TIENITI STRETTI I SOGNI

Immagine presa da Google Images

Sono stata tante volte a Parigi da ragazzina, da interprete ventenne e l’ultima volta è stata al mio primo viaggio in Brasile, una tappa di mezza giornata, trascorsa a passeggiare per le vie de la Cité anziché stazionare dentro un aeroporto, mentre con entusiasmo mostravo a mio marito la Città più bella del mondo (Non avevo ancora visto Rio de Janeiro).
“Non ti preoccupare, ci torneremo presto, devo mostrarti tutto, dobbiamo andare al Louvre, dobbiamo andare a Montmartre, a vedere Notre Dame” continuavo a ripetere mentre correvamo ché il tempo era poco e Parigi in sei ore non si riesce neppure a vedere di striscio.
“Non ti preoccupare, ci torneremo” confermava lui “Che la voglio vedere bene, me la voglio gustare”.
Sono passati trent’anni e a Parigi non ci siamo mai più tornati: la vita. I figli, il mutuo, l’università. Il tempo. La salute che manca sul più bello. Ma quel sogno, quella speranza che, sì, dai, ci torneremo prima o poi, quello è rimasto.
Sì, ci torneremo. 
Il mio sogno me lo tengo bello stretto.

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L’ORACOLO DI GIULIO MOZZI: COM’E’? TU LO HAI LETTO?

Foto da Pixabay.com

Ormai ho capito di non essere dotata del dono della sintesi. Rispondere alla domanda del titolo di questa… recensione (?) mi risulta difficile come e più che se dovessi dire l’esatto numero dei capelli che ho in testa (e fidatevi, nonostante l’età, ne ho tanti). Ma perché?

Perché non riesco ad arrivare diritta al punto: com’è L’Oracolo Manuale per Scrittrici e Scrittori di Giulio Mozzi? L’ho letto? Mi è piaciuto? L’ho trovato utile? Dice cose nuove o sono le solite “banalità sullo scrivere” che scrittori ed editor ormai arrivati al successo rimpastano e ne fanno il “Libro dei miracoli” del nuovo millennio?

Non posso rispondere così in fretta.

Devo andare a monte, divagare, prenderla alla lontana.

Quando sono venuta a sapere dell’esistenza di Giulio Mozzi? Tardi, se si pensa che la sua Vibrisse mailing list, molto “frequentata”, apprezzata e considerata una sorta di summit sulla parola e sulla scrittura, all’epoca era già stata chiusa, erano arrivati i blog e Giulio Mozzi ne aveva uno tutto suo privato su cui scriveva quasi solo mini-racconti sulle persone che incontrava alla fermata dell’autobus. Presto, se si pensa che poi Vibrisse blog fu creato, e da allora Giulio Mozzi ne ha dispensati di consigli di scrittura (e quasi tutti gratis).

Come sono venuta a sapere dell’esistenza di Giulio Mozzi? Per caso e per curiosità. Ero una “casalinga disperata e annoiata” secondo un distinto signore poeta che commentò il mio desiderio di imparare a scrivere per davvero, di migliorare la mia capacità di infilare una parola dietro l’altra; in effetti lui era dell’idea che di “libri bellissimi e scritti magnificamente ce n’erano già tanti, perché impegnarsi a scriverne altri di mediocri?“; ero “affamata” di scrittura, volevo tanto conoscere prima di tutto le famigerate “Tecniche”, quelle di cui tanti si riempivano la bocca ma che io non conoscevo ancora e non avevo individuato; dicevo ero una “Casalinga annoiata” che anziché andare a giocare a canasta con le amiche o a fare shopping in centro, oppure tentare di diventare “influencer” su Instagram (ah, già, Instagram non c’era ancora), se ne stava tutto il giorno sul web e soprattutto su Splinder a cercare di carpire i segreti della scrittura dai “professionisti”, dai “famosi-Scrittori-con-la-S-Maiuscola” che già imperversavano allora.

Ce n’era uno, in particolare, di questi “famosi” che ce l’aveva in maniera quasi ossessiva con un certo Giulio Mozzi. Era arrabbiatissimo, lo apostrofava di continuo con varie invettive. Ne deprecava persino l’esistenza in editoria, tacciandolo come, forse, la vera rovina della letteratura italiana contemporanea. Ovviamente, curiosa come una puzzola, andai in rete e cercai di capire il perché di tanto astio. Mi aspettavo di incontrare qualcuno pieno di sé, presuntuoso, che con il naso all’insù dispensasse pillole di saggezza e disprezzasse i poveri comuni mortali aspiranti scrittori.

Trovai una persona semplice, al limite della banalità – ma è un complimento in questo caso – che raccontava di scrittura come un papà racconta una favola al proprio bambino di due anni per farlo addormentare e senza alcuna velleità di primeggiare, di farsi notare.

Non sono mai più stata capace di staccarmi dai suoi blog, dalle sue pagine Facebook – vero, non mi sono mai neppure sentita così alla sua altezza da interagire con tutto ciò che lui scriveva e scrive – e in questi quasi vent’anni di web, l’ho sempre seguito come si segue una persona amica per cui si prova una stima immensa. E non è piaggeria, la mia, non lo conosco di persona, non sono mai andata a un suo corso, non ho mai avuto da lui nessun tipo di “spinta” o consiglio personale. Solo due, tre anni fa, non so, un’intervista, dove già dalle domande si comprende quanto… garrula e un po’ sciocca io possa diventare di fronte a una persona che stimo.

Il fatto è che dai suoi blog/Facebook/siti web ecc… ho tratto una marea di insegnamenti. Li ho tutti annotati, catalogati, sottolineati.
Scaricai, si parla di più di quindici anni fa, le sue “Chiacchierate sulla scrittura“, le stampai, le lessi, rilessi, sottolineai in modo tale che ormai non si legge più il foglio ma solo le mie glosse. Poi venne l’ebook: Non un corso di scrittura e narrazione. E da qualche giorno, sono la proprietaria orgogliosissima dell’Oracolo.

Adesso che mi sono un tantino spiegata, che ho fatto capire come io segua Giulio Mozzi da quasi vent’anni, posso dire com’è l’Oracolo: bello. Piacevole. Divertente da leggere e illuminante per certi versi.

E’ utile? Lo è.

E’ adatto a chi non conosce ancora le tecniche di scrittura? Serve al posto di un corso di scrittura creativa? Dipende. Potrebbe esserlo, certo. Ma solo se si è disposti a fare tesoro dei consigli e delle riflessioni che contiene.

E’ importante per chi già sa scrivere e conosce le tecniche? Io penso che lo sia moltissimo. Spesso, chi scrive e conosce le tecniche di scrittura è martoriato dai dubbi: sarò sulla strada giusta? Lo starò facendo nella maniera migliore? Dubbi che a volte bloccano lo scrivente, lo paralizzano proprio. Lo rendono cieco come un cervo di fronte agli abbaglianti di un’auto di notte. Ebbene, L’Oracolo Manuale per Scrittrici e Scrittori di Giulio Mozzi è fondamentale consultarlo per capire se si sta facendo giusto, se si sta affrontando la scrittura nella maniera più corretta, soprattutto, spiega con semplici consigli veloci e a tergo una riflessione più articolata, come ci si deve porre di fronte a un foglio bianco.

A me ha fatto piacere scoprire che la maggioranza dei consigli di Giulio Mozzi già li applicavo, senza sapere che fossero regole da seguire. Lo facevo a istinto. E quella piccola percentuale di consigli che, invece, mi è risultata del tutto sconosciuta, mi sta servendo ora per cambiare alcune impostazioni sbagliate che avevo dato al mio scrivere.

Perciò, sì: ho letto l’Oracolo Manuale per Scrittrici e Scrittori di Giulio Mozzi. E l’ho trovato utilissimo. Illuminante.

E in questi vent’anni, grazie ai suoi consigli – sparsi tra gli innumerevoli post, decaloghi, articoli, interviste che ha rilasciato – sono riuscita a pubblicare, più volte, a tradurre e a farmi tradurre, e… sì. E’ Giulio Mozzi che è utile. 😀