PARLIAMO DI THE OA

Immagine presa da Google

Ne avevo sentito parlare. E come sempre, quando sento incensare qualcosa in maniera ripetitiva mi astengo dal conoscerla. Perché? Perché troppe sono state le volte che le grandi aspettative sono state poi deluse. Preferisco scoprire le cose da me, senza spinte né condizionamenti. In genere l’emozione è persino più grande perché quando succede che per serendipità ti capita di scoprire qualcosa di infinitamente bello, hai come l’impressione di aver trovato il tesoro al limitare dell’arcobaleno o comunque di aver scoperto un’opera d’arte abbandonata in una soffitta.

Insomma, ne avevo sentito parlare. Me ne avevano parlato tanto. E io avevo ignorato i segnali. Ma in un pomeriggio – peraltro oberato di impegni – mentre indugiavo su cose amene come giocare a Township, giochillo elettronico per cellulari, ho aperto Netflix e ho detto: ma dai, perché non dargli una velocissima guardata e poi archiviarlo come noioso?

Ed ecco che sono stata risucchiata. In pratica sono entrata nel mood della serie e non ne sono più uscita. Oggi sono praticamente orfana di Prairie Johnson e dei suoi ragazzi, di HAP, di Homer, di Scott e le ragazze. Anche Karim mi ha conquistata, se vogliamo, anche se la seconda stagione è meno trascendentale e più mistery strizzacervelli.

La storia? Faccio un po’ fatica a condividerne le basi iniziali e una premessa è doverosa:

  • dovete sapere che sono una Spoileratrice Seriale. I
  • o SPOILERO TUTTO, indistintamente. Faccio cose che voi umani…
  • Nel senso: non guardo mai un film alla TV. Perché? Perché con le “vecchie” televisioni non puoi andare avanti e spoilerarti i finali.
  • Con quelli che invece guardi a pc, puoi farlo: posizioni il cursore sulla banda del film e fotogramma per fotogramma arrivi alla fine e vedi se c’è il lieto fine e soprattutto con chi.
  • Se si tratta di un libro, ovvio che oltre alla prima pagina, vado subito a leggere l’ultima. Ma mi dicono che questo è un vezzo da editor. Sarà?
  • Tornando ai film/serie TV, non contenta è facile che vada su Wikipedia a leggermi la trama. Se la cosa non mi basta, è ancor più facile che mi faccia il giro dei blog nel mondo a cercarmi i riassunti delle puntate se si tratta di serie o dei veri e propri spoiler se si tratta di film.
  • Non contenta, sono capace di andarmi a infilare in forum e gruppi FB di spoiler.

Quindi…
THE OA è una delle pochissime produzioni televisive che non ho sentito il bisogno di spoilerarmi, né per la prima né per la seconda stagione. Perché? Perché il procedere a tentoni, alla cieca (com’è in realtà Prairie all’inizio della sua avventura) è più entusiasmante. E’ vero, il primo episodio e parte del secondo è assai criptico e si fatica a sostenerlo, ma se insistete un pochino, sono sicura che alla fine la storia vi avvincerà non poco. Del resto anche Sens8 era così: in tanti hanno dichiarato di non esser riusciti ad andare oltre la metà del primo episodio, e io stessa ho dovuto guardarlo tre volte prima di arrivare alla seconda e capire di cosa si trattava. Quindi, regola n.1: insistete!

Perciò no. Non vi spoilererò la trama. Ma, se vorrete leggere qualcosa di più, potrete leggere la mia recensione sul blog Romanticamente Fantasy, appena uscirà.

Ah, nel frattempo, ho trovato la mia nuova MUSA.
lei, Brit Marling:

Brit Marling – THE OA
foto presa da Google
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Informazioni su amnerisdicesare

italiana nata a Sao Paulo del Brasile, vive a Bologna. Sposata a un medico calabrese, mamma e moglie a tempo pieno, collabora come free-lance per riviste femminili. Dal 2005 gestisce il F.I.A.E. – Forum Indipendente Autori Emergenti http://fiaeforum.freeforumzone.leonardo.it, insieme gruppo e laboratorio di editing autogestito per scrittori emergenti. Ha pubblicato il saggio “Mamma non mamma: la sfida di essere madri nel mondo di Harry Potter” nell’antologia benefica Potterologia: dieci as-saggi dell’universo di J.K. Rowling (CameloZampa Editore 2011); un suo racconto, intitolato “Zanna” è presente nell’antologia di racconti animalisti “Code di Stampa” (La Gru Edizioni 2011); ha pubblicato nel 2012 il suo romanzo d’esordio, Nient’altro che amare (Edizioni CentoAutori), vincitore del Premio Letterario Mondoscrittura, e nel 2013 ha partecipato al progetto di scolastica coordinato da Manuela Salvi “Prossima fermata… Italia!” (Onda Editore) scrivendo il capitolo dedicato alla regione Calabria. Ha curato l’antologia benefica “Dodicidio” per il progetto POP di La Gru Edizioni scrivendo il capitolo “Febbraio” (2013) e ha vinto il “Concorso Cercasi Jane” indetto dalla Domino Edizioni con la quale il 1 settembre 2013 è uscito il suo romanzo “Sirena all’orizzonte” secondo classificato al Premio Letterario Magiche rose 2014 di Fiuggi. A giugno 2014 invece è uscito Mira dritto al cuore per i tipi della Runa Editrice, mentre un secondo saggio sulle figure materne nella saga di Harry Potter dal titolo “Mamma non mamma: le madri minori nel mondo di Harry Potter” uscirà a gennaio sempre con Runa Editrice. Collabora con il portale di informazione online Rete-News.it (www.rete-news.it) scrivendo articoli di cronaca, costume e musica e con la rivista letteraria digitale e online Inkroci (www.inkroci.it ) in qualità di traduttrice.

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