STANOTTE SI LEGGE…

I racconti delle donne, a cura di Annalena Benini – Einaudi
Diverso, di Caterina Baldassarre – Alcheringa Edizioni

Stanotte si legge… su carta. Si prova a tornare all’antico amore.

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PARLIAMO DI THE OA

Immagine presa da Google

Ne avevo sentito parlare. E come sempre, quando sento incensare qualcosa in maniera ripetitiva mi astengo dal conoscerla. Perché? Perché troppe sono state le volte che le grandi aspettative sono state poi deluse. Preferisco scoprire le cose da me, senza spinte né condizionamenti. In genere l’emozione è persino più grande perché quando succede che per serendipità ti capita di scoprire qualcosa di infinitamente bello, hai come l’impressione di aver trovato il tesoro al limitare dell’arcobaleno o comunque di aver scoperto un’opera d’arte abbandonata in una soffitta.

Insomma, ne avevo sentito parlare. Me ne avevano parlato tanto. E io avevo ignorato i segnali. Ma in un pomeriggio – peraltro oberato di impegni – mentre indugiavo su cose amene come giocare a Township, giochillo elettronico per cellulari, ho aperto Netflix e ho detto: ma dai, perché non dargli una velocissima guardata e poi archiviarlo come noioso?

Ed ecco che sono stata risucchiata. In pratica sono entrata nel mood della serie e non ne sono più uscita. Oggi sono praticamente orfana di Prairie Johnson e dei suoi ragazzi, di HAP, di Homer, di Scott e le ragazze. Anche Karim mi ha conquistata, se vogliamo, anche se la seconda stagione è meno trascendentale e più mistery strizzacervelli.

La storia? Faccio un po’ fatica a condividerne le basi iniziali e una premessa è doverosa:

  • dovete sapere che sono una Spoileratrice Seriale. I
  • o SPOILERO TUTTO, indistintamente. Faccio cose che voi umani…
  • Nel senso: non guardo mai un film alla TV. Perché? Perché con le “vecchie” televisioni non puoi andare avanti e spoilerarti i finali.
  • Con quelli che invece guardi a pc, puoi farlo: posizioni il cursore sulla banda del film e fotogramma per fotogramma arrivi alla fine e vedi se c’è il lieto fine e soprattutto con chi.
  • Se si tratta di un libro, ovvio che oltre alla prima pagina, vado subito a leggere l’ultima. Ma mi dicono che questo è un vezzo da editor. Sarà?
  • Tornando ai film/serie TV, non contenta è facile che vada su Wikipedia a leggermi la trama. Se la cosa non mi basta, è ancor più facile che mi faccia il giro dei blog nel mondo a cercarmi i riassunti delle puntate se si tratta di serie o dei veri e propri spoiler se si tratta di film.
  • Non contenta, sono capace di andarmi a infilare in forum e gruppi FB di spoiler.

Quindi…
THE OA è una delle pochissime produzioni televisive che non ho sentito il bisogno di spoilerarmi, né per la prima né per la seconda stagione. Perché? Perché il procedere a tentoni, alla cieca (com’è in realtà Prairie all’inizio della sua avventura) è più entusiasmante. E’ vero, il primo episodio e parte del secondo è assai criptico e si fatica a sostenerlo, ma se insistete un pochino, sono sicura che alla fine la storia vi avvincerà non poco. Del resto anche Sens8 era così: in tanti hanno dichiarato di non esser riusciti ad andare oltre la metà del primo episodio, e io stessa ho dovuto guardarlo tre volte prima di arrivare alla seconda e capire di cosa si trattava. Quindi, regola n.1: insistete!

Perciò no. Non vi spoilererò la trama. Ma, se vorrete leggere qualcosa di più, potrete leggere la mia recensione sul blog Romanticamente Fantasy, appena uscirà.

Ah, nel frattempo, ho trovato la mia nuova MUSA.
lei, Brit Marling:

Brit Marling – THE OA
foto presa da Google