RECENSIONE: COME RAPIRE UN APHA – AGNES MOON

Come rapire un Alpha e vivere felici.

Dopo la morte dei genitori, per Ric la vita non è stata più la stessa. Niente più casa, niente più soldi, niente più scuola. Quello che gli è rimasto, sono un lavoretto da commesso, un fratello problematico, e tanti sogni nel cassetto. Quando Taylor si mette in grossi guai, le alternative cominciano a scarseggiare. L’unica soluzione sembrerebbe un “ingegnoso” piano criminale.  Kirian si è svegliato con una gran voglia di liberare il suo lupo. Quando si imbatte in un bellissimo ragazzo, con delle invitanti polpette in mano, intuisce subito che si tratta del suo compagno. Ma ben presto si ritroverà in gabbia. 

Riuscirà Ric a rapire il suo Alpha e vivere felice?

Come rapire un Alpha e vivere felici è il primo di una serie – per il momento di tre, poi forse, chissà, più lunga – di romanzi MM e del genere “bigfoot” (romanzi che hanno come protagonisti esseri umani dalla capacità di mutare forma in quella di un animale corrispondente, in genere lupi) e pertanto da inquadrarsi nel genere “urban fantasy”, scritto da Agnes Moon, promettente autrice di libri che trattano tematiche lgbt.

Lo stile narrativo è semplice ma sostanzialmente corretto – qualche inezia di refuso qua e là, qualche ripetizioncina antipatica, ma davvero, bisognerebbe essere pignolissimi e cercare davvero il pelo nell’uovo per segnalarli – e con un’impronta ironica decisamente piacevole. La storia non è originalissima e non ci sono, per lo meno non in questo primo romanzo, situazioni coinvolgenti al punto da far fremere il lettore di angoscia e aspettative, ma tutto sommato è un romanzo che si lascia leggere fino alla fine senza dover rovinosamente arrivare alle ultime battute saltando pagine su pagine come spesso accade negli autopubblicati amatoriali.

Perché Agnes Moon, a quanto mi viene detto, è un’autodidatta che ha studiato le regole e le tecniche e ha dedicato molto tempo a limare e a far brillare i suoi testi e il risultato si vede. Il testo scorre, i personaggi sono tutti a fuoco e caratterizzati in maniera decorosa, persino le situazioni che prevedono azione e suspense sono ben descritte e almeno in un’occasione lasciano davvero col fiato sospeso. Le scene di sesso ci sono, sono descritte nella norma e per lo meno non con la puntualità di una seduta clinica.

Se mai ci si volesse addentrare nella produzione successiva di Agnes Moon,  ci si accorgerà, fin dalle prime battute del secondo episodio “Il misterioso caso del barista scomparso” ma soprattutto quelle del terzo  “L’ombra del lupo bianco”, come – e in caso di “saghe” è facile che avvenga esattamente questo – i temi e l’intensità narrativa aumentino, rendendo forse il secondo romanzo e sicuramente il terzo più profondi e degni di esser letti anch’essi.

Insomma buona prova, questa di Agnes Moon, che riesce a districarsi bene nei meandri della narrativa di pura evasione e che sarebbe interessante conoscere alle prese di un romanzo più “tosto” e pregno di tematiche importanti e significati profondi. 

Consigliato a chi cerca una lettura di pura evasione, senza pensieri.

Tre stelline e mezzo. 

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