Figlia di Nessuno: un progetto personale di successo (1)

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Figlia di nessuno, il mio terzo romanzo breve auto-prodotto è stato, per lo meno a mio parere insindacabile, un piccolo successo personale. Non tanto di vendite – il successo, infatti, io non lo calcolo attraverso i numeri che compongono i resoconti di vendita – ma di gradimento e di realizzazione.

Figlia di nessuno infatti ha ricevuto un discreto numero di recensioni e tutte estremamente positive. Non è cosa da poco.

Buona parte di questo successo lo devo sì all’ispirazione che mi ha portato a produrre un testo uscito spontaneo dalla mia mente anni or sono e che poi, con il tempo, ho migliorato e ampliato. Una versione più corta ha partecipato, dopo segnalazione da parte della scrittrice Mariangela Camocardi (che ringrazio con tutto il cuore per avermi consigliato di partecipare)  al Concorso Letterario Verbania for Women 2016, piazzandosi tra i finalisti e dimostrando così la bontà di uno scritto che aveva bisogno di una spintarella di consapevolezza per credere in se stesso.

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La versione più lunga, con una parte totalmente nuova e aggiunta in seguito è quindi diventata il libro che è oggi e di cui sono estremamente orgogliosa.

E questo successo non è solo dovuto alla mia scrittura. Romanzo auto-prodotto, sì, ma confezionato con cura e attenzione particolare attraverso l’esame e creatività di tre professioniste d’eccezione: Luna, Luana e Lucia. (Avete notato che tutte e tre iniziano per “Lu”? Coincidenze? Io non credo) 

Un libro, per quanto ben scritto e ben strutturato, ha bisogno di una supervisione attenta e scrupolosa dal punto di vista grammaticale e ortografico, di un’attenzione alla congruità e all’efficacia del tessuto narrativo; ha inoltre necessità essere supportata da una realizzazione grafico-digitale che permetta la produzione di un ebook e di una versione cartacea gradevoli alla vista, ché il lettore è pignolo e sembra non essere attento, in realtà capta ogni più piccolo dettaglio e se non risponde alle aspettative lo segnala e se ne lamenta senza sosta; e soprattutto, un buon libro ha bisogno di una copertina che in qualche modo interpreti con una sola immagine la storia in esso contenuta, ne enfatizzi le caratteristiche principali, ne sottolinei gli aspetti migliori e invogli alla lettura prima ancora che all’acquisto.

Infine, un buon libro ha bisogno di un piano promozionale adeguato che ne proponga un’efficace divulgazione.

Figlia di nessuno ha avuto tutto questo e forse anche qualcosina di più.

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