LA VASTITA’ DEL TEMPO CHE RIMANE

Qualche settimana fa ho preso una decisione: ero stufa. Stanca delle liti sul web, delle lamentele, del “non va mai bene niente” in questo cavolo di mondo e in questo cavolo di paese, e, lo ammetto, anche stanca del provarci sempre tanto e non riuscirci mai. In un attimo mi è stato subito tutto chiaro: dovevo sospendere ogni progetto, ogni attività, ogni fantasticare su libri e romanzi da scrivere.

Da due settimane sono in pausa. Dovrei osservare il mondo con occhi diversi.

Ho iniziato ad andare a camminare. Ma continuo a guardare ogni cosa e le storie zampillano da ogni poro della mia pelle. Non so come smettere. Vorrei davvero smettere di “pensare in forma di libro”, vorrei rientrare definitivamente nella dimensione umana del vivere quotidiano e del fare, oggettivo.

Se qualcuno ha una soluzione, me la indichi.

Perché la vastità del tempo che rimane dopo quello perso (e ora risparmiato) sui social network è impressionante. E un pochino mi atterrisce. Ma ho deciso che voglio farne buon uso. E ci riuscirò.

In fondo che sarà mai? Ho smesso di fumare vent’anni fa, ricordo che non fu così traumatico. Smettere di usare Facebook e il web sarà più o meno lo stesso, o no?

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