TUTTA UNA QUESTIONE DI INIZIO…

Questione di inizio.

Molti dei miei romanzi, iniziati e mai finiti, hanno un problema molto grande.
L’incipit.
O per lo meno la prima parte della narrazione.
Inizio a raccontare quasi sempre dall’inizio. Non faccio mai come alcuni scrittori che lasciano l’incipit per ultimo. Io parto proprio da quando la storia deve cominciare.
E inizio a raccontare. E a raccontare. E a raccontare.
Ora, può capitare che si tratti di un romanzo “rosa”, un romance, dove l’incontro e la storia d‘amore tra i due protagonisti sia il tema principale, la priorità assoluta di tutto il testo.
E invece, io, in quel raccontare cosa faccio?
Caratterizzo. Ambiento. Spiego – cercando di evitare come la peste gli infodump – le situazioni precedenti l’evento, che è l’incontro tra i due piccioncini.
E scrivo, scrivo, scrivo. Racconto, racconto, racconto.
Può quindi accadere che l’incontro tra i due – che alla fine sono comunque destinati a vivere felici e contenti insieme – non avvenga prima di pagina 20-25.
Un’epoca, un secolo troppo tardi, da un punto di vista narrativo.
Quindi il mio quesito è: a che numero di pagina i due innamorati devono incontrarsi affinché i cliché del romance siano rispettati, il lettore smetta di sbuffare chiedendosi perché sta leggendo quel romanzo e la storia d’amore ingrani a tutta birra dimostrandosi vincente sia in termini di gradimento che di incassi?
Così, giusto per curiosità.

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