.leonardo.it, insieme gruppo e laboratorio di editing autogestito per scrittori emergenti. Ha pubblicato il saggio “Mamma non mamma: la sfida di essere madri nel mondo di Harry Potter” nell’antologia benefica Potterologia: dieci as-saggi dell’universo di J.K. Rowling (CameloZampa Editore 2011); un suo racconto, intitolato “Zanna” è presente nell’antologia di racconti animalisti “Code di Stampa” (La Gru Edizioni 2011); ha pubblicato nel 2012 il suo romanzo d’esordio, Nient’altro che amare (Edizioni CentoAutori), vincitore del Premio Letterario Mondoscrittura, e nel 2013 ha partecipato al progetto di scolastica coordinato da Manuela Salvi “Prossima fermata… Italia!” (Onda Editore) scrivendo il capitolo dedicato alla regione Calabria. Ha curato l’antologia benefica “Dodicidio” per il progetto POP di La Gru Edizioni scrivendo il capitolo “Febbraio” (2013) e ha vinto il “Concorso Cercasi Jane” indetto dalla Domino Edizioni con la quale il 1 settembre 2013 è uscito il suo romanzo “Sirena all’orizzonte” secondo classificato al Premio Letterario Magiche rose 2014 di Fiuggi. A giugno 2014 invece è uscito Mira dritto al cuore per i tipi della Runa Editrice, mentre un secondo saggio sulle figure materne nella saga di Harry Potter dal titolo “Mamma non mamma: le madri minori nel mondo di Harry Potter” uscirà a gennaio sempre con Runa Editrice. Collabora con il portale di informazione online Rete-News.it (www.rete-news.it) scrivendo articoli di cronaca, costume e musica e con la rivista letteraria digitale e online Inkroci (www.inkroci.it ) in qualità di traduttrice.

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