FACEBOOK & NETWORK: QUALCOSA DI STRANO NEI SOCIAL, ANZI DI STANCO

 

E’ da un po’ di tempo che le cose sono cambiate. Prima ne ero entusiasta. Estasiata quasi. Quando se ne parlava male mi inalberavo, diventavo proprio cattiva. Ma come? Facebook mi ha fatto ritrovare amiche sparse per il mondo che credevo di aver perduto di vista per sempre. Ho riallacciato amicizie che non pensavo sarebbero mai potute riprendere. Ho avuto contatti professionali che mi hanno portato a realizzare progetti bellissimi. Continuo ad avere scambi proficui con persone che mi aiutano a crescere sempre di più e a vedere il mondo meno grigio. Mi tiene in costante aggiornamento sulle cose che più mi interessano. Mi permette di scoprirne di altre altrettanto belle e poco conosciute. Leggo le notizie in tempo reale e ho persino una vasta panoramica di opinioni da parte di blogger e siti di informazione. Posso vedere in diretta live i discorsi dei Premier di tutto il mondo. Se voglio via Periscope, posso vedere i concerti del mio beniamino dall’altro capo del globo. E se mi annoio, se non so cosa fare o se non ho voglia di fare o sapere, ho tutti i giochini elettronici che voglio. Tutto questo, tra le altre cose, GRATIS. E grazie a un click. Come si può parlarne male?
Come si possono criticare i social network?
E invece…
Sto iniziando a non poterne più.
Polemiche su polemiche.
Critiche delle critiche alle critiche.
E odio.
Così forte e palpabile da sconvolgere.
Non puoi dire nulla.
Tutto ciò che dici può essere interpretato in un modo e, al contempo, nell’esatto contrario.
E l’esatto contrario di ciò che volevi trasmettere è sempre, guarda caso, il messaggio che prevale.
Ti costringi a stare zitta, a non parlare, a non esprimerti perché se parli ci sarà una valanga di gente che verrà ad attaccarti, a dirtene di tutti i colori. E se non lo fai, se taci, sarai comunque accusata di assenteismo o peggio, di qualunquismo.

Sto lentamente, inesorabilmente allontanandomi.
E non è detto che sia un male.
Perché c’è qualcosa di strano, sui social, anzi di stanco.
E fuori c’è il sole e un profumo che sa tanto di Primavera.

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