Sono tornata, con una recensione bellissima!

Ci ho messo un po’ per tornare, lo ammetto.
Ma troppe cose bollono in pentola per questo 2017 che si preannuncia molto intenso sul piano professionale. Traduzioni, scritture, letture… tante cose.

E nel frattempo Figlia di nessuno incassa una nuova recensione positiva.
Un grazie immenso alla Pagina Facebook Se ne dicon di parole per la bellissima analisi e le parole davvero emozionanti. Grazie.

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Per puro caso, dopo aver conosciuto virtualmente l’autrice, la mia migliore mi riferì che era una delle voci del self che amava di più e che dopo aver letto uno qualsiasi dei suoi scritti non avrei potuto non innamorarmene e, di fatto, così è stato.
Fin dalle prime righe la Di cesare mi ha convinta, spingendomi a proseguire la lettura.
Ma andiamo ad analizzare passo passo il perché delle mie parole.
L’ambientazione.
In pochi sanno che io nutro una passione viscerale per il Sud America, terra che bramo di conoscere da ormai quasi 7 anni. Che siano le cascate di Iguazù, che si tratte delle Ande o del carnevale di Rio.
Rio de Janeiro. E’ qui che l’autrice ci catapulta con la sua penna. Ma, attenzione, non la Rio edulcolorata che ci hanno mostrato durante le Olimpiadi, no. Bensì quella delle favelas. La faccia della medaglia che fa parte del più corrotto dei sitemi, troppo spesso ignorato, per citare un po’ Fabrizio Moro.
Amneris ci mostra, attraverso gli occhi e la storia della sua protagonista, una Rio double face: da una parte la Nivea povera, triste, ostile, sofferente. Dall’altra una Nivea tutta lustrini, colori e abiti di lusso.
Una realtà distopica, quella delle favelas, in una Rio sgargiante e, all’opposto, quasi utopica.
Mi sembrerà di essere al Copacabana Cafè o di conversare alla spicciola con la gente del morro. Vi ritroverete a sognare ad occhi aperti la spiaggia più bella del mondo.
Chapeau sotto questo punto di vista!
Lo stile.
La Di Cesare non sta lì a raccontarvi le favole della buonanotte, scrive in maniera cruda, spietata, reale, autentica, fantastica.
Mi è piaciuto anche lo slang portoghese, che aiuta il lettore ad abituarsi alle sonorità e alla cultura che si cerca di narrare.
Spicca, inoltre, la totale assenza di refusi.
Di nuovo, chapeau.
I personaggi.
L’unico vero personaggio della storia è Nivea. Col suo mondo, da cui cerca di scappare, col suo dolore, con cui fa i conti tutti i giorni, col suo fuoco che le scorre nelle vene, con la sua passione per la propria terra che la porterà ad “accollarsi” determinate responsabilità.
Una donna fragilissima, eppure forte, capace di provare pietà anche per Joaco il braccio destro di un trafficante, ma incapace di legarsi Manoel, l’uomo che voleva farla sua.
Quella di Nivea è una personalità prorompente, indimenticabile.
Chapeau anche qui.
Dulcis in fundo: la grafica.
La cover è forse la cosa che meno mi è piaciuta. Cioè, nel complesso è bella, ma non è riuscita a rappresentare a pieno la storia, a mio avviso. Ma, naturalmente, è solo la mia modesta opinione!
Unica vera pecca: Troppo breve! 😉
Giudizio finale: Consigliatissimo! 😉

“Imparai presto che gli uomini hanno bisogno di calpestarti per sentirsi forti e prestanti. Se non ti insultano, si sentono deboli. E io ho sempre chiuso gli occhi, e fatto scivolare tutto alle spalle. Prima o poi, avrei avuto la mia rivincita. Nessuno ha mai provato a picchiarmi, però. Perché io schivavo ogni pugno come il pugile più abile e scappavo più veloce del vento. Prendevo l’autobus tutte le sere verso le sette, e tornavo a casa alle quattro o alle cinque di mattina, se non restavo a dormire dal cliente di turno. Quando vivi in una baracca di legno e cartone, una stanza d’albergo qualsiasi appare come una reggia. E io ero brava, sul palco e a letto. Ero la più richiesta e la più pagata. E, quando il cliente era giovane e prestante, mi prendevo anche un po’ di più di quanto pattuito: tutto il piacere che riuscivo a trarne era mio. Gratis.”
– Alla prossima, Giada.

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Informazioni su amnerisdicesare

italiana nata a Sao Paulo del Brasile, vive a Bologna. Sposata a un medico calabrese, mamma e moglie a tempo pieno, collabora come free-lance per riviste femminili. Dal 2005 gestisce il F.I.A.E. – Forum Indipendente Autori Emergenti http://fiaeforum.freeforumzone.leonardo.it, insieme gruppo e laboratorio di editing autogestito per scrittori emergenti. Ha pubblicato il saggio “Mamma non mamma: la sfida di essere madri nel mondo di Harry Potter” nell’antologia benefica Potterologia: dieci as-saggi dell’universo di J.K. Rowling (CameloZampa Editore 2011); un suo racconto, intitolato “Zanna” è presente nell’antologia di racconti animalisti “Code di Stampa” (La Gru Edizioni 2011); ha pubblicato nel 2012 il suo romanzo d’esordio, Nient’altro che amare (Edizioni CentoAutori), vincitore del Premio Letterario Mondoscrittura, e nel 2013 ha partecipato al progetto di scolastica coordinato da Manuela Salvi “Prossima fermata… Italia!” (Onda Editore) scrivendo il capitolo dedicato alla regione Calabria. Ha curato l’antologia benefica “Dodicidio” per il progetto POP di La Gru Edizioni scrivendo il capitolo “Febbraio” (2013) e ha vinto il “Concorso Cercasi Jane” indetto dalla Domino Edizioni con la quale il 1 settembre 2013 è uscito il suo romanzo “Sirena all’orizzonte” secondo classificato al Premio Letterario Magiche rose 2014 di Fiuggi. A giugno 2014 invece è uscito Mira dritto al cuore per i tipi della Runa Editrice, mentre un secondo saggio sulle figure materne nella saga di Harry Potter dal titolo “Mamma non mamma: le madri minori nel mondo di Harry Potter” uscirà a gennaio sempre con Runa Editrice. Collabora con il portale di informazione online Rete-News.it (www.rete-news.it) scrivendo articoli di cronaca, costume e musica e con la rivista letteraria digitale e online Inkroci (www.inkroci.it ) in qualità di traduttrice.

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