PERSIANE ABBASSATE E BRIVIDI DI PASSIONE: ALMENO FACCIAMOLO STRANO!

(foto presa da Google Images –  link al sito)

Avviso ai (pochi) lettori: questo post non fa riferimento a nessun libro in particolare, ma a tutti i self-published (anche quelli scritti da me).

Quanti romanzi abbiamo letto che iniziano con l’Eroe o l’Eroina svegliati dalla luce del sole che filtra tra le persiane?
Quanti invece in cui l’Eroe o l’Eroina passeggiano osservando un punto indefinito all’orizzonte mentre il mare, placido o in burrasca che sia, lambisce con le sue onde il bagnasciuga e magari anche i piedi dello stesso o stessa?
E ancora, quanti incontri avvengono attraverso saluti che son per lo più grugniti, mezze frasi sgarbate ma che poi, statene certi, si trasformeranno in passioni sfrenate?

Di nuovo, continuiamo: Quante Eroine si struggono per amore e smettono di mangiare, deperiscono e … perdono peso?  (Perché è un fatto assodato che le Eroine sofferenti perdono peso a ogni sospiro, smettono di mangiare all’istante, languendo fino al deliquio nelle loro camerette al buio, sì  proprio quelle da cui la luce penetra dalle persiane abbassate o dagli scuri accostati). Mai che un’Eroina sofferente soffra di bulimia e mangi e ingrassi.
Mai.

Proseguiamo? Quanti estratti di romanzi in promozione, con sconti Natale/Pasqua/SanValentino/Ferragosto/BlackFriday/Capodanno che sia, leggiamo sui social ogni giorno citare dal proprio testo passaggi edificanti quali:

  • “lui è una visione per gli occhi, non riesco a distogliere lo sguardo dai suoi muscoli,  dalle cosce tornite e dai bicipiti gonfi, incantata da quegli addominali scolpiti”
  • “l’aveva ormai fatta sua, impregnandosi dei suoi umori densi e caldi”
  • “un contatto bruciante che si insinuava negli strati più profondi dell’epidermide” 
  • “lui entra in me sento ogni fibra del mio essere vibrare ed esplodere in mille schegge di piacere”
  • “la lingua scivola sulla sua pelle lasciando tracce umide di godimento e provoca brividi incontenibili di lussuria”
  • “sussulti di straripante sensualità rompono gli argini del pudore”
  • “e lei seppe di amarlo con tutte le fibre del suo essere
  • “sussultò e sentì il ventre pulsarle di desiderio e di intimo godimento”

Quello che mi domando è: non è che ne abbiamo abbastanza di queste scene?
(Le ho scritte anche io, non credete che ne sia immune solo perché ne parlo, anzi, ne parlo proprio perché non ne sono immune!)

Non siamo stanche di sognare per stereotipi e soprattutto stereotipi così di poca fantasia? (Se stereotipare bisogna, almeno, facciamolo strano!)

Ho seguito il romance per qualche tempo. E per qualche tempo mi sono anche io lasciata coinvolgere. Ma ora? Sul serio? Non siamo ancora stanche di queste irrealtà? Non sappiamo scrivere e descrivere – non dico meglio, per carità, meglio è un concetto astratto, se non soggettivo – ma in maniera diversa i brividi e i sospiri e i tremiti d’amore appassionato?

Probabilmente sono arrivata alla fase in cui la sospensione di incredulità è diventata così ipersensibile da essersi annullata. Quello che so è che non riesco a smettere di leggere storie e questionare su ogni cosa, dall’atteggiamento remissivo di una nonna ottantenne alla passione sfrenata di certe Eroine che si sentono appagate perché il loro Eroe le lega, le umilia, le sodomizza con il massimo del godimento, salvo poi riempirle di docile lussuria e frasi d’amore zuccherose.

Insomma, il romance mi sta annoiando profondamente. Per un periodo abbastanza lungo – e un paio di centinaia di libri letti – certe ovvietà le ho potute evitare leggendo altro genere di narrativa, ma oggi anche la Lgbt/MM inizia a essere tutta uguale, stesse tematiche, stesse situazioni, stessi cowboy innamorati e cuccioli indifesi (crudeli Navy Seals o Soldati Senza Scrupoli che si commuovono davanti a un gattino spelacchiato raccolto in un canale nella “pampa sconfinata” del West, pericolosi Marines in preda a PTSD che si curano al suono del respiro dell’amato che dorme accanto a loro, e così via…) e soprattutto stesse scene d’amore e di sesso, tutte uguali, tutte ormai create con lo stampino.

Il fantasy, che un tempo era il mio angolo tranquillo dove rifugiarmi per svagare la mente ormai è un ripetersi di scene o di sesso sfrenato alla stregua di Game of Thrones o epiche  e medievalegganti del tipo Il Signore degli Anelli, e quando si vuole uscire dagli schemi del Fantasy e si entra nel Fantastico, ecco apparire come d’incanto Angeli e Vampiri e Licantropi e amenità del genere, tutti immersi nella contemporaneità di una high school americana o una “scuola per maghi” in stile Hogwarts. Tutto un riprodurre le stesse storie all’infinito, e il non preoccupandosi neppure di ricalcare persino gli stessi cliché.

Vero, non si inventa più niente. Tutto è già stato scritto.
Ma per l’amor del cielo, per lo meno, abbassiamo quelle serrande fino in fondo, ché quelle lame di luce danno fastidio agli occhi e troviamo modi differenti per descrivere brividi e sospiri. Tutte, io inclusa
Così, giusto per fare esercizio di stile. Se non altro. 

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Informazioni su amnerisdicesare

italiana nata a Sao Paulo del Brasile, vive a Bologna. Sposata a un medico calabrese, mamma e moglie a tempo pieno, collabora come free-lance per riviste femminili. Dal 2005 gestisce il F.I.A.E. – Forum Indipendente Autori Emergenti http://fiaeforum.freeforumzone.leonardo.it, insieme gruppo e laboratorio di editing autogestito per scrittori emergenti. Ha pubblicato il saggio “Mamma non mamma: la sfida di essere madri nel mondo di Harry Potter” nell’antologia benefica Potterologia: dieci as-saggi dell’universo di J.K. Rowling (CameloZampa Editore 2011); un suo racconto, intitolato “Zanna” è presente nell’antologia di racconti animalisti “Code di Stampa” (La Gru Edizioni 2011); ha pubblicato nel 2012 il suo romanzo d’esordio, Nient’altro che amare (Edizioni CentoAutori), vincitore del Premio Letterario Mondoscrittura, e nel 2013 ha partecipato al progetto di scolastica coordinato da Manuela Salvi “Prossima fermata… Italia!” (Onda Editore) scrivendo il capitolo dedicato alla regione Calabria. Ha curato l’antologia benefica “Dodicidio” per il progetto POP di La Gru Edizioni scrivendo il capitolo “Febbraio” (2013) e ha vinto il “Concorso Cercasi Jane” indetto dalla Domino Edizioni con la quale il 1 settembre 2013 è uscito il suo romanzo “Sirena all’orizzonte” secondo classificato al Premio Letterario Magiche rose 2014 di Fiuggi. A giugno 2014 invece è uscito Mira dritto al cuore per i tipi della Runa Editrice, mentre un secondo saggio sulle figure materne nella saga di Harry Potter dal titolo “Mamma non mamma: le madri minori nel mondo di Harry Potter” uscirà a gennaio sempre con Runa Editrice. Collabora con il portale di informazione online Rete-News.it (www.rete-news.it) scrivendo articoli di cronaca, costume e musica e con la rivista letteraria digitale e online Inkroci (www.inkroci.it ) in qualità di traduttrice.

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