CAPTAIN FANTASTIC NON MORIRA’ MAI

Rocket man, biopic di Elton John – immagine presa da Google images

Difficile staccarsi dalle suggestioni oniriche della biopic Rocketman dopo la visione del film forse più atteso dell’anno: il paragone con il pluripremiato Bohemian Rapsody è talmente inevitabile da infastidire persino. Anche perché, il primo non è assolutamente paragonabile al secondo se non per argomento e in parte, contemporaneità di avvenimenti.

Immagine presa da Google Images

Per chi, come la sottoscritta, ha vissuto la sua adolescenza negli anni ’70, il solo accenno delle prime note di una canzone di Elton John – possa essere una tra le più famose o la meno conosciuta, l’ultima nascosta tra gli ultimi track degli innumerevoli album pubblicati – si trasforma in un viaggio lungo la via dei ricordi; perché è l’innesco di un’esplosione. Accende infatti qualcosa che da decenni cova sotto la cenere dell’anima: i primi balli lenti, il primo bacio, le attese struggenti accanto a un telefono che non si decideva di squillare, le liti con mamma per l’affermazione della propria identità personale, le fughe da scuola – il massimo della trasgressione – e ovviamente, le discoteche, il cantare a squarciagola in pista insieme a centinaia di altri sconosciuti la propria voglia di esistere e di morderla per davvero quella vita che ancora non si era del tutto affacciata sul mondo “vero”.

immagine presa da Google Images

Qualunque di quelle melodie, dalle più travolgenti per ritmo e ritornello, a quelle più malinconiche, devastanti ballate d’amore perduto – create da Reginald Dwight in arte Elton John corroborate dai testi scritti da Bernie Tupin ma soprattutto cantate da un eccentrico folletto che volava sui tasti di un pianoforte con improbabili scarpe con le ali, le giacche luccicanti, gli occhiali (oh! quegli occhiali, come li amavo!) ogni volta differenti, toccavano corde davvero particolari, quelle che con grande perizia nascondevi sotto le pieghe dell’anima e che tremavi all’idea di mostrare.

Freddy Mercury è stato sicuramente un grandissimo interprete di un’epoca speciale, ma Elton John è stato di più, per molti di noi: è stato l’icona dell’incertezza, dell’inadeguatezza, del sentirsi sbagliati e impacciati, del non essere accettati per ciò che si era e il dover dimostrare, invece, di meritare attenzione, affetto, considerazione.

“Devi uccidere la persona che volevano che fossi per diventare quello che vuoi essere tu

E noi che lo osservavamo, lo ascoltavamo, ripetevamo a memoria le parole stampate sul retro degli Ellepi di allora, strabuzzavamo gli occhi nel vederlo solcare il palco, quasi tramortiti dalla meraviglia per le mise sempre differenti con cui si presentava, un po’ sconcertati per l’esagerazione di qualche costume ma sempre entusiasti e grati per quell’eccesso, perché quell’esagerazione parlava al noi più profondo: potevamo non essere belli, affascinanti o anche solo sexy, ma quel poco che avevamo da mostrare potevamo esagerarlo, esasperarlo fino a farne la nostra bandiera, il vessillo di cui andare orgogliosi.

Immagine presa da Google Images

Questo ha significato Elton John per me e ogni suo passo, anche dopo, quando avrebbe abbracciato definitivamente la causa Lgbt, è stato perfetto perché simbolico: non parlava solo a un gruppo che si identificava in un colore o una bandiera, parlava a tutti quelli capaci di ascoltare veramente il significato delle sue parole e melodie.

Immagine presa da Google Images

Perciò, Rocketman per me è un film memorabile. Uno di quelli che voglio assolutamente avere nella mia DVDteca. Non ho desiderato rivedere un film subito appena terminato come ho desiderato vedere questo. Crudo, a tratti persino crudele nella sua sincerità, nella sua incapacità di dissimulare persino le scene più osé – che ho apprezzato perché appunto sincere, senza coperture, mascheramenti, o zoomate di scena – il film sulla vita di Elton John smuove empatia e identificazione, riesce a scatenare emozioni forse troppo a lungo sopite. E ricordi di una passionalità che si riscopre di non aver mai perduto.

Capitan Fantastic non morirà mai.

Annunci

Informazioni su amnerisdicesare

italiana nata a Sao Paulo del Brasile, vive a Bologna. Sposata a un medico calabrese, mamma e moglie a tempo pieno, collabora come free-lance per riviste femminili. Dal 2005 gestisce il F.I.A.E. – Forum Indipendente Autori Emergenti http://fiaeforum.freeforumzone.leonardo.it, insieme gruppo e laboratorio di editing autogestito per scrittori emergenti. Ha pubblicato il saggio “Mamma non mamma: la sfida di essere madri nel mondo di Harry Potter” nell’antologia benefica Potterologia: dieci as-saggi dell’universo di J.K. Rowling (CameloZampa Editore 2011); un suo racconto, intitolato “Zanna” è presente nell’antologia di racconti animalisti “Code di Stampa” (La Gru Edizioni 2011); ha pubblicato nel 2012 il suo romanzo d’esordio, Nient’altro che amare (Edizioni CentoAutori), vincitore del Premio Letterario Mondoscrittura, e nel 2013 ha partecipato al progetto di scolastica coordinato da Manuela Salvi “Prossima fermata… Italia!” (Onda Editore) scrivendo il capitolo dedicato alla regione Calabria. Ha curato l’antologia benefica “Dodicidio” per il progetto POP di La Gru Edizioni scrivendo il capitolo “Febbraio” (2013) e ha vinto il “Concorso Cercasi Jane” indetto dalla Domino Edizioni con la quale il 1 settembre 2013 è uscito il suo romanzo “Sirena all’orizzonte” secondo classificato al Premio Letterario Magiche rose 2014 di Fiuggi. A giugno 2014 invece è uscito Mira dritto al cuore per i tipi della Runa Editrice, mentre un secondo saggio sulle figure materne nella saga di Harry Potter dal titolo “Mamma non mamma: le madri minori nel mondo di Harry Potter” uscirà a gennaio sempre con Runa Editrice. Collabora con il portale di informazione online Rete-News.it (www.rete-news.it) scrivendo articoli di cronaca, costume e musica e con la rivista letteraria digitale e online Inkroci (www.inkroci.it ) in qualità di traduttrice.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.